Danganronpa 1/2 Reload PS4, Recensione

Danganronpa 1/2 Reload – Recensione – 15 piccoli giapponesi… and then there were none


Spike Chunsoft

Sviluppatore

Nippon Ichi America

Publisher

Visual Novel

Genere
Vivete per il mistero? Vi piacciono le storie basate sui rapporti fra personaggi dai comportamenti ambigui del tipo “un attimo prima sono amicissimo tuo e poi ti pugnalo nei fianchi con uno spazzolino limato da me personalmente?” Non vi secca leggere tonnelate di dialoghi, ma anzi pensate che questi siano indispensabili per avere una storia degna di questo nome?
Allora se possedete una PS4 e non avete ancora provato Danganronpa, della Spike Chunsoft, in una delle sue incarnazioni precedenti, non potete lasciarvi sfuggire Danganronpa 1/2 Reload, remaster dei primi due capitoli di questa famosa serie di visual novel giapponesi, tradotta pure in un anime.
Attenzione: si tratta di un titolo estremamente jappo, quindi astenetevi se proprio non riuscite a non vomitare vedendo gente con gli occhioni grandi e stramberie varie come orsetti meccanici estremamente sadici. Altra precisazione: l’intero gioco è disponibile solamente in lingua inglese. Non anglofoni avvisati.

Yokoso, shuujin!

Danganronpa 1/2 Reload

I protagonisti del primo capitolo al loro primissimo incontro. Quello che seguirà sarà sangue e sofferenza. Bello no?

Le trame di entrambi i capitoli, seppur diverse, si basano entrambe sullo stesso incipit. I protagonisti ricevono l’invito per frequentare la Hope Peak Academy, una prestigiosissima accademia i cui studenti sono destinati a diventare persone di grande successo della società giapponese. Frequentarla è un privilegio riservato a pochi studenti selezionati fra milioni perché si sono dimostrati in grado di eccellere in qualcosa.
L’atteso primo giorno arriva, ma ecco che qualcosa di pazzesco accade. Ad aspettarli non ci sono ore di lezione e professori, ma un sadico orsetto meccanico di nome Monokuma che, dopo averli imprigionati assieme ad altri studenti, li costringe a partecipare ad un gioco: dovranno assassinare uno degli altri prigionieri e riuscire a non farsi scoprire.
Il premio per chi riesce nell’impresa è la libertà, ma la punizione per chi invece fallisce nel tentativo è la morte.
Con una premessa simile è facile intuire come si evolverà la trama: in una spirale di follia e paranoia dove l’essenza tante volte egoistica delle relazioni umane, viene messa a nudo in maniera brutale. Temi come il tradimento, il coraggio, la giustizia, sono piuttosto ricorrenti nelle opere giapponesi, e sono presenti anche qui, senza scadere però nel banale. Naturalmente non mancano i colpi di scena, ma il vero punto di forza di Danganronpa sono i personaggi. Ognuno è caratterizzato in maniera sopraffina e si inserisce perfettamente all’interno della storia, proprio come come accade nei migliori romanzi. La mia opinione è che in Danganronpa tutti i comprimari in realtà si potrebbero definire dei veri e propri co-protagonisti con una loro (perdonatemi il gioco di parole) “storia”, all’interno della storia.
Non dimentichiamoci comunque che stiamo parlando di un prodotto giapponese e quindi molte volte ci si ritrova di fronte a situazioni alquanto “esagerate” come vuole la tradizione nipponica, dove la teatralità la fa padrona. Sono cose che chi ama l’animazione giapponese probabilmente apprezza (tipo quando su Slam Dunk la gente salta e viene accompagnata dal suono di dei Jumbo Jet a pieno regime), ma che qualcuno che non mastica giapponeserie potrebbe trovare fastidioso o irritante. Lì e questione di gusti e non mi metterò a esprimere giudizi in merito. Voglio solo precisare solo che lo stile dell’intera produzione è superjappo, anche nella narrazione. Poi regolatevi voi.
Concludo questo paragrafo relativo alla trama dicendo che raramente ho incontrato giochi tanto coinvolgenti e in grado di tenermi incollato allo schermo solo grazie a dei dialoghi. Un applauso gli sceneggiatori.

Libro o videogioco?

Danganronpa 1/2 Reload

Come ho detto Danganronpa è una serie molto giapponese…

Come detto, il punto forte dei Danganronpa sono la trama e i personaggi e difatti principalmente lo si può definire un visual novel. Questo genere, molto apprezzato in Giappone, è in pratica una sorta di evoluzione delle vecchie avventure testuali: non c’è solamente testo, ma anche dei disegni e qualche animazione. Solitamente inoltre le visual novel sono fortemente incentrate sui dialoghi. Al giocatore, in alcune occasioni, viene data la possibilità di influenzare l’andamento della storia scegliendo determinate linee di dialogo, anche se, in quelle fortemente orientate alla narrazione, le scelte riguardano perlopiù elementi molto secondari della storia.
Danganronpa rientra in quest’ultima categoria e infatti al giocatore non è permesso cambiare drasticamente il corso della trama , salvo che in una sola occasione in Danganronpa 2. Starete dunque pensando che in realtà in Danganronpa l’unica cosa che bisogna fare sia leggere dialoghi per tutto il tempo senza fare nient’altro? La risposta è sì e no. Per rendere il gioco un po più stimolante anche a livello di gameplay quelli della Spike Chunsoft, hanno ben pensato di inserire alcuni elementi di altri generi che ben si sposavano con la trama. Ecco quindi che bisogna affrontare delle sezioni da investigativo dove bisogna analizzare gli oggetti presenti sulla scena di un omicidio, risolvere dei puzzle o destreggiarsi con dei mini rhythm game che simulano il botta e risposta di una conversazione.
Queste sezioni si svolgono principalmente nella fase di “Class Trial”, ovvero “Processo di Classe”, dove i ragazzi devono affrontare i propri compagni per sostenere la propria innocenza e al contempo scovare il vero assassino.
In percentuale questi momenti costituiscono forse meno del 25 % dei due giochi, ma la loro presenza riesce a dare ai Danganronpa quel tocco di dinamismo in più che li rende più coinvolgenti rispetto ad altre visual novel, proprio perché il giocatore deve ogni tanto “sporcarsi le mani” e non solo assistere passivamente allo svolgersi degli eventi.
Detto questo comunque rimane il fatto che la stragrande maggioranza del tempo di “gioco” è costituito dalla lettura, e guai a saltare anche solo un dialogo! Potreste rischiare di perdervi letteralmente dei “pezzi di trama” che pregiudicherebbero la comprensione di alcune cose.

Giapponese fino in fondo

Danganronpa 1/2 Reload

Le espressioni facciali dei personaggi sono forse la cosa migliore dell’intero comparto artistico del gioco

Parlando di grafica e tecnicismi Danganronpa stupisce per lo stile coloratissimo e scanzonato dei suoi disegni che contrasta di molto con i temi trattati. Tenete conto che il cattivo principale è un androide a forma di orso bicolor.
Questa scelta stilistica però si rivela geniale quando vediamo dei personaggi all’apparenza pucciosi “trasformarsi” in esseri dal volto distorto dalla rabbia e dalla disperazione.
Gli sfondi sono in genere   abbastanza dettagliati, anche a se a volte alcuni sembrano quasi abbozzati e talvolta risultino un po’ freddi e fuori tono rispetto ai personaggi.
Le saltuarie animazioni presenti sono molto semplici, ma efficaci nel rendere il senso dei movimenti.
Danganronpa 1/2 Reload è una remaster, ma la verità è che mi verrebbe da chiedere a Spike Chunsoft cosa in realtà ci sia di “remaster” in questa edizione. Ok, abbiamo i 60fps e i 1080p, maaaaa… a cosa servono?
Per quanto la risoluzione sia migliore il gioco è costituito comunque da disegni che, alla fine, giovano ben poco dell’aumento di risoluzione. Per quanto riguarda i 60fps, vorrei sapere che senso ha implementarli in un gioco in cui le fasi di gameplay sono composte da parole che si muovono su una griglia. Ma vabbè, forse sarò io che sono retrogrado e i 60fps è bene che siano ovunque.
Grafica 80%
Sonoro 80%
Giocabilità 90%
Carisma 100%
Longevità 90%
Final Thoughts

Danganronpa 1/2 Reload permette di giocare i capitoli principali di quella che forse una delle meglio riuscite, se non la migliore, saga di visual novel a tema giallo/mistery esistente. Se non avete avuto modo di giocarli e non vi spaventano l'inglese lo stile giappo dategli una possibilità. Se siete fan di questo genere o amate lo stile narrativo giapponese, non perdetelo per nulla al mondo.

Overall Score 88%

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