PC, Recensione

Cooking Witch – Recensione: quando i bambini sono tanto buoni


Bimbi allegri e festosi vanno alla fiera!
E noi ce li mangiamo.
Video.

In un grande pentolon, metto tutti i bimbi buon

Cooking Witch non nasconde dai suoi primi secondi la sua natura casualona: monolivello, tipo 50 cm di superficie giocabile e comandi solo via mouse.
Noi siamo una streghetta che, superando volando un grande calderone, dovrà raggiungere la vicina (vicinissima) fiera di paese, raccogliere i bambini sulla sua scopa e buttarli dentro il pentolone, farne carne da porco e mangiarsela. Dunque abbiamo già Fratelli Grimm e cannibalismo in un tutt’uno. Ma questa formula se bene utilizzata porta a browser game anche di simpatia, cercatevi ad esempio il già citato in Criticast “Cream Wolf”, qui però tutto è assai più basico, forse perfino troppo, ma forse ciò frega poco al gioco stesso.

Smousate

Sul piano del gameplay, l’azione base è controllare col mouse il volo della strega, facendola abbassare per avvicinarsi ai pargoli, raccoglerli con il tasto SX, e poi rilasciarlo per farli cadere nella pentola, dalla quale verranno sputati letteralmente fuori cosciotti di carne, cuoricini e stelle.
Per questi avanti ed indietro avremo un certo tempo limite a disposizione, che scaduto farà finire il livello, o meglio l’intera partita, e verranno così conteggiati i punti a nostra disposizione, che altro non sono se non i pezzi di carne raccolti.
Prendere le stelle porterà di un poco indietro la barra del tempo, mentre i cuori ci ridaranno vita. E chi ce la leva?
Se i bimbi vedranno troppe cose orride come altri di loro che gli cadono morti da 30 m di altezza accanto, oppure anche solo la nostra brutta faccia da vicino, andranno a suonare una campanella in centro fiera, la quale richiamerà da uno a tre papà, più o meno come la polizia che aumenta in GTA (mazza che paragoni vanagloriosi). Questi sono semplici redneck armati di carabina appena usciti da Bird Assassin (spero che lo ricordiate, se no cercatelo sul sito), e che ci spareranno fucilate anche da notevoli distanze: i loro colpi infatti non cadono mai a terra ma procedono in linea retta fino al fuori schermo.
A farci male anche i tricchiettracchiebbombeammano (leggi: fuochi artificiali) che vengono sparati nel corso dell’evento fieristico.
Se poi vogliamo aggiungere qualche elemento in più, i bambini avranno proporzioni diverse di ricompense una volta ammazzati (ciao Moige! Tutto bene a casa? E come sta il parroco?): i blu sono di tipo medio, i verdi rilasciano più stelle, i rossi qualche cuore in più, ed i gialli e cicci tanta tanta carne.
Contiamo ancora in ulterior aggiunta che noi avremo anche una barra di stabilità, che mostra quanto riusciamo a tenere bimbi sulla scopa in volo prima che questi, anche divincolandosi, cadano giù costringendoci a perdere tempo a riraccattarli da terra.
Se poi vogliamo aggiungere altro ancora, posso dirvi che un modo per eliminare i “daddy” c’è, ed è quello di scaraventargli in faccia i figli, stordendoli, raccattandoli dal suolo e buttando pure loro nel calderone rovente.
Se poi vogliamo aggiungere altro altro altro ancora, alla fine di ogni partita potremo upgrade-are la nostra streghetta, dandole scope più veloci, ganci per portare su più “roba”, pentole che cucinano più carne od anche semplicemente aumentare le barre di stabilità, vita e resistenza, che dovrebbe essere la tenuta del mezzo carico, ma vabbè. A sbloccare questi oggetti ci pensa un sistema a missioni, che una volta ultimate ci regalano un nuovo gadget da acquistare, spendendo come soldi la carne precedentemente accumulata.
Insomma, tante idee per un giochino, che però pur se semplice ed intuitivo, si risolve tutto in smousate.

Ad un pelo dal calderone

Ammetto come prima cosa che Cooking Witch è sorprendentemente divertente, ma questo le prime dieci volte. Poi diventa una ripetizione di uguali movimenti in ugual posto, e questo tende a pesare. Le missioni sono digressioni delle stesse cose coi numeri che aumentano: uccidi x bambini di colore y, cuoci x bambini, cuoci x padri, stordisci x padri, raccogli x stelle, carni o cuori, e non metto l’eccetera eccetera finale perchè son già finiti qua.
Un sistema che quindi funzionava nel suo essere snello, si perde nella sua staticità di base, come se giocassimo ad Angry Birds in uno stesso livello di media difficoltà, ma aumentando sempre più i nostri poteri. Onore al merito, il prezzo su Steam è davvero basso, quindi non vuole alla base avere velleità incredibili, ma ha tutto l’aspetto di un qualcosa che avrebbe funzionato con la giusta varietà di fondo, e questo un po’ dispiace, soprattutto vedendo che gli spunti c’erano.

TUNF

Menzione poi obbligatoria per grafica e sonoro: se la prima segue infatti la strada sanza infamia nè lode del “volutamente semplice” di tutto il gioco, per il secondo serve un paragrafo apposito.
Posso capire gli scarsi fondi, ma per tutto il tempo avremo sì e no 3 o 4 musiche di licenza libera (es. la Moonlight Sonata per il menu o la musica da circo per la fiera, no, non quella che pensate, ma l’altra che pensate), così come un parco effetti sonori che chiamerei “boffo”, con tanto di colpo di grancassa quando cadrà il pargolo sul genitore… e forse con un suono chupato a Yoshi’s Island nel conteggio punti.

Grafica 66%
Sonoro 54%
Giocabilità 78%
Carisma 55%
Longevità 49%
Final Thoughts

Ci sono giochi carini che però scivolano nella ciofeca dell'insufficienza e ce ne sono però anche come questo Cooking Witch, che seppur blando e ripetitivo permette il giusto grando di divertimento (ed al giusto prezzo) in grado di mantenerlo abbondantemente nel territorio del 60. Se però aspettavate qualcosa di più articolato, sappiate che in mente avrete per tutto il tempo Morandi che vi canta "Si può dare di più" coi suoi 2 colleghi.

Overall Score 60%
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