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Call of Duty: Black Ops 4 Blackout – Analisi sulla Battle Royale del nuovo CoD


Il genere Battle Royale, nato inizialmente sotto forma di mod per Minecraft e Arma II, è divenuto nel giro di un anno il genere piú giocato online. Mostri come PlayerUnknown’s Battlegrounds e Fortnite, com milioni di giocatori all’attivo, hanno impensierito non poco le grandi case delle produzioni shooter tripla AAA: mi riferisco ovviamente alla EA con il suo Battlefield, e alla Activision con il suo CoD.

Ip storiche che hanno sempre fatto la parte del leone sono state superate in un batter d’occhio da nuove produzioni in maniera a dir poco sorprendente.

Quali che siano le ragioni (ricambio generazionale dei player, insofferenza del pubblico di fronte ad una scarsa innovazione sul fronte delle meccaniche di gioco, scelte di game design poco azzeccate) i due giganti non hanno certo intenzione di sparire senza colpo ferire e per tentare di adattarsi ai tempi, entrambe avranno al loro interno una modalità Battle Royale.

Quella di Call of Duty: Black Ops 4, definita modalità Blackout, è la prima su cui siamo riusciti a mettere le mani: l’abbiamo testata su PS4, grazie ad un codice stampa, e su PC durante il da poco concluso periodo di beta pubblica.

Ecco le nostre impressioni.

1, 2, 3, Drop a Pochin… ehm, Nuketown.

Call of Duty: Black Ops 4 Blackout

La mappa di gioco propone varie zone ispirate a mappe famose di vari CoD. All’inizio i giocatori partono da un elicottero da trasporto e possono scegliere quando lanciarsi sulla mappa. La traiettoria dell’aereo è segnalata da un indicatore.

Iniziamo dalle cose più evidenti: la mappa. Confrontarsi col genere Battle Royale ha fatto sì che Treyarch abbia dovuto adoperarsi per creare la mappa più grande mai concepita per un Call of Duty. Come hanno deciso di affrontare la sfida? Il loro approccio è stato una strizzata d’occhio ai fan della serie.  La mappa di Blackout infatti è composta per la maggior parte da location “prese in prestito” da altri capitoli della serie. Ecco dunque che abbiamo la Hydro Dam (Hydro di CoD Black Ops 2), l’Array (Black Ops 1), il Construction Site (unione di  Collision di Call of Duty Ghosts e Hardhat di CoD: Moder Warfare 2), e via così fino ad arrivare a Nuketown Island (ispirata alla iconica Nuketown di Black Ops 1, ripresa poi in Black Ops 2 e 3). Non si tratta di veri e propri copia e incolla, le attinenze con le mappe di ispirazione ci sono, ma ci troviamo di fronte comunque ad ambienti nuovi, che bisogna imparare a conoscere ad ogni salto dall’aereo.

Aggirarsi per la mappa di Blackout è quindi una specie di tuffo nel passato per tutti i fan, almeno dal punto di vista estetico, perché per il resto si viene travolti dalle “novità”.  Scrivo novità fra virgolette perché si tratta di novità rispetto ad un CoD classico: feature che aggiungano qualcosa in più al genere Battle Royale non ce ne sono, anzi, si potrebbe definire Blackout una sorta di mix fra elementi presenti in Fortnite e PUBG, anche se come gameplay si avvicina molto di più al secondo. Se conoscete un minimo i due titoli lo capirete da voi. Ma analizziamo per un attimo la cosa dal punto di vista di un coddaro che magari non ha mai provato un Battle Royale. Quali cambiamenti noterà costui giocando a Blackout?

Tutto ciò che c’è di nuovo funziona…

Call of Duty: Black Ops 4 Blackout

Il giocatore può scegliere il proprio avatar fra vari personaggi celebri della serie.

Prima di tutto c’è una grande abbondanza di alberi, rocce, container, casse, ed altri elementi che all’occorrenza possono trasformarsi in nascondigli o coperture. Poi c’è  la possibilità di entrare negli edifici aprendo e chiudendone le porte: questo permette di barricarsi all’interno degli edifici aspettando il nemico, un meccanismo essenziale del genere Battle Royale. Altro enorme cambiamento: il loot. Il giocatore parte con solamente i suoi pugni e deve procurarsi l’equipaggiamento sul campo, raccogliendo armi, oggetti e munizioni sparsi per la mappa. Sono presenti anche armature, gadget vari come il rampino o trappole, e una sorta di perk raccoglibili che donano delle abilità speciali per un periodo limitato di  tempo. Un esempio? Ce n’è uno che permette di sentire meglio i passi degli altri giocatori per un tot di secondi, facendoli risaltare di più fra i vari suoni ambientali. Non mancano nemmeno medikit e bende, da usare per curarsi dopo uno scontro a fuoco. Cambiamento ancora più epocale: i veicoli. Per la prima volta assistiamo alla comparsa di veicoli in una modalità multiplayer di un Call of Duty. Ci sono quad, gommoni e  addirittura elicotteri che permettono di spostarsi per la mappa in maniera rapida. Va detto che questa non è propriamente enorme, e si percorre totalmente in quad in pochi minuti.

Un’altra novità riguarda anche il gunplay con l’introduzione di una feature alquanto particolare: la balistica dei proiettili. Oh, siamo di fronte ad un qualcosa che non si avvicina nemmeno lontanamente ad una vera simulazione del moto parabolico di un proiettile, ma già è qualcosa rispetto agli standard di Call of Duty. Era un’introduzione che ci si poteva aspettare visto che parliamo di una mappa grande, dove è totalmente impensabile avere proiettili che viaggiano dritti per enormi distanze. Immaginatevi potrebbe fare un player con un cecchino. Non è ancora chiaro se tale approccio alla balistica sarà presente anche nelle altre modalità multiplayer. Se così fosse, il gameplay della serie subirebbe un cambiamento significativo anche nelle altre modalità classiche. Questo però lo potremo verificare solo col prodotto completo fra le mani. Naturalmente è possibile modificare le armi con una vasta varietà di attachment (da trovare sul campo) che ne modificano sensibilmente il funzionamento. La gestione di tutti questi item è affidata ad un menù che su PC funziona piuttosto bene, ma che purtroppo su console risulta un po’ macchinoso da utilizzare, soprattutto quando c’è da effettuare qualche modifica negli attachment dell’arma.

Call of Duty: Black Ops 4 Blackout

Le armi di gioco sono varie e propongono cose classiche come fucili a pompa, fucili di precisione, SMG e Fucili d’assalto. Non manca anche un lanciarazzi per distruggere in velocità un veicolo.

Blackout dunque per un coddaro a digiungo di Battle Royale, rappresenta un qualcosa di completamente nuovo e, potenzialmente, esaltante. Queste introduzioni, unite al sistema di gunplay rapido e “arcade” di CoD, creano un mix alquanto “strano”, ma che funziona.  C’è l’ansia data dal giocare con vita singola e dal dover armarsi sul campo , unita però a combattimenti più dinamici che spingono anche ad osare di più.  Il ritmo dei match è  quindi più “frenetico” che negli altri Battle Royale, proprio grazie alla natura più immediata di Call of Duty. Per questo anche le partite durano in media meno dei canonici 25-30 minuti a cui ci hanno abituato PUBG e Fortnite: in 15 minuti di solito il match è concluso. Questa sorta di “Battle Royale accelerata” non è malaccio. Ha il vantaggio di rendere meno frequenti i punti morti dell’esplorare e permette di confrontarsi  più spesso coi giocatori, rendendo l’esperienza più adrenalinica. A fronte di questo si potrebbe consigliare Blackout anche a chi è già un veterano dei Battle Royale, ma, c’è un ma.

… ma è qualcosa di già visto

Il ma sta nel fatto che il fattore novità dato dal gameplay più rapido esaurisce ben presto il suo appeal, e quindi un  giocatore che ha già sperimentato cosa sia una Battle Royale non troverà nulla di veramente allettante che possa portarlo a preferire Blackout rispetto a ciò che offre la già ben avviata concorrenza. Questa modalità funziona e funziona bene grazie al fatto che si posa su delle basi solide, da cui però si allontana ben poco, proponendo un’esperienza di gioco che non si spinge molto in là rispetto ai canoni del genere. Non pensiamo dunque che, nonostante sia decisamente valida, Blackout possa andare in qualche modo a sottrarre utenza in maniera tangibile ai due giganti del settore, non così almeno. Per farlo ci sarebbe bisogno di qualche guizzo in più, di uno sprazzo di originalità che per ora non si vede. Attenderemo di vedere quali modifiche verranno apportate al prodotto finale, visto che Treyarch ha già annunciato di essere al lavoro su vari bilanciamenti e modifiche suggerite dalla community.

Note tecniche e il fattore Xbox

Durante la nostra prova su questa beta non abbiamo avuto alcun problema degno di nota a livello di bug riscontrati, solo alcuni piccoli glitch nel menù iniziale. Anche dal punto di vista tecnico nulla da lamentare: framerate stabile, un buon livello di dettaglio anche alle impostazioni più basse, lag praticamente assente, matchmaking rapido. Il nostro parere si basa sulle versioni PS4 e PC, ma pare che anche su Xbox la community non abbia avuto nulla da ridire. Il che mi spinge ad una riflessione: Xbox è forse l’unica piattaforma dove Blackout potrebbe intaccare il dominio se non di Fortnite, almeno di PUBG. Ciò sarebbe possibile in virtù della sua maggior stabilità tecnica, rispetto alla creature di BlueHole che sta tra l’altro andando incontro proprio in questi giorni ad un downgrade grafico che dovrebbe in teoria sistemarne i problemi di frame rate. Blackout di questi problemi non ne ha e quindi potrebbe soppiantare PUBG più facilmente.

Conclusioni

Blackout è una buona modalità Battle Royale e rappresenta un’ottima aggiunta al franchise di Call of Duty. Vi invitiamo solo a tener presente che non è nulla di nuovo e pertanto rischiate magari di trovare una versione leggermente diversa di quello che conoscete già. Se invece siete degli amanti sfegatati delle Royale e quello che cercate èuna nuova mappa e nuove armi con cui sbizzarrirvi, allora troverete pane per i vostri denti. Certo un minimo di azzardo in più ce lo saremmo aspettati, ma non è ancora detto che Treyarc non possa introdurre cambiamenti importanti prima della release del gioco. In attesa di mettere le mani sulla versione completa: Truegamers.it passa e chiude.

 


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