3d out run 3DS, Recensione

3D Out Run – Recensione


M2

Sviluppatore

Sega

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E ci siamo decisi: dopo la recensione di qualche tempo fa (molto tempo fa^^) di 3D Super Hang-On, ecco a voi una serie di fulgidi pensieri et riflessioni su 3D Out Run, riproposizione del classicissimo arcade di casa Sega sugli schermi del portatile Nintendo. Traileriamo:

Dalle sale giochi alla storia

3D Out Run, come facilmente intuibile, è una delle ultime riedizioni del duetto M2 – Sega per 3DS. Arrivato con un certo ritardo in Europa, il gioco è l’ennesima trasposizione con funzioni aggiunte – 3D e non solo – dei classici della (ex?) rivale della Grande N.

3d out runPer chi non se lo ricordasse, è opportuno spendere due parole sul “mito” di Out Run che, un po’ come la Fiat 500, arricchisce e infesta sogni e ricordi di molti appassionati del settore. Il gioco, ideato da Yu Suzuki, viene pubblicato per la prima volta in versione arcade nel 1986 per raggiungere poi le console casalinghe Sega – Master System e Mega Drive – rispettivamente nel 1987 e nel 1991. A prescindere dagli altri innumerevoli porting (featuring Amiga, Commodore, MSX, senza dimenticare le numerose riedizioni-sequel più “contemporanee”) il gioco divenne subito leggendario agli occhi dei giocatori già a partire dall’epico cabinato a forma di auto, che si imponeva rendendosi foriero di fomento incontrollato in tantissime sale giochi anche nostrane. Semplice era l’obiettivo del gioco: arrivare al checkpoint prima dello scadere del tempo e, una volta superati tutti i “punti di controllo”, giungere a uno dei cinque agognati traguardi in giro per il mondo, con una solita dinamica delle connessioni infrastrutturali da film poliziottesco. I punti per la tipica classifica dei 10 migliori si ottenevano in base al chilometraggio percorso, e via di sfidoni all’ultima 200 o 500 lire lunghi mesi al volante della Ferrari TestaRossa pixellosa – con tanto di licenza ufficiale del Cavallino – e con la biondona seduta vicino, in un rutto di fomento yuppie da West Coast americana.

Tutto ciò rivive in versione 3D Out Run, edizione 3DS di cotanto pezzo di storia arcade, dove si è cercato di mantenere inalterato il pacchetto con qualche piccola modifica e aggiunta del caso.

Dalla storia agli schermi portatili

3D Out Run, sulla falsariga degli altri giochi “tramutati” in versione 3D, cerca di riproporre a meglio l’esperienza originale del gioco “trasposto” con alcune licenze. Una volta avviato il tutto, potremo da sibuto regolare alcuni settaggi come livello di difficoltà e tempo limite, assieme alla personalizzazione dei controlli. Come per Hang-On, anche qui si cerca di ricreare l’esperienza “da cabinato” con la possibilità di regolare l’effetto di inclinazione a destra e manca – in corrispondenza delle curve – dello schermo superiore della console. Lo schermo inferiore è, in verità, usato pochino: se escludiamo la schermata di selezione della traccia musicale e dello stage dal quale iniziare, servirà solo per guidare l’auto con dei “touch controls” utili quanto dei bigodini per peli nasali.

Una volta in gioco, si può notare con piacere che il fomento originale del gioco resta a dire poco intatto: che si selezioni la “old” o 3d out runla “new version” dal menu iniziale (cosa della quale dobbiamo ancora capire l’utilità, forse perché siamo rimbambiti), il gameplay originale è fedelissimo a quanto si vedeva in passato – unico cambiamento, l’assenza di licenza Ferrari…con il cavallino rampante sul retro della vettura sostituito da una specie di cavalluccio marino gratinato con le mostrine. La bionda comunque c’è ancora, e ci insulta con cordialità quanto andiamo a sbattere. Come detto, l’impostazione classica resta in pieno, con l’aggiunta della possibilità di salvare sia il gioco che il replay di una corsa (uno per volta). Le prime cinque volte che finiremo il gioco, otterremo ciascuna volta un “power-up” per l’auto (tipo motore più potente, sterzo migliorato etc. – e il bello è che ogni potenziamento cambia anche il colore dell’auto) da usare a scelta – anche tutti insieme, per la gioia di chi ama sgravare – e infine sbloccheremo la modalità “Arcade”. Quest’ultima sarà alquanto uguale a quella normale, se non per il fatto che non ci saranno potenziamenti e avremo solo 4 canzoni da scegliere per la colonna sonora.

In toto, dunque, l’esperienza di 3D Out Run non porta eccessivi novità al pacchetto “originale”, ma si pone comunque come una riedizione fedele con innovazioni limitate che riesce a far sentire il feeling retrò di libertà pixelosa e di vento nei capelli dell’originale: non ci sarà questa gran longevità, il gameplay è molto semplice e diretto…ma il fomento è pieno, sia per i neofiti che per i vecchiardi questo delirio autostradale potrà dare parecchi 3d out runmomenti di divertimento, complice anche il prezzo più che abbordabile (4,99 euro al momento della redazione di questo articolo).

Intermezzo tecnico

Il comparto tecnico di 3D Out Run si conferma solido. La grafica, nella sua essenza retrò, è ben realizzata – idem per  gli effetti 3D e “cabinato oscillante”. Non abbiamo riscontrato particolari glitch di sorta, rallentamenti o zozzerie di genere. Il sonoro riesce a trasmettere tutto il fomento di tanto tempo fa: vento, sole, spiaggia e feeling di libertà da tamarro stradale parvenu renderanno le vostre orecchie sempre più giulive nota dopo nota.

I controlli di default sono un pelo rigidi, ma mai fastidiosi: una volta abituati – e abituati al livello di difficoltà selezionato – si riuscirà a sorprendere automobilisti e camionisti avversari in men che non si dica.

 

Valutazione

Grafica 80%
Sonoro 90%
Giocabilità 77%
Carisma 87%
Longevità 75%
Final Thoughts

3D Out Run è una buona versione portatile del classico arcade (ma sarebbe meglio dire multipiattaforma) di Sega. Ideale per partite brevi e rapide, ricco di una carica vintage e nostalgica che pochi possono, è un'ottima occasione di giocarsi - anche e soprattutto in tram - una pietra miliare dell'automobilismo videoludico.

Overall Score 81%
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