bloody boobs PC, Recensione

Bloody Boobs – Recensione


Eduard Bulashov

Sviluppatore

Eduard Bulashov

Publisher

Casual, inqualificabile

Genere

Lo sappiamo, dovevamo farlo MOLTO tempo fa, ma alla fine l’abbiamo recensito: Bloody Boobs per voi! Enniente, ogni cosa di questo gioco si commenta da sola. Video:

(S)exploitation?

Seriamente, trovarsi davanti a un gioco il cui nome suona proprio come “tette sanguinanti” dà l’impressione – anzi, il serio timore semi-reverenziale – di trovarsi davanti a un prodotto che lascerebbe di stucco persino il Cinema Snob. Di sicuro Bloody Boobs è un titolo che lascia il segno, ma non siamo sicuri se lo lasci per i motivi giusti (o, in assoluto, per quali motivi).

Cerchiamo comunque di inquadrare questo delirio: nel gioco vestiremo i panni di una maggiorata malcapitata che, come negli horror classici, è stata sequestrata per essere fatta a pezzetti al fine di glorificare questo o quel dio oscuro o satanasso di turno. Armati quindi di…niente, a parte un bikini succinto (siamo a livello g-string o filo interdentale), dovremmo aiutare la protagonista di turno a scappare da cotanto dungeon evitando, al contempo, di farci ammazzare dalle schifezze che lo bloody boobspopolano. Vorremmo dire altro, ma anche volendo non si può per mancanza cronica di materiale di base.

A zizze al vento

Come avrete potuto capire dalla “trama”, Bloody Boobs è sostanzialmente un simulatore di fuga e di figa in terza persona. Sposteremo la nostra alter ego via tastiera/mouse allo scopo di uscire dal dungeon attivando una sorta di colonne cazziformi in marmo.

State ancora leggendo? Temerari.

Prima di procedere, soffermiamoci un attimo sulla fase di personalizzazione dell’avatar: oltre ai vari microbikini, potremo anche scegliere altre mise all’ultima moda come il kit sadomaso e il sacchetto del pane sulla testa.

Davvero, state ancora leggendo? Vi perdoniamo giusto perché la recensione è corta.

Ordunque, procediamo. Senza disporre di qualsivoglia metodo di difesa, in Bloody Boobs finiremo per correre a destra e a manca come dei deficienti (in pratica, come nei tanti giochi horror del filone recente) cercando di trovare l’uscita e, hm, i peni in marmo di cui sopra.

Le possibilità di interazione sono pressoché nulle, fatta esclusione per quella con gli idoli del caz e la funzione di “dito medio” attivabile premendo ubloody boobsn bottone apposito (e che comunque non serve a una ceppa): bisognerà solo fare attenzione a non cadere in trappole di genere o a farsi uccidere dai mostri – dei quali, per inciso, abbiamo sempre e soli visto ragni giganti nemmeno poi tanto giganti e dei licaoni mannari, o quello che erano. Qui, bisogna dire, casca l’ennesimo asino: se da un lato i modelli poligonali delle protagoniste sono sorprendentemente ben fatti (per un indie, almeno) con tanto di gestione delle tette e dei culi ben realizzata, bisogna dire che il resto è veramente una ciofeca. Piattezza generica, illuminazione a come viene, ottimizzazione burlesca…insomma, si è capito dove sia finito tutto il budget – anche se, a onor del vero, la cosa ci starebbe pure, sotto questo punto di vista. Del sonoro invece non ne parliamo nemmeno. E volendo infierire ancor di più, se le boobs ci sono, sul bloody qualche dubbio resta: le scene di morte consistono solo in un afflosciamento – ok, termine sbagliato – della protagonista e il passaggio a una schermata con tette in primo piano con qualche graffio e cicatrice. Mah.

Concludendo…

…praticamente, binomio tetteculi a parte, pare che si siano dimenticati di metterci il gioco. Purtroppo, il gameplay è talmente “poco” che anche i buoni…no, scusate, non-buoni propositi di porno neanche tanto soft sfiatano in un brodo di fetecchia senza né capo né coda.

Alla fine della fiera, Bloody Boobs è potenzialmente uno spreco di ultimate fanservice: con tutti i fan del porno e del gore randomico che ci sono in giro sarebbero bastate poche attenzioni per rendere almeno divertente un concept che plana di prepotenza sulla frontiera dell’imbarazzante. Allo stato delle cose, invece, abbiamo oggettivamente per le mani un gioco da “bollino blu” della ciofeca, che si salva solo nel comparto grafico delle protagoniste e – in linea generale – come perla di trash e faccia tosta tanto di chi lo ha sviluppato, tanto di chi di ci gioca. E, ancora peggio, di chi lo recensisce.

 

Valutazione

Grafica 45%
Sonoro 45%
Giocabilità 15%
Carisma 35%
Longevità 20%
Final Thoughts

Probabilmente il gioco che la UIG avrebbe voluto/dovuto fare, Bloody Boobs è una trashata colossale che è meno porno e sanguinolenta di quanto potrebbe. Nonostante tutto, può innescare una risata o due (o mezza, forse) per l'intrinseca ciofecaggine e l'elevatissimo fattore "faccia di bronzo". Da tenere a mente per i saldi a 50 cent, mentre aspettiamo che Netflix o la HBO ne traggano un telefilm.

Overall Score 32%
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