dark rose valkyrie PC, Recensione

Dark Rose Valkyrie – Recensione


Compile Heart

Sviluppatore

Idea Factory

Publisher

Gioco di ruolo

Genere

Idea Factory, impassibile al detto “sbagliare è umano, perseverare è diabolico” ripropone direttamente dalla sua scuderia il suo cavallo monco: Dark Rose Valkyrie per PC.

EPPURE SEMBRAVA INTERESSANTE

dark rose valkyrieCon nomi del calibro di Takumi Miyajima e Kosuke Fujishima (sceneggiatore e designer della saga “Tales of”) già dalla sua uscita su PS4 aveva suscitato una certa curiosità fra chi bazzica i giochi di ruolo giapponesi. Peccato che una volta giunto sugli scaffali è rimasto lì a prendere polvere. Spiegare il motivo di tale indifferenza è abbastanza semplice e di certo non bisogna essere degli analisti (forse può addirittura arrivarci Pachter). Dark Rose Valkyrie era ed è rimasto anche su PC un titolo blando, poco ispirato e realizzato alla bell’e meglio.
L’unica nota vagamente interessante è la storia. Nei panni del solito sfigatello sbarbato, qui chiamato Asahi Shiramine, avremo la possibilità – non si sa come – di coordinare la divisione Special Force Valkyrie. Quest’ultima è un corpo di agenti speciali – quasi tutte donnine carine-carine – intente nel salvaguardare il pianeta di Chimera.
L’ambientazione futuristica in sé bisogna dire che non è malaccio: purtroppo però il tutto viene disintegrato da una componente narrativa superficiale e scelte discutibili, come quella di attrezzare ogni personaggio del party di gigantesche e ridicole armi tech che fanno molto “Mai Dire Banzai”, ma senza far ridere… .

FACCIAMOLO A TURNI CON TINTE NOVEL

Il titolo del paragrafo potrebbe far indurre i più maliziosi che stiamo parlando di una sorta di bettola per scambisti. Purtroppo non è così. Dark Rose Valkyre risulta ancora più squallido. In pratica il gioco si svolge in tre macro sezioni: la prima, dove dark rose valkyriedialogare con i personaggi (e scoprire la spia di turno) tramite cutscenes statiche in puro stile visual novel; la seconda una fase esplorativa delle varie sezioni sbloccate; e infine la terza, quella dei canonici combattimenti a turni contro nemici e boss di fine livello (spesso riciclati tra di loro).
Se la fase narrativa può anche funzionare, quella esplorativa dimostra tutti i limiti dell’engine. Infatti ci ritroveremo in aree spaziose e vuote, terribilmente scarne e composte da un ridotto numero di poligoni. Dove di tanto in tanto il nostro vagare viene interrotto dal ritrovamento di un tesoro o una battaglia. Battaglie che non si differenziano per nulla dai cliché del genere e risultano noiose e ripetitive dopo pochi minuti di gioco.
La parte puramente ruolistica non è male – grazie alla possibilità di impersonare a piacimento il nostro team – ma come spesso capita in queste produzioni di basso livello, il tutto risulta più essere un contorno che effettivamente utili al fine delle nostre missioni, tanto che saremo spinti a mettere un po’ a casaccio i nostri sudatissimi (neanche troppo) punti abilità.

L’INCONTENIBILE PROGRESSO

Nell’ultimo periodo abbiamo assistito ad un notevole passo in avanti delle software house giapponesi. Finalmente anche loro hanno imparato ad utilizzare quella diavoleria chiamata Personal Computer e sono riusciti a svolgere lavori di ottimizzazione abbastanza soddisfacenti. Tuttavia Dark Rose Valkyrie infrange questo trend positivo, apparendo subito ignobile. La grafica “in dark rose valkyrie stile pleistesciondue” non deve attirare in inganno gli utenti PC più pezzenti bramosi di far girare qualcosa decentemente nei loro reperti archeologi, perché questo titolo gira male anche con installata una GTX 1080. A dire il vero gira male praticamente con ogni configurazione esistente (se non ci credete date un’occhiata all’HUB del gioco su Steam).
La pessima ottimizzazione si traduce in un framerate scattoso, capace di scendere spesso e volentieri sotto i 30fps, nonostante richieda uno sforzo enorme del nostro povero PC. L’avventura, già di per sé non propriamente esaltante, sarà quindi scandita da scatti, caricamenti lungherrimi e un tocco di aliasing che non manca mai nelle peggio produzioni. Se nel suo stato normale il gioco non vale il prezzo, figuratevi in queste condizioni.
L’unica cosa che riesce a strappare la sufficienza, oltre ad una relativa longevità (ammesso di non abbandonarlo prima, vi chiederà sulle 40 ore per essere portato a termine ), è un comparto sonoro caratterizzato da musichette soft più o meno carine e un doppiaggio in giapponese come al solito di buon livello.

Valutazione

Grafica 41%
Sonoro 63%
Giocabilità 52%
Carisma 43%
Longevità 76%
Final Thoughts

Dark Rose Valkyre era un JRPG dimenticabile già alla sua uscita nella console ammiraglia SONY, questo porting su PC rende il tutto ancora più desolante. Tra problemi di ottimizzazione e un pressoché inesistente supporto tecnico da parte degli sviluppatori, il gioco risulta quasi ingiocabile per via del suo framerate ballerino, che abbinato alla pochezza generale del prodotto risulta essere una combo micidiale per i nostri poveri nervi. L'ultima speranza - ammesso di non dimenticarsi di possederlo in libreria dopo due ore - è vedere un update che corregga le magagne di compatibilità con le schede video più diffuse, rendendo così Dark Rose Valkyrie su Steam un titolo mediocre anziché un titolo mediocre e buggato.

Overall Score 55%
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