black jewel PC, Recensione

Black Jewel – Recensione – Il ritorno dei pettorali C64


Oscar Celestini

Sviluppatore

Oscar Celestini

Publisher

Azione

Genere

Oggi torniamo a parlare di made in Italy con Black Jewel, nuovo gioco d’azione firmato da Oscar Celestini in puro stile Commodore 64. Video!

Il gioiello nero

In Black Jewel vestiremo i panni – sostanzialmente una mutanda – del barbaro Ryan, protagonista di un’avventura a scorrimento orizzontale il cui scopo è quello di scorticare le natiche del malvagio cavaliere del teschio Darkor, il quale ha scatenato forze oscure dopo aver rubato il gioiello nero che dà il titolo al gioco. Tutto diretto ed efficiente.

Se la trama è abbastanza semplice, non sarà affatto semplice portare a termine il gioco. Saremo chiablack jewelmati a guidare il nostro nerboruto alter ego lungo 5 aree tematiche principali (bosco, rovine, etc.), ciascuna composta da un tot di schermate che presenteranno pericoli crescenti, da mostri maneschi a fastidi ambientali come pozzi con spuntoni e alberi sputazzoni. Avremo una lifebar con l’abitudine di svuotarsi in maniera incredibilmente veloce e una sola (=UNA SOLA) vita a disposizione, persa la quale dovremmo ricominciare da capo e goderci una schermata di game over che vi lasciamo il piacere di scoprire da soli.

Rispettando lo stile retro e C64, i comandi sono essenziali e flessibili come la leva del cambio di uno Scania: il movimento è controllato dalle frecce della tastiera – con il salto alla freccia su – mentre potremo attaccare con il tasto D. Per gli antitastieristi, vi è la possibilità di utilizzare un joypad per maggiore flessibilità.

Come lo facevano una volta

Già dopo i primi passi nel muscoloso mondo di Black Jewel si può notare come il gioco sia riuscito nel suo intento di prodotto-tributo alla ruggente era in cui i giochi erano su cassette. Dal ritmo dell’azione ai tempi di risposta dei nemici e dei nostri attacchi, ai salti-capriola che riescono a far impallidire tanto le tartarughe ninja del NES che Carlotta Ferlito, vediamo come quest’ultimo lavoro di Oscar Celestini  riesca in piena a riportare sui nostri schermi l’epoca pixellosa del magico marchingegno di casa Commodore. Si va piano, ci si ingessa, si bestemmia in 14 lingue che Babbel tidevilevareproprio, ma ci si alza una volta finita la black jewelsessione (o una volta sparato nel computer) con la piena soddisfazione di aver superato uno scoglio impegnativo, degno di un rocciatore dolomitico. Anche la gestione della longevità è in linea con il credo dell’epoca: non lunghissima a livello di “chilometraggio”, ma soddisfacente se pensiamo alla mancanza di salvataggi e al criterio a “vita unica” esposto in precedenza. Per i più competitivi (o stressati), verranno inoltre registrati i punteggi migliori.

Ma prima non abbiamo parlato di pixel a caso: la componente artistica è sicuramente quella che brilla di più in Black Jewel. La pixel art e le scelte cromatiche sono tutte azzeccatissime, così come lo stile di mostri e ambienti, tutto familiare ma al contempo originale. Molto carina la chicca di introdurre la schermata di caricamento “a righe” multicolor dell’epoca Commodore, con il nostro oculista che ringrazia e soprattutto con la possibilità futuristica di skipparla.

Di livello anche la colonna sonora, con 5 tracce composte da Gianluca Pappalardo: intensa e tamarra al punto giusto, capace di farci immergere in toto nell’atmosfera barbarico-vintage del gioco.

Valutazione

Grafica 80%
Sonoro 80%
Giocabilità 60%
Carisma 75%
Longevità 60%
Final Thoughts

Black Jewel è un valido tributo all'epoca del Commodore 64, con tutti i pregi e le criticità che questo comporta. Forte di una solidissima direzione artistica, è di sicuro un acquisto valido per tutti i nostalgici dell'era dei giochi su cassetta.

Overall Score 71%
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