Rubriche

Choplifter, quando parcheggiare diventa un problema


Il pilota sapeva che la sua missione era difficile, si girò dunque a salutare gli amici della torre di controllo e partì. Gli antichi ostaggi andavano portati in salvo. Sembrava impossibile, ma ce la poteva fare. L’elicottero accese i rotori e si sollevò piano nel cielo: una grande impresa lo attendeva, un viaggio tra mille insidie, superando i caccia nemici, le torrette, i… porc…***** ! Un altro **** di missile **** del ******* ! Ma da dove *****… ***** ! E tu sei un imbecille ! Che ****** ci fai lì ? Ti devo salvare, porca ***** !
Questo il poetico riassunto di una partita tipo di Choplifter, gioco precedentemente uscito per Commodore 64 ed ora visto in questo Trauma Center nella sua incarnazione per Sega Master System. Intanto il mio primo trauma sta proprio nel nome: infatti, dopo anni di studio della lingua inglese, mi rendo conto solo nella stesura di tale pezzo di come abbia sempre chiamato questo titolo “Ciopflaiter”, forse perchè mi suonava meglio un coso volante piuttosto che uno ascendente, mah.

COME AGIAMO

Il pilota che saluta la base è una scena emblematica. Poi magari stava dicendo loro: "andate affancuore, perchè devo salvare quegli idioti?

Il pilota che saluta la base è una scena emblematica. Poi magari stava dicendo loro: “andate affancuore, perchè devo salvare quegli idioti?

Ci troviamo alla guida di un grande elicottero militare, con la missione di andare a recuperare alcuni ostaggi tenuti prigionieri in particolari basi nemiche. Con la croce direzionale potremo spostarci lungo le quattro direzioni, premendo il tasto 1 sparare e premendo il 2 sculettare manco fossimo al Moulin Rouge. Mi spiego meglio: non crediate che fosse così semplice da dominare il mezzo a nostra disposizione, dato che per ruotarlo da destra verso sinistra dovevamo perlappunto premere il 2 del controller, portandolo nell’ordine da destra a destocentrale, centrale, sinistrocentrale e sinistra, un bel po’ di posizione intermedie insomma. Lo stesso sparo si adattava al nostro movimento, passando da uno sparo dritto a noi allo sganciare bombe verticali verso il basso quando ci trovavamo in uno dei modi intermedi. Il livello ci vede partire dalla parte all’estrema sinistra, dove si trova la nostra base, e muttarci tra variegati ostacoli come caccia che ci sparano pallozzi bianchi o ci vengono addosso, torrette dal fuoco diagonale sul terreno e… cosi, anche perchè mi suonerebbe più strano chiamarli “missili con montata sulla testata una motozappa”: in ogni caso vige la vecchia scuola del “un colpo e sei morto”, qui causa di straordinari rosikamenti. Questo per la faccenda degli ostaggi, che è talmente terribile che si merita un paragrafo a sè stante.

Rescuing the imbecills

hostages

Guardateli, guardateli attentamente. Saranno loro la causa primaria del vostro turpiloquio.

Sparando al tetto della base potremo liberare questi simpatici omini, che salveremo atterrando con dolcezza sul suolo circostante e caricandoli a bordo, a botte di un piccolo tot per volta. Dopodichè si inizia a sudare, dato che dovremo tornare indietro alla base e scaricarli là: manco a dirlo, ogni volta che verremo abbattuti noi perderemo una vita, ma nel frattempo causeremo la morte di tutti gli ostaggi che erano a bordo, e se 25 o più perdono la vita durante il livello si rischia il game over tecnico.
Il problema maggiore però sta nella deficienza di questi ostaggi, che possono defungere anche in un altro modo, il più frequente di tutti: atterrarci sopra. Esatto, parcheggiare il nostro mezzo in modo errato potrebbe portare a cascare sulla testa di qualcuno di questi omini esagitati, facilitato ancor più dal fatto che questi idioti quando ci vedono tendono a correre esattamente sotto di noi, roba che manca davvero solo più che indossassero un giubbotto con su scritto “schiacciami schiacciami”.

choplifter (1)

“Eccomi sto arrivando, eccomi, piano, piaaaaaaanoooo…” – Blip – “FUUUUUU”

In maggiore aiuto al rosik, piccoli mezzi dopo circa 10 secondi che saremo a terra verranno a spararci in faccia, tanto per farci pressione, oppure giungerà un tank che un colpo dopo l’altro farà fuori tutti i presenti. Il gioco poi con squisita cattiveria non ci avverte che se per caso ci venisse l’idea di fare prima, posizionando il mezzo estremamente vicino alla porta della base nemica, non faremo altro che causare la morte successiva di tutti gli ostaggi, che uscendo da lì uno per volta si butteranno nelle pale dell’elicottero. MA PERCHE’ ???
Il suono, poi.
Blip.
Ogni blip corrispondeva ad un tizio che si faceva ammazzare. Atteriamo tranquilli e paciosi… e blip!
Imbecille.
Ti sei piazzato sotto di me mentre atterravo.
Non ho parole.

3 livelli sono già molti

Provate a sopportare questa meccanica perversa per più di 3 livelli e non ci riuscirete. Soprattutto se questi si dividono in tale modo.

choplifter ssaa

Ammetto che sparare alle torrette delle navi era divertente. Meno la supposta surprise.

Il primo è ciò che ho già descritto qui sopra, il secondo invece ci porta sui mari, dove si aggiungeranno ai nemici motoscafi e vere e propri navi corazzate piene di torrette da eliminare…e poi lui.
Uno dei nemici più randomici dei videogames, il missilone terra aria. Questo simpatico suppostone oblungo veniva sparato dal fondo del livello da un presunto sottomarino in maniera assolutamente casuale ed imprevedibile ogni volta che commettevamo il peccato mortale di rimanere per più di 5 secondi nella stessa posizione. Questo coso non faceva sconti a nessuno: ricordo di come in una partita stessi scaricando gli ultimi ostaggi nella base amica quando ecco arrivare quel fottuto salamone che con tempo di reazione 0 mi colpisce alla coda, ammazzando me ed almeno 10 decerebrati. Questo è giocare sporco, Choplifter. E’ giocare sporco.
Sul terzo livello non mi dilungo nemmeno più di tanto, data la difficoltà mostruosa del medesimo, che ci porterà ad entrare all’interno di alcune caverne, chiudendoci quindi tra l’alto ed il basso dello schermo in un panino deforme di proiettili e nemici.

Sintomatologia

Precisione di volo 80%
Intelligenza degli ostaggi 20%
Capacità di sparo pallozzi 70%
Durata delle missioni 50%
Bestemmiosità 92%
Final Thoughts

Sulla fine, mi dispiace dirlo, ma questo giochillo si faceva provare e riprovare con gusto, in una sorta di gara a chi riusciva a compiere le meglio acrobazie con questo elicottero. Peccato per tutto il resto, e soprattutto per ostaggi così, che vi faran venire voglia di lasciarli al loro destino e stop. Come poi spesso accade per i giochi retrò, grande carisma per le musiche, con un motivetto che ritorna negli anni. Il suono dei proiettili, delle pale del chopper, degli scemi che salgono dentro, tutto al ritmo di un motivetto militaravventuroso non da poco.

Overall Score 62%
Readers Rating
0 votes
0