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Aztec Adventure, quando un omino in pixel prevede il futuro


Vi è mai capitato di trovare qualcosa di incredibile in un gioco di anni e anni fa, che poi avete ritrovato nella vita presente? Una premonizione, un senso di già vissuto o anche solo un semplice momento weird come dall’antica puntata del podcast; ebbene, questo è quanto capitatomi con Aztec Adventure, gioco del 1987 sviluppato e prodotto per il Sega Master System, il quale dimostrava di avere già capito tutto dalla vita.

Find the Aztec paradise !

Ecco il nostro eroe alla prese con un essere tra la tartaruga e un cactus: notare gli elementi del paesaggio tutti uguali ma si sa, il Messico è tutto uguale.

Ecco il nostro eroe alla prese con un essere tra la tartaruga e un cactus: notare gli elementi del paesaggio tutti uguali ma si sa, il Messico è tutto uguale.

Il trauma è un semplice gioco di azione in terza persona dall’alto (leggere: Zelda dei poveri) che ci porta a dominare un esploratore alla ricerca del mitico paradiso degli aztechi, luogo ripieno di tesori e oro in quantità: per trovarlo dovremo colpire con la nostra spadina delle balle i millemila nemici che gireranno per le schermate dei 10 livelli. Il comparto bestiario da questo lato è piuttosto vario, offrendoci serpenti, rane, bestie guscioformi e varie altre amenità tra le quali ovviamente spiccano gli aztechi incacchiati, più duri degli altri da abbattere e sempre pronti a tirarci lance di legno e pietra dalle impossibili traiettorie. Mistero per la natura del protagonista: se sulla copertina del gioco pare un esploratore alla Pitfall con tanto di fedora alla Indiana Jones, nel gioco appare come un bimbo con su cappellone western e poncho; in effetti a ben pensarci viene chiamato Nino, cioè bambino in spagnolo… mah, si vede che non si saranno messi d’accordo con il copertinista. E con chi ha scritto le istruzioni di gioco. Ed il retrocopertina.

I boss che si muovono sono per dirla all'americana; un dolore nell'ano: riuscire a tirare loro qualcosa è un'impresa, e special modo con il tizio statua qui raffigurato. Quanto lo odio, spammatore di statue dell'isola di Pasqua assassine in quel di Nazca!

I boss che si muovono sono per dirla all’americana; un dolore nell’ano: riuscire a tirare loro qualcosa è un’impresa, e special modo con il tizio statua qui raffigurato. Quanto lo odio, spammatore di statue dell’isola di Pasqua assassine in quel di Nazca!

Tornando all’azione, colpire qualcuno sarà davvero complicato data la straordinaria lentezza del nostro eroe e la portata minima dell’arma: se aggiungiamo che ovviamente le varie bestie si muoveranno verso ovunque sparando proiettili dappertutto siamo a posto: prepariamoci alle consuete dosi di ingiurie e bestemmie verso divinità azteche, maya e pure incas. I boss sono belli tosti, e riuscire a colpirli mentre vi vengono addosso sarà azione degna da perseguitarvi nel sonno: il pipistrello, la statua spamma statue e i leoni di pietra tra gli esempi peggiori di esseri non in grado di fermarsi. Mai. Non parliamo poi dello schivare i colpi nemici: dovrete percepire la loro direzione annate prima, per evitare che la vostra barra della vita si scarichi clamorosamente portandovi alla morte, animata come uno svenimento improvviso con espressione del protagonista che muta come se gli avessero più che altro fatto una forte scorreggiona in viso.

Ciak, azione, corruzione

Come fare quindi per sopravvivere a ‘ste simpatiche bestiole, nonché ai boss di livello? Semplice, sfruttare armi che lasceranno i nemici una volta eliminati, oggetti letali come mono palle, quattro palle, frecce monodirezionali ma distruttive quanto il colpo di un obice e… sacchi di Euro.

Guardate, guardate la gioia negli occhi di questi nemici appena pagati. Impagabile.

Guardate, guardate la gioia negli occhi di questi nemici appena pagati. Impagabile.

Avete letto bene: nel gioco si possono trovare sacchi di soldi con stampigliato su il marchio della nostra moneta Europea che tanto amiamo, che potremo lanciare a specifici nemici: Papi il …coniglio con il becco da papera (???!?!?), Pupe il gatto e Poh il cane, che a parte i nomi raccapriccianti una volta colpiti cambieranno idea misteriosamente e ci seguiranno sino alla morte nelle nostre avventure. L’espressione con la quale accetteranno il denaro è tanto semplice quanto fantastica, non credo di avere mai visto tanta felicità nel venire corrotti: probabilmente gli dei aztechi pagano davvero pochino… altroché ricchezze esagerate!
Ovviamente ognuno ha un suo prezzo, e più costa maggiore sarà la sua vita ed intelligenza, apparentemente. In realtà questi imbecilli sanno fare unicamente tre cose: camminare ad una certa distanza da noi, colpire con la spada quando colpiamo noi e buttarsi a pesce sui nemici prendendo colpi sino a morire: insomma, ottimi acquisti.

Noo ma vi siete di nuovo incartati? Ma io vi licenzio!

Noo ma vi siete di nuovo incartati? Ma io vi licenzio!

Oh, giusto, dimenticavo la quarta azione ovvero incruccarsi: il fatto che sia automatica la distanza tra noi e loro li porterà a bloccarsi ed incastrarsi in ogni possibile parte dello scenario, facendoceli perdere spesso unicamente perché durante lo scroll tra una schermata e l’altra si saranno fermati a fare pipì dietro ad un cactus. L’unica cosa davvero utile che possedevano sti animali osceni era il fatto che spammavano non solo le nostre spadate ma pure le armi da tiro che trovavamo, moltiplicando per tutto lo scenario un tiro di pallozzi, sfere infuocate eccetera; ottima cosa per i livelli ma meno per i boss, che sono sempre da colpire su di un’unica direzione, per la quale vi assicuro che direzionare questi impediti è impresa dura se non impossibile: assai più rapido lanciarli direttamente contro di loro facendo così danno bonus e sbarazzandocene. Sì, intendo sia dei boss che di loro.
I soldi ci serviranno anche in un altro caso, ovvero corrompere le pozzanghere: lo so che mentre mi leggete continuate a fare facce di sorpresa con le palle degli occhi grosse così, ma è quel che davvero succede nel gioco, tirate un sacco di € in uno specchio d’acqua con tanto di donna angelica che appare e la vostra vita si ricaricherà all’istante. E se siete curiosi sì, ho provato anche a spararci dentro, ma semplicemente ne scaricheremo parte dell’efficacia, rendendo triste la tizia che appare. Ogni tanto poi una odalisca cercherà di sedurre i vostri uomini, facendoli allontanare dal loro scopo ovvero aiutarvi se pagati; e potete pure smettere di farvi su fantasie strane, è una coniglia.

Superpoteri

Lasciatemi camminare sull'acqua, ho degli stivali in testa!!!

Lasciatemi camminare sull’acqua, ho degli stivali in testa!!!

L’ultimo slot prevedeva una particolare arma speciale che variava di livello in livello: ad esempio nel primo trovavamo palle di fuoco, utili a diserbare delle piante corallo velenose giganti tipiche del Messico, in altri più avanti fulmini portatili, ma il meglio arriva nel secondo mondo, quello delle caverne. Troverete infatti in pieno stile Jesus degli stivali che vi faranno camminare sull’acqua; utili, dato che basta entrare in un fiume per drenare completamente la barra della vostra vita in poco tempo (radioattività? inquinamento?), ma dall’uso bizzarro. Infatti era difficile per un omino col poncho vedere un cambiamento nelle scarpe, dunque i programmatori hanno ben pensato di fargli apparire gli stivali SULLA TESTA, sopra al cappello stesso, sospesi in una sorta di levitazione psichica. Manco a dirlo, l’effetto durava uno sputo di tempo, dopodichè si ripiombava come sassi nei flutti della morte.

Le Grand Final

Sulla fine Aztec Adventure è un gioco che ti tiene attaccato allo schermo, a lanciare orride imprecazioni verso i boss, difficili ma non impossibili, che vive di riciclo come spesso accade (i mondi dal 6 al 10 sono gli stessi dei primi cinque ma a difficoltà maggiore; conclude un livello corto e mortale nel paradiso azteco), ma in grado di darci abbastanza curiosità nel tentare di arrivare al finale. Già.
Il finale.
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Arrivati nel paradiso degli aztechi troviamo una serie di piazzali con tutti i boss di gioco da riaffrontare, sino all’ultimo che è… un uccello disegnato in stile Nazca che si allunga verso di noi. Lo colpiamo con 5 spadate – CINQUE FOTTUTISSIME STERCOSISSIME SPADATE – e muore.
Il nostro Nino apre così il portone del paradiso e ci trova…….
utopiaQuesta scritta: “Cosa hai scoperto? Che il paradiso vero vive eternamente nella mente di chi lo sogna. Perciò che ne dici di andare anche tu in giro per il mondo alla ricerca della tua utopia individuale. Solo con un sogno così, troverai il significato della vera felicità”. Punteggio.
Perfetto, dopo tutta sta corruzione, seduzione, massacro a spadate e distruzione con fuoco e tornadi non mi aspettavo altro che una bella lezione Zen.

Ma vaffffff…
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