broken core PC, Recensione

Broken Core – Recensione


Oscar Celestini

Sviluppatore

Oscar Celestini

Publisher

Azione, Run and gun

Genere

Altro giro, altra corsa, altro indie italiano sviluppato da team monopersona: oggi tocca a Broken Core di Oscar Celestini, run and gun dai toni fantascientifici e dagli spunti interessanti….e con pochi vestiti. Inquadriamo meglio la situazione dando un’occhiata ai link dei siti dell’autore:

BLOGPagina storePagina FB dell’autore

E ora agevoliamo l’RVM:

Molti proiettili, poco underwear

broken coreBroken Core è un run and gun bidimensionale che ci mette nei panni di Siro (sarà un nome cecoslovacco), ragazza madre clamorosamente affascinante la quale, a causa della crisi economica e del figlio a carico, si trova costretta ad accettare un lavoro che ha tranvato persino uomini d’acciaio come Homer Simpson e Barney Gamble: fare la cavia umana per una casa farmaceutica. L’impegno degli omini di cotanta multinazionale nell’essere rassicuranti è più efficace del previsto, con la nostra protagonista che si trova presto a fare da cavia ben oltre le aspettative (e ancor più oltre le più minuscole clausole in piccolo del contratto). Risultato finale: Siro finisce col minimo di underwear possibile (e in metallo) e un braccio bionico con un cannone attaccato a fare da test umano per delle non meglio definite “capacità belliche”. I suoi aguzzini le imporranno di mettersi alla prova evadendo da un bizzarro complesso militare irto di pericoli e androidi assassini. Ed è solo l’inizio…

Robot assassini, trappole letali e muri da punteggio

Il gameplay di Broken Core è essenziale ma comunque efficace. Scopo del gioco sarà uscire – più o meno indenni – da ogni livello, la cui uscita si aprirà una volta liquidati tutti i nemici liquidabili e, meno di frequente, quando troveremo anche una key card apposita. Controlleremo la nostra accaldata eroina con i tasti direzionali per le…direzioni, con ASD dedicati al fuoco primario, missili e salto – ebbene sì, nel panorama indie FINALMENTE qualcuno capisce che mettere il salto sulla freccia su è roba da Action 52. Primi segni distintivi: a differenza di Mega Man, Siro non sarà artritica e potrà abbassarsi nella classica posa alla turca per evitare colpi ad altezza testa e/o torace: di contro, non le sarà possibile sparare in questa posizione. Di contro, non sarà possibile “scendere” dalle piattaforme attraversabili con un salto in “salita”, ma bisognerà fare il giro (e questo non è prettamente comodo). In tema potenziamenti, Siro potrà raccogliere un power-up armatura (utile ovviamente a tamponare un tot di laserate e danni vari), un potenziamento velocità e due varianti per il suo cannone da braccio: spesso i potenziamenti saranno nascosti nelle varie casse sparse per i livelli…senza dimenticare che le stesse casse potranno contenere un tubo di niente o una simpatica bomba a orologeria, dai prevedibili effetti sulla salute della nostra protagonista.

broken coreOgni tot livelli ci potremo godere una cutscene a immagini fisse (ma ben disegnate). Assieme ad essa, oltre a venire a conoscenza di un pizzico di trama in più riceveremo anche una password numerica utile a non ricominciare sempre dall’inizio, per la gioia del vintage. A proposito di trama, carina anche l’idea di inserire nei livelli dei “terminali” che, in poche righe di testo, ci sveleranno piccoli retroscena della storia che danno un pizzico di “flavor” in più. Il gioco è sufficientemente longevo: i 30 livelli da superare ci mettono davanti a una curva della difficoltà gestita sufficientemente bene e ad un design discreto (seppure, alle volte, alcuni stage si somiglino un po’ dal punto di vista strutturale). L’esperienza di gioco scorre fluida, senza picchi eccessivi di semplicità o follia eccessiva: i nei di design sono rari e un approccio attento al platforming “sparante” vecchia scuola sarà fondamentale per la vostra sopravvivenza. Livello dopo livello, non sarà facile staccarsi dal gioco che nella sua semplicità, tra simpatica grezzura e ammiccamenti a classici del passato, riesce a intrattenere senza problemi. Alla modalità di gioco standard si aggiunge un survival mode, dove dovremo difendere il “core” da orde di nemici di sorta. Qui, sorprendentemente, avremo la possibilità di “jump down” dalle piattaforme: a parte questo dettaglio, il succo dell’azione sarà lo stesso – giusto con una curva della difficoltà un attimo più ripida tra una wave e l’altra.

Tirando le somme, nonostante i valori di produzione contenuti, Broken Core è un titolo retrò divertente ed efficace, che a costo supercontenuto ci offre un’esperienza vintage divertente, impegnativa e tamarra al punto giusto. I margini di miglioramento ci sono – nemici più vari avrebbero fatto piacere, così come un carnet di armi più ampio – ma il gioco risulta comunque soddisfacente per i fan del genere e per gli amanti dello stile vintage. Ora giù due note teniche e anche per oggi abbiamo fatto.

Core ‘ngrato?

broken coreIl comparto tecnico di Broken Core nel complesso non delude, pur tradendo la “contenutezza” del budget. Di per sé, la grafica è efficace (con alcuni fondali animati) e sufficientemente chiara – manca giusto un po’ di varietà, visto che a contraddistinguere i vari livelli, oltre al layout di piattaforme etc., ci sono giusto variazioni cromatiche. Peccato per qualche incertezza nelle animazioni, che si nota durante alcuni salti o discese veloci da piattaforme. Sono rari i momenti di confusione su cose del tipo “lì ci posso saltare?” o “questo scenico quali proiettili fermerà?” – comunque il gioco riesce a tenersi coerente su simili decisioni di design, e il semplice tenere gli occhi aperti renderà il tutto facilmente giocabile.

Buona la colonna sonora, piacevolmente retrò nel feeling senza mai irritare il nostro sistema uditivo. Buoni anche gli effetti sonori, solitamente azzeccati al contesto. La versione fikus del gioco, per ben due dollari in più (detta così fa molto western) vi offrirà anche la colonna sonora del medesimo. Il sistema di controllo risulta efficiente: una volta capiti i meccanismi di base – e come affrontare certi salti, più facili da una minima distanza che da “adiacente muro” – tutto sarà funzionale e intuitivo, senza patemi di genere. Il gioco è inoltre molto leggero e si è dimostrato molto stabile, senza crash e incidenti critici di genere; purtroppo, nella versione da noi testata, manca un pannello opzioni dove personalizzare settaggi e tricchetrà.

Valutazione

Grafica 66%
Sonoro 71%
Giocabilità 72%
Carisma 80%
Longevità 79%
Final Thoughts

Broken Core è un divertente sparatutto bidimensionale in stile retrò: nonostante i valori di produzione contenuti e qualche punto da limare, è un titolo essenziale che "funziona" e che potrà divertire più di un fan di vecchia data del genere.

Overall Score 73%
Readers Rating
0 votes
0