culdcept revolt 3DS, Recensione

Culdcept Revolt – Recensione – Il boardgame che non ti aspetti


Omiya Soft

Sviluppatore

NIS

Publisher

Gioco da tavolo

Genere

Cosa succede quando il Monopoli, Talisman e Magic: The Gathering si incontrano? Un immane casino? Esatto, e questo casino si chiama Culdcept Revolt per 3DS!

Subito video che ci sono TROPPE cose da spiegare.

Dal passato al presente

Culdcept Revolt è l’episodio che marca il 20esimo anno di una serie che ha incontrato il pubblico per la prima volta nel lontano 1997. La serie Culdcept – per gli amici KARUDOSEPUTO – uscito per l’appunto nel ’97 per il Sega Saturn e portato due anni dopo sulla PSX, senza però uscire dal territorio nipponico.culdcept revolt

La prima “escursione” a ovest della serie è avvenuta nel 2003, con l’esportazione della versione estesa di Culdcept Second per PS2. Il gioco era già uscito in patria su Dreamcast e, al momento dello sbarco negli USA, fu chiamato semplicemente Culdcept per non confondere gli utenti più di tanto. Il primo episodio fu poi “rimasterizzato” e fatto uscire per Nintendo DS; allo stesso tempo, nel 2006 in Giappone e nel 2008 negli Stati Uniti, uscì Culdcept Saga per – rullo di tamburi – Xbox 360.

Ma quindi ordunque, che cacchio è questo Culdcept? Si tratta, in sostanza, di un ibrido tra i giochi “solidi” citati nell’intro: un boardgame virtuale dalla forte connotazione strategica in presenza comunque dell’elemento aleatorio, sia esso il mazzo di carte da pescare a caso che il tiro di dado che tanto fa incazzare i puristi del gioco da tavolo alla tedesca.

Per amor di fomento, ricordiamo che i vari Culdcept avevano anche una storyline da seguire per il gioco in singolo. Nello specifico, Culdcept Revolt ci vede vestire i panni di un protagonista da noi “battezzato”, prigioniero assieme ad altri individui capaci di usare le carte nel castello di un lord fetuso di turno. La trama ci vedrà aiutare – e farci aiutare – da un gruppo di ribelli intenti a fuggire e/o a fare il sedere a tarallo al fetuso citato al rigo di sopra. Come andrà a finire? Zilioni di tiri di dado ci separano dall’epilogo.

Cracking unboxing

Cerchiamo di capire qualcosa delle meccaniche. Il nostro alter ego, un “cepter” (tizio capace di usare carte magiche per partecipare a questo gioco perverso) intento a battare avversari al gioco medesimo. Le partite si svolgono su di una plancia settata a mo’ di “circuito” di forma rettangolare o ellittico-angolosa; tale plancia conta in numero eguale caselle di 4 colori, culdcept revoltognuno associato a uno dei 4 elementi (fuoco, acqua, terra, aria) più caselle neutre chiamate “gate” che fungono da punto di partenza/arrivo/segnale di mezzo giro completato. Ogni giocatore avrà a disposizione un mazzo di carte (composto da creature e vari effetti di potenziamento o danno diretto) da cui ne pescherà una per turno. A inizio partita avremo già 7 carte in mano e un tot di punti magia (chiamati G per motivi che tutt’ora ignoriamo) e che ci serviranno a pagare il costo di lancio delle varie carte di cui sopra. Visto che, come dice qualcuno, it adds to the drama, il movimento sarà regolato dal lancio di due dadi – e la cosa può sputtanare il vostro gioco da poco a tantodippiù. Ogniqualvolta ci sposteremo su di una casella libera, potremmo piazzarci sopra un creatura; se l’elemento della creatura e quello della casella combaciano, avremo un tot di effetti fighi. In alternativa ai summon, potremo decidere di potenziare una casella occupata o di cambiarne l’elemento per renderlo uguale a quello della creatura. Ogni giro/mezzo giro otterremo G in base al numero di caselle occupate dalle nostre bestiole; ne otterremo altri se un avversario finirà su di una casella occupata dalle nostre creature, tipo hotel del monopoli. Chi finisce in una casella occupata può anche decidere di far combattere una sua creatura “in mano” contro l’occupante – chi vince si prende la casella. Vince la partita (di solito) chi completa un giro con il tot di G richiesti dalle winning conditions della partita – occhio che il tot di G da spendere è diverso da questo valore di G totale che vengono calcolati con metodi che capiremo fra qualche anno.

Tutto chiaro? Se sì spiegatecelo via email, che non abbiamo capito una minchia.

Gira e rigira

Come avrete potuto alacremente intuire da cotanto bordello, Culdcept Revolt è uno di quei pochi casi dove un tutorial passo-passo serve, sì che serve! Per fortuna, sotto questo aspetto, il gioco non delude, offrendoci un preambolo allo story mode dedicato proprio a farci capire le meccaniche una alla volta prima di scagliarci in un match 1vs1 dalla difficoltà comunque contenuta. Superato questo scoglio, entreremo finalmente nel vivo del gioco. La storia ci farà affrontare vari “blocchi” di missioni/partite fino al chiusura del sipario. Tra una battaglia e l’altra potremo spendere dei punti-denaro guadagnati per acquistare nuovi pacchetti di carte e sperare di trovare cose sempre più PUTENTI e con esse modificare all’uopo il nostro deck.

culdcept revoltIl gioco, ovviamente, è anche fruibile in multiplayer online e in modalità partita singola contro i bot. A prescindere dalla modalità e dalla (in)competenza crescente dei nostri avversari, ogni partita sarà scandita da un ritmo alquanto “diesel” dei primi turni per poi scaldarsi quando, a plancia piena, bisognerà decidere con grande attenzione le azioni da fare e come bilanciare summon e potenziamenti di terreno. Superati i primi livelli e tutti i loro – graditissimi – aiuti introduttivi di gioco, ci troveremo nella fossa dei leoni a dover ponderare bene che caspita fare in ogni turno…e fidatevi, tiri di dado sfigati a parte, basteranno davvero poche mosse ad auto-inchiappettare qualsiasi tentativo di strategia di lungo termine, specie in partite più complesse e/o a più giocatori. Dietro la facciata di un goziliardo di statistiche e norme varie, vedremo che si cela un gioco di posizionamento dal potenziale notevole. In aggiunta, abbiamo notato con piacere che nonostante gli elementi aleatori siano due (dadi e pescate di carte) il secondo può essere tamponato con un deckbuilding efficace come in una qualsiasi partita di Magic. A tal proposito, il culdcept revoltfattore carte – nonostante implementi un altro elemento di fattore C nell’unpacking delle carte medesime – tende a pompare di molto la longevità, elevando il grado di personalizzazione del proprio stile di gioco e del modo in cui si affronteranno le partite.

A conti fatti, Culdcept Revolt ha tutte le caratteristiche di un gioco di nicchia ben realizzato ma di scarsa digeribilità per tutti quelli che non si sentono particolarmente fomentati per ciò che il pacchetto ha da offrire. Oggettivamente parlando, il gioco è impegnativo, mescola elementi d’interesse di classici giochi “fisici” e li presenta in un formato capace di dare più che qualche soddisfazione in un contesto sufficientemente strategico e dalla longevità più che buona grazie alle numerose combinazioni che si possono mettere sul piatto.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, c’è ben poco da dire: la grafica è chiara, con qualche buon ritratto dei pg (stesso stile di Code of Princess) e alcune carte niente male. Stesso discorso per il sonoro – soddisfacente ma forse privo di qualche guizzo particolare.

 

 

 

Valutazione

Grafica 75%
Sonoro 70%
Giocabilità 70%
Carisma 78%
Longevità 88%
Final Thoughts

Nel dubbio di aver capito solo il 50% delle regole e anche male, ci sentiamo comunque di dire che Culdcept Revolt è un buon "gioco da tavolo portatile" che coglie in pieno i gusti dell'utente amante dei boardgame ultracomplicati. Tattico quanto basta, longevo a sufficienza, di sicuro compiacerà gli aficionados di questa ben specifica nicchia di mercato. A tutti gli altri consigliamo invece la fuga a gambe levate.

Overall Score 76%
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