PC, Recensione

Farmer’s Dynasty, Recensione – Una vita tra i campi


Omiya Soft

Sviluppatore

NIS

Publisher

Gestionale, open world

Genere

Van Gogh

Nella mia carriera recensoria ho preso la zappa in mano parecchie volte ormai, più che per casualità che per passione nei confronti dei vari “vita agreste simulator”, anche perchè spesso si trattava (e si tratta) di giochi sempre molto uguali tra loro.
Coltiva i tuoi campi, compra macchinari per fare prima o sbloccare qualche altro lavoro, coltiva più roba, proprio proprio volendo essere originali allevati qualche animale da stalla o da cortile.
La longevità di questi titoli era alla fin fine direttamente proporzionale al tempo in cui le tue balle dicevano “ok, basta così” e decidevi di fermarti.
Ora però arriva sulla mia scrivania piena di terriccio Farmer’s Dynasty, che, seppur in modo grezzo e semplicione, tenta però di portare nel mondo dei simulator agricoli una rivoluzione copernicana:
uno scopo.

Nonsolozappa

Seguiamo infatti le gesta di un simpatico signore che ha appena ereditato la vecchia fattoria del nonno, che giustamente gli ha lasciato in uno schifo senza pari: tetti bucati, pavimenti sfondati, serre arrugginite, manco ci facesse i coca party un giorno sì e uno pure. Starà quindi a noi, armati solo di qualche mela da mangiare e 500 Euro in tasca, risollevare le sorti della proprietà, creandoci un lavoro agricolo degno di nome. E qui i fomentados del genere campagnolo potrebbero aspettarsi di partire in quarta: campi da arare, raccolto da chiudere nei silos e poi vendere al miglior offerente, etc. etc.
Invece sta cippa: tutto quello che avremo è la proprietà, due campi coltivati ed il nostro pickup da vero redneck; ogni altro arnese si dovrà comprare, con soldi o con altri lavori.
I più diffusi sono le riparazioni di case e stalle altrui, che spesso saranno felici di pagarci in denaro o in macchinari da loro dismessi: accumuleremo così pian piano trattori, frese, aratri, spargiletame e simili, accrescendo le nostre possibilità di incasso. Tali missioni compariranno sulla abbastanza grande mappa (per il genere), come fossero delle quest agricole, tanto che il sistema nella sua basilare ingenuità funziona, e fa guadagnare al gioco il titolo di “Just Cause dei simulator agricoli”.
I comandi sono 3 e a scorrimento sul mouse, vere e proprie armi del mestiere:
– “RIPARA”, ed ecco che la nostra mano diventa trapano, smerigliatrice o cazzuola, per risistemare muri crollanti, assi dei tetti, recinti e qualsiasi oggetto in legno, compresi gli attacchi per le mucche;
– “METTI UN PONTEGGIO”, che dove possibile farà comparire il suddetto con tanto di scaletta ed eventuali raccordi per raggiungere i posti più alti come tetti e comignoli;
– “MIGLIORA”, ovvero una sorta di saldatore a pressione che migliorerà alcuni elementi di metallo o con il metallo, perchè in fondo fa veramente campagnino di campagna avere la porta del cas lla rimessa metà in legno e meta d’tola di lamiera.
Scusate, tutta questa aria campestre mi porta all’uso del dialetto, non accadrà più.
Le riparazioni sono però lente e dolorose: da due a quattro pallini che avanzeranno volta per volta ad ogni colpo di click, e che ridegeneranno alla base se non completate (quasi sempre, non ho ben capito).
Si tratta però di capire quali parti vadano riparate di volta in volta, e spesso è facile dimenticarsi dei pezzi: ma il nostro fattore è un supereroe, dotato del magico senso di ingegnere. Premendo il tasto destro qualsiasi parte rattoppabile diventerà rossa, i posti ci diranno la loro funzione e potremo stimare persino la quantità di benzina rimasta nei nostri mezzi.

Una vita da fattore

A caccia di cinghiali, ci si diverte con poco in campagna, che volete

Ma abbiamo un personaggio vivo, e questo vuol dire dover pensare, un po’ alla The Sims, anche a cibo e sonno, che andranno di volta in volta a scaricarsi, e che dovremo reintegrare con cibo di diverso tipo, acquistabile nei negozi locali o di produzione propria.
A contare un bel po’ sono poi anche le relazioni umane, tanto che avremo sempre a disposizione quanti punti Sociali avremo raccolto nel corso del tempo, così come con il tasto destro potremo vedere quanto siamo simpatici alla gente.
Perchè possiamo anche parlarci, eh sì. E… sì, come sempre sono tipo 7 persone con le stesse facce e qualche leggera differenza, ma si potrà chiedere loro se abbiano lavori da affidarci, parlare del più e del meno, consigli sulla vita di campagna, o provarci come dei suini dell’Arkansas.

La chiesa sarà un luogo ottimo per socializzare. Però è sempre chiusa, con la gente nei bar attorno.

Esatto: possiamo provarci con le signorine del posto, tanto da arrivare a fare loro regali dalla rosa a robe sempre più costose belle, fino ad arrivare al matrimonio. Ed a figliare. Inoltre la nostra dolce metà rilavorerà il cibo da noi raccolto, in modo che si possa rivendere a prezzo più alto. Insomma, tua moglie è una miglioria. Sembra niente, ed è fatto estremamente alla buona, ma per questi giochi è già una rivoluzione copernicana.
Occhio però a non perdere la socievolezza: ad esempio provandoci con donne sposate, o entrando col camion nel campo di qualuno distruggendolo, o meglio ancora rubargli il raccolto, portando i nostri punti rapidamente allo zero, creando diffidenza nei nostri confronti e perdendo la possibilità di avere molte missioni da compiere.
Ah, e mentre ci sono occhio alla guida: incastrarci nelle texture può portare a chiamare il carro attrezzi, e sono 250 bombe a volta per respawnare il mezzo sulla strada.

Non ho capito bene

Le animazioni, quelle belle. Tipo pupi siciliani, con 4 mosse possibili del corpo.

Anche se con uno sforzo incredibile per creare una grafica un poco più varia, non possono però mancare gli effetti che strappano più di una risata: vi faccio qualche esempio.
Animali selvatici che compaiono a caso, e che se raggiungeremo scompariranno nel nulla: fottuto daino, esci dalla mia proprietà (non scherzo, ti entrano anche in cortile).
Riparazioni che ricreano dal nulla delle parti come se si colorasse col metallo o con il legno.
Ponteggi che, se male posizionati davanti alle porte, ci chiuderanno dentro perchè non è possibile toglierli a distanza, il che è anche veritiero, ma ciò porta a figure da fesso che si blocca il balcone di casa e deve calarsi dal tetto per riaprire la via.
Saltare giù da un tetto non ci spaccherà le ossa ma semplicemente ci farà esordire in un “hua” alla Piero Pelù.
Alcuni tipi in città ci chiedono ogni tanto di riparare casa loro: basterà raggiungerla e girarci attorno a piedi, cercando un ingresso, perchè la missione sia già ritenuta come compiuta: tu c’hai dei problemi, ma se mi paghi a vuoto va benissimo così, sgancia sgancia.
Ogni negozio è un Amazon store: entrandoci lo troveremo completamente vuoto, ma potremo comprare il necessario tramite menù o cliccando direttamente sulle cose esposte.
Le opzioni di dialogo sono sempre le stesse: forse perchè tutti i pezzi di audio sono registrati in mp3 trovabili nelle cartelle del gioco? Benvenuti nel 1999.

Valutazione

Grafica 65%
Sonoro 55%
Giocabilità 71%
Carisma 75%
Longevità 90%
Final Thoughts

Incredibile ma vero, finalmente un simulator agricolo che è riuscito a catturarmi per un bel po' di ore, e se le migliorie di questo Farmer's Dynasty possono essere apprezzabili dal gamer della strada, figuratevi per i fomentados della zappa virtuale. Obiettivi e la costante possibilità di fare qualcosa, riusciranno a tenerci sempre impegnati nella nostra tenuta, dando un modo nuovo per approcciarsi a questo genere. Punto di svolta. Vabbè facciamo punto di leggera curvatura, ma è sempre meglio di un ennesimo clone agricolo.

Overall Score 71%
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