PC, Recensione

Detective Gallo, Recensione – Palmipedi Old Style



Footprints Games

Sviluppatore

Adventure Productions

Publisher

Avventura Grafica

Genere

Oooooh,
oooooh,
ooooh detective… GALLO!
Ok vado a piangere nella vasca da bagno, nel mentre vi lascio la recensione di questa avventura tutta italiana.

Serial Killer dal pollice… nero

Brutta serata per il nostro bogartiano Detective Gallo (ed adorata braccio destro, ovvero il cactus Spina): qualcuno sta uccidendo tutte le piante della città tramite un articolato piano (poi mi picchierete, lo so) che dovrà sventare correndo avanti ed indietro per la sua città, interrogando i vari sospettati e superando bizzarre scempiaggini. Da una inquietante discarica ad un acquedotto dominato dagli alieni, il caso si farà mano a mano sempre più chiaro sino alla sua risoluzione, dove dovremo letteralmente sbattere le prove in faccia al sospettato per inchiodarlo.
Ok, vi dico subito che per tutti i navigati del mondo punta e clicca sarà facile ritrovare delle atmosfere alla Sam & Max, con personaggi bizzarri ma molto bene caratterizzati e luoghi sul filo dell’assurdità:  ciò si capisce già dallo stile grafico adottato, che mescola a quel tipo di forme oblunghe e “storte” per posti ed oggettistica (molto anche Day of the Tentacle), a personaggi beccoformi maggiormente in stile ducktalesiano (pre teste cubiche, don’t worry). Ma giacchè parliamo di grafica, le animazioni sono semplici ma fluide, e spesso strappa un sorriso il vedere come si sia cercato di limtarne il numero, magari con azioni fuori campo (delle quali però abbiamo risultato “sonoro”) od il nostro protagonista di spalle. In ogni caso tutto viaggia sotto l’Adventure Game Studio, che si rivela nuovamente tool versatile e dai buoni risultati anche per queste piccole produzioni.
Molto simpatiche anche le musiche, che danno quella variabilità di più alle diverse ambientazioni, con quella punta di jazzato che in un titolo così non fa mai male.

Le regole del gioco e le regole di Gallo

Il vero scontro però che ho nei confronti di questo titolo sta tra il suo ispirare simpatia, grazie anche ad un protagonista carismatico, e qualche enigma da risolvere a mio avviso un po’ troppo buttato là, ma tra poco mi capirete meglio, anche perchè forse mi spiegherò meglio che così.
Gallo ha una sorta di sottile misantropia che lo porta ad essere sempre molto sulle sue, arrivando ad autocitarsi elencando 500 e più regole di vita che si è autoconvinto a seguire e/o declamare, il che ammetto ha strappato spesso sorrisi e risate. Anche qualche battuta è azzeccata, così come alcune scelte

No Comment

di azioni da compiere, magari non del tutto razionali però di quella bella idiozia passata che una volta scoperte provocano i classici OMAIGODDDMADAVVERO in senso buono. Ad aiutare il carisma anche un doppiaggio simpatico e con qualche voce conosciuta nel mondo videoludico di casa nostra (simpatico anche il personaggio dell’Informatore, che non vedremo mai e sentiremo solo dal nostro cellulare, ma che ci darà ogni tanto qualche buon consiglio).Ma ecco che però ho riutilizzato ancora ed ancora il termine simpatico, e forse proprio perchè tutto arriva ad un livello buono di qualità, ma difficilmente lo supera.
Sul piano di gameplay i vari obiettivi che dovremo superare di volta in volta sono piuttosto lineari e con scarse biforcazioni: ci si concentra su di un certo traguardo (controllabile anche sul nostro taccuino in alto a sx) e risolto si passa al successivo. Tante delle cose da fare però sembrano inserite per allungare

La follia di alcuni momenti è davvero azzeccata, e molto Purcellistica.

volutamente la vicenda, ricalcando spesso, e forse troppo spesso, la struttura del tipo “mò però ti serve un oggetto X che è composto di queste parti”, che sì è uno dei meccanismi tipici del genere, ma non va abusato. La sensazione che ne deriva è quella di portarsi dietro oggetti che difficilmente unireste insieme nell’inventario per cavarci qualcosa di sensato, ma che improvvisamente lo diventano perchè “ce lo dice il personaggio Y”, e anche quello è un po’ seccante: non ci arrivamo mai troppo con le nostre gambe, ma c’è sempre qualcuno ad esplicitarci le cose.
I personaggi interessanti e ricorrenti si alternano poi a qualcuno molto abbozzato o buttato là, come – mini spoiler – il cactus latin lover, che… è un cactus che fa il latin lover. E il maestro di golf. Ma c’è poco altro.

E‘ lodevole come le azioni si articolino in non molte schermate a disposizione, facendoci ricordare nelle battute finali del gioco oggetti visti all’inizio (addirittura nel nostro ufficio di partenza!) e magari presentarceli con un nuovo scopo, però parimenti ci sono visibili momenti di avanti ed indietro creati, come dicevo poco fa, più per stirare il più possibile il tempo della vicenda che per costruire contenuto. Ed al proposito.
La storia da affrontare non è poi delle più longeve: credo che in 4 o 5 ore sia facilmente accessibile da tutti, rendendola un buon entry level nostrano ed un SIMPATICO divertissemant per gli appassionati del genere.

Valutazione

Grafica 85%
Sonoro 84%
Giocabilità 77%
Carisma 80%
Longevità 70%
Final Thoughts

In fin dei conti, Detective Gallo è una avventura simpatica che fa il suo dovere, ma che sembra temere lo spingersi di un pelo oltre tale linea. Vi strapperà qualche sorriso e vi regalerà qualche enigma interessante, ma poi si fermerà lì. Chissà che una nuova avventura dello scontroso investigatore in giallo non porti quella svolta in più in un futuribile futuro.

Overall Score 79%
Readers Rating
0 votes
0

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.