PC, Recensione

Conarium – Recensione: nei freddi abissi dei Grandi Antichi


Zoetrope Interactive

Sviluppatore

Iceberg Interactive

Publisher

Esplorazione, Avventura grafica

Genere

Mentre gli occhi si riempivano di strane architetture, forme malate in costruzioni che mai nessuna natura, quantomeno terrestre, avrebbe potuto creare, sentivo avvicinarsi la presenza del Conarium… l’incredibile però è altro, come non stessi perdendo la mia stessa sanità mentale nell’urlare strali verso l’ennesimo walking simulator, perchè… fatto bene?
Provo ad accettare l’idea, sconvolto, in queste poche righe che lascio a chi incautamente voglia spingersi nelle profondità più sconosciute dell’Antartide, terre un tempo colonizzate da forme di vita oltre ogni nostra concezione, oltre la conoscenza stessa dell’essere umano.

La freddezza della solitudine

Piante sottoterra? O meglio, serre sottoterra? E perchè?

Il genere dei giochi in cui sostanzialmente si esplora continua la sua storia di alti e bassi, ma soprattutto riesce a galleggiare solo quando alla base si pone una trama forte, interessante, che dia i giusti stimoli per indagare un ambiente. In realtà, devo dirvelo, Conarium tenta anche qualche passo verso l’avventura grafica, non facendosi mancare piccoli enigmi, magari facili ma imbroccandone pure un paio di interessanti (signori miei gli insulti a Chthullu per far funzionare la radio della nave).
Interessante poi nell’interessanza come non tutto sia obbligatoriamente da risolvere, ma possa darci sfumature in più nella comprensione finale di qualcosa di tutto fuorchè facile da capire, e posso fare ugual considerazione sui due finali dell’avventura.

Qui sì che perdo davvero la sanità mentale, ovvero quando devo riprendere il filo dello scotch.

Con noi dunque un doppio inventario, uno per gli oggetti di utilità nel concreto ed uno per i collezionabili, un diario dove annoteremo le nostre informazioni e raccoglieremo i vari documenti sparsi in giro. L’esplorazione è poi molto attiva: si aprono sì cassetti e porte, ma pure si spostano lapidi in pietra, si sfondano pareti a suon di asciate, sperando di volta in volta di trovare qualcosa di utile per proseguire e non solo un souvenir in più, seppur male non faccia, e per la storia, e per i maniaci completisti.
Ma alla luce di tutto questo, non vi ho ancora parlato di che caspiti parli questo Conarium.
Scusate, la mia sanità mentale vacilla.

Un inchino allo zio Lovecraft

Quello mi sembra tanto…

Per ammissione stessa degli autori, il gioco vuole essere un grande, e gradito omaggio a tutte le opere Lovecraftiane, cercando di riprendere sì qualche idea, ma per la maggior parte le atmosfere che traspaiono dai suoi racconti e romanzi; l’esempio più plateale è però senza dubbio le “Montagne della Follia”, che più si avvicina come ambientazione. Siamo infatti nei panni di uno studioso di una spedizione al Polo Sud dei primi del Novecento: ci ritroviamo in un campo base deserto, soli e con le idee parecchio confuse sulle ultime 48 ore. Basterà poco per capire che si è andati incontro ad incredibili scoperte, popoli antecedenti alla storia dell’uomo con legami con lo spazio profondo, o con luoghi dove spazio e tempo sono concetti ben più che superati. Ci sposteremo così tra i costoloni di ghiaccio, su pendici innevate ma anche nelle profondità terrestri, tra templi abbandonati e storie che probabilmente dovevano rimanere sepolte nei secoli. Ma qualcosa ci dice che tutte queste ricerche non sono poi così casuali, così come la ricerca di questo fantomatico Conarium, di cui non vi svelo la natura ma che se siete appassionati dello zio di Providence avrete sicuramente capito.

Tutta una questione di atmosfere

Terribili o strane visioni ci accompagneranno.

A concorrere dunque ad una esperienza di questo tipo aiutano di brutto grafica e sonoro. La prima con modelli talvolta semplici, o ripetuti, ma che si amalgamano in costruzioni degne delle atmosfere da Grandi Antichi (e senza per forza mettere sempre e solo Chthullu al centro, vivaddio), e la seconda tramite non solo colonne sonore, ma rumori, campane fottimente e tutto quello che può concorrere a ledere la nostra povera sanità mentis. Non mancano poi negli ambienti grandi statue, forme deviate e catacombe, da pura tradizione Lovecraftiana; in taluni casi concorrono poi a piene mani nell’alzare il thrilling, roba che ancora adesso per la parte del sottomarino mi vengono gli spasmi muscolari alle mani.

… e come non possono mancare due belle catacombe rettiliane?

Ma c’è ancora un altro aspetto, di cui è raro parlare nei giochi in generale e moderni ma quando mai, e cioè la componente scritta. Gli stessi documenti che raccoglieremo nel nostro viaggio ai confini dell’umano sono realizzati (ed ugualmente ottimamente tradotti in italiano) in forme che davvero si avvicinano allo stile Lovecraftiano, trascinandoci ancor di più in questi meravigliosi abissi di perdizione millenaria. La solitudine è non segno di scarsità di animazioni, ma necessaria; i vuoti di impatto alternati poi a grandi costruzioni, troni in pietra ed obelischi. Si capisce che sono venute prima atmosfera e storia, e poi il resto, cosa che talvolta si rivela vincente, come qua.
Contiamo poi, su piano finale strettamente commerciale, che le edizioni fisiche sono in vendita nei negozi allo stesso prezzo di quelle su Steam (19.90 €) e con dentro una Steam Key per condividere, come giusto, la follia con qualche altro nostro amico del mistero.

FOTO VARIE

 

Valutazione

Grafica 83%
Sonoro 86%
Giocabilità 65%
Carisma 94%
Longevità 72%
Final Thoughts

Ci sarà chi potrà lamentarsi del "poco da fare", ma Conarium resta una solida esperienza esplorativa, fatta di visioni, mostruosità sepolte e persino un paio di momenti di tensione mica da ridere. Se siete amanti di Lovecraft fateci una pensata, perchè sarà come farvi una passeggiata tra le sue pagine. Altrimenti potrebbe essere un buon ponte per avvicinarsi a scoprire la produzione del miticus scrittore dell'occulto, con qualche puzzle da risolvere ed una storia che ci tiene ancorati, anche per un 4 o 5 ore, alle tenebrose profondità dell'Antartide. O forse no... ?

Overall Score 80%
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