black mirror PC, Recensione

Black Mirror – Recensione – Il riflesso della ciofeca


KING Art Games

Sviluppatore

THQ Nordic

Publisher

Avventura brutta

Genere

Black Mirror è titolo che fa scaturire ricordi fomentosi nelle menti di molti giocatori di avventure grafiche e fan del mystery/thriller a tinte fosche quasi foschissime. Come tutti i giochi più o meno famosi, ne è stato prodotto il remake e…

…e…

…e…

e NON FUNZIONA. E non in senso metaforico.

Sorpresi? No? Neanche noi. Video, e poi giù di martellate sulle palle.

Specchio nero

Prima di tutto, per coinvolgere i più giovani e/o i più distratti in quest’ondata di saudade anale, ricordiamo il Black Mirror originale. Sviluppato da Future Games/Unknown Identity, il gioco ci metteva nei panni di Samuel Gordon, non molto arzillo giovinotto che tornava al maniero di famiglia – Black Mirror, appunto – a seguito della morte del padre per defenestramento. Tra un colpo di scena random e l’altro, passando per qualche notevole buco logico nella trama, il gioco si è creato una fama di “cult” tra i fan del genere, finendo per divenire il capostipite di una serie di tre episodi sui quali non ci dilunghiamo (non per motivi politici né di spazio, ma perché non ci abbiamo giocato).

Tempo presente: alla THQ Nordic probabilmente cercavano una licenza poco costosa per monetizzare un po’, e così qualche mese fa è giunto sul mercato il nuovo Black Mirror, sviluppo dalle manine del team KING Art Games.

In questo remake, ambientato nel 1926, vestiremo i panni di David Gordon che, guarda caso, sta tornando al maniero di Black Mirror (qui più spesso chiamato col suo nome gaelico, figo quanto impronunciabile) a causa del “suicidio” black mirrordel padre. Virgolette d’obbligo, in quanto vedremo nell’intro semigiocabile – che insulteremo nel paragrafo successivo – che il parente stretto del protagonista si è trovato in una situazione spiacevole quanto…sovrannaturale, che lo ha portato a un decesso prematuro quanto buffo. Inutile a dirsi che ci troveremo a vestire i panni di improvvisati detective per scoprire la verità dietro la morte del nostro congiunto e ziliardi di altri misteri che si celano dietro l’oscurità di cose dette in gallese stretto.

Problemi articolari

Veniamo ora al lato – anzi, perimetro – dolente di questa nuova interpretazione di Black Mirror, ossia il gameplay. Come genere, il gioco potrebbe essere definito come un’avventura punta e clicca dove non si punta e non si clicca. Infatti, nonostante tutto ci faccia pensare a un’avventura 3D, soprattutto a partire dall’impostazione grafica, scopriremo quanto prima che nonostante un freccia che orbita triste e raminga per lo schermo, gran parte delle azioni saranno eseguite ed eseguibili via tastiera -WASD e numeri, principalmente. L’interazione con gli scenari, con meno roba di quanto si spererebbe, avviene avvicinandosi a cose a caso, sperando che salti fuori il marker “esamina”; una volta apparso, potremo cliccarci sopra con la freccetta (con cui abbiamo cacciato le mosche fino a ora – ma comunque funzionerà poco e male) o premendo il tasto 1 della tastiera, come nelle chiamate al servizio clienti preregistrato della compagnia del gas. Il mero atto di muoversi e avvicinarsi a cose e persone nemmeno sarà cosa facilissima, vista la strana andatura del protagonista, l’alcoolismo della telecamera e la reattività randomica dei marker alla nostra presenza.

Una volta abituativi a una giocabilità bacata, potrete notare come, alla fin fine, il gioco segue una strada abbastanza “nota” per il black mirrorgenere. Si va in giro, si raccolgono indizi, si parla con la gente e si cerca di venire a capo di una serie di segreti più o meno inquietanti risolvendo enigmi di genere – francamente nemmeno tanto malvagi. In alcune occasioni vi è anche la possibilità di prendere decisioni apparentemente “chiave”, ma non ci è sembrato che poi cambiasse più di tanto.

Di contro, va notato che a livello narrativo Black Mirror non affonda del tutto: il protagonista è simpatico, mentre i comprimari alle volte ricadono nei cliché del genere (la vecchia rompicazzo, l’avvocato viscido…) ma tutto riesce a funzionare senza innescare meccanismi di scazzo nella mente del giocatore…cosa buona, perché i motivi per infuriarsi non sono pochi, tra vari problemi e crash invasivi. Peccato giusto per un ritmo forse non eccessivamente incalzante.

Tenendo a mente che la longevità non è tanto…lunga, volendo fare un bilancio totale si può dire che Black Mirror più o meno funziona solo sotto i profili non strettamente ludici. Tutto avrebbe funzionato molto meglio con un occhio più attento al gameplay e soprattutto all’intera architettura di gioco, che regge peggio di un castello di carte fatto con dei cracker al rosmarino inzuppati. Allo stato dei fatti, purtroppo, il gioco offertoci è solo un prodotto di fascia bassa molto più costoso di quanto dovrebbe.

Problemi generali

Come avrete potuto intuire acutamente, questo remake di Black Mirror è un gioco che crolla pesantemente sulle chiappe proprio a causa di un comparto tecnico che definire fallace è fargli un complimentone.

Partiamo dalle note migliori: il comparto sonoro si rivela buono, soprattutto per quanto riguarda le voci doppiate (in inglese, almeno nella versione che ci è capitata sotto mano). Anche musiche ed effetti fanno il loro, pur mancando – nell’opinione di chi black mirrorvi scrive – di quel “guizzo” particolare che ce le fa finire di diritto nel lettore MP3.

La grafica, dal punto di vista strettamente scenografica/paesaggistico non sembra malaccio, riuscendo ad essere evocativa quanto basta, capace di creare un’atmosfera oscura al punto giusto – anche troppo, in alcuni casi…sperando non ci sia scappato il dito sul tasto brightness del monitor. La pecca maggiore va riscontrata nei personaggi, un po’ troppo statici e ingessati, soprattutto nei movimenti (stile “con le gambe ad angolo ballo il twist”) e nelle animazioni facciali, finendo per ricordare le vecchie avventure a sfondo draculesco uscite negli anni ruggenti della PSX.

I problemi peggiori riguardano la telecamera, sempre capace di inquadrare quello che non ci serve e rigorosamente non controllabile né aggiustabile, almeno nella build che ci è capitata sotto mano. La stabilità è l’altro tallone di Achille del gioco, un tallone grande quanto Guernica di Picasso. I bug – di cui alcuni game-breaking, come riscontrato da molti utenti in giro per il globo – abbondano, “supportati” da una stabilità molto dubbia che porta ai numerosissimi crash di cui sopra. E a un’infinita mestizia, da farsi passare rigiocando l’originale.

Valutazione

Grafica 60%
Sonoro 75%
Giocabilità 25%
Carisma 25%
Longevità 62%
Final Thoughts

Senza mezzi termini, questo remake di Black Mirror è stato una pessima idea. Completamente azzoppato da un comparto tecnico fatto da persone che sembrano soffrire di amnesia videoludica e di competenze, è un titolo che può salvarsi solo per qualche trovata nella trama. Al prezzo a cui viene attualmente venduto, comunque, sta benissimo sullo scaffale.

Overall Score 49%
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