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Farming Simulator 2015 – Recensione


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Simulazione, Gestionale

Genere

Ritorna l’appuntamento dedicato agli amanti del trattore, lo Farming Simulator 2015, in una edizione tutta rinnovata ed ampliata! Ma quanto tirando le somme e gli aratri ha rivoluzionato il tutto e quanto invece sarà un deja vu di problemi agricolo videoludici? Vediamolo!

Semina, falcia, insacca, coltiva, pota

Tanti ed ancor di più i mezzi a disposizione.

Tanti ed ancor di più i mezzi a disposizione.

A scrivere quello che si può fare e lo scopo del gioco per Farming Simulator sento un acuto fischio penetrare i miei padiglioni auricolari: il sistema è quello stranoterrimo, ovvero si ha un ritaglio di mondo fatto di appezzamenti e strutture contadine che dovremo sfruttare al meglio per ottenere il massimo dei risultati, senza un particolare finale da raggiungere. La ramificazione delle azioni da compiere è come sempre piuttosto realistica, dall’aratura alla semina, dal mantenere degli animali per ottenere cibo e letame, così come anche per altri aspetti secondari ma non troppo, tipo il miscelare le balle di paglia e fieno per creare ottimo foraggio per i nostri bovini amici. In più come di nuovo sempre avremo missioni secondarie per raggranellare qualche soldo in più, strumenti per osservare il meteo del giorno etc etc. Insomma, l’89% delle azioni da compiere sono quelle già viste e descritte in tutte le recensioni di titoli agresti precedenti, quindi vi rimando a quelle dato che vi è poco da aggiungervi.

Vi sono ora anche gli specchietti per aiutare la guida, ma la terza persona is sempre the way.

Vi sono ora anche gli specchietti per aiutare la guida, ma la terza persona is sempre the way.


Plauso invece per i comandi, che finalmente diventano agibili e scattanti, permettendoci di incastrare nel retro dei nostri trattori i vari attrezzi e rimorchi con un semplice avvicinarci e premere un tasto, così come il mouse inizia a rendersi mezzo efficace per controllo di forche e pali allungabili: ci siamo quasi, ma ancora non è chiaro perchè non vi sia possibilità di movimento rapido sulla mappa. “Perchè deve essere realisticoh” direte voi, e pure giustamente, però allora non capisco il limitarsi alla pressione di TAB per passare da un mezzo all’altro rapidamente su tutta la mappa; oppure il fatto che ogni aiuto arrivi solamente da tristi e lontane cabine del telefono, essenziali per il tutto come se si fosse in Farming Simulator 1980.
Insomma, decidetevi.
Aggiunta bomba di quest’anno il Taglialegna Simulator integrato, che vi farà venire skill dure nell’abbattimento alberi e che probabilmente potrete ripetere nella vita reale per quanto articolato (no, si scherza, plz non fatelo)

La polvere sotto il tappeto

Notare il tappeto di terriccio sottostante ad un insieme di animazioni perlopiù buone.

Notare il tappeto di terriccio sottostante ad un insieme di animazioni perlopiù buone.

Tranquilli, non vi è anche il simulatore di battitappeti: si tratta di arguta metafora per parlare della componente grafica del gioco. Visivamente si presenta molto meglio rispetto ai capitoli precedenti, con piante che si smuovono al vento, luci interessanti e chiazze di sporco sulle ruote dei mezzi se passate tra la terra od il fango. PERO’, andando a guardarci sotto, il resto è rimasto uguale, ed in negativo.
Perdura la sensazione scarsa di lavorazione della terra se ciò che faccio è eliminare delle spighe alte e ben modellate da un linoleum color marrone sottostante; perdura la sensazione di stare in un paese per gli esperimenti nucleari per la assoluta mancanza di vita, limitata a qualche macchina che passa qui e là guidata dallo stesso autista, che poi è il nostro stesso modello così come quello di qualsiasi bracciante andremo ad assumere; perdura la sensazione di gametest non portato a termine: basterà infatti correre vicino ad uno steccato per incastrarsi in esso rendendo il nostro mezzo inservibile e indisincastrabile (ulla che parola) per il resto dell’intera partita.

Il nostro contadino è un supereroe in pensione: camminare da un posto all'altro è lentissimo, ma salta come nulla sopra i tetti.

Il nostro contadino è un supereroe in pensione: camminare da un posto all’altro è lentissimo, ma salta come nulla sopra i tetti.

I menu continuano, e perdurano, ad essere confusionari e quasi privi di comandi a schermo, che sarebbero credo facili da programmare e toccasana per il voto, ma nulla, ci si limita al solito rimando sui tasti scritto in carattere volutamente piccino per sfottere l’agricoltore ipovedente.
Zero commento poi sul piano audio: nessuna musica se non per la schermata iniziale, suoni casuali mentre ci muoviamo, compreso lo straordinario rumore di aereo che passa e che non vedremo mai: ciò non ha fatto altro che farmi pensare a caccia in grado di mimetizzarsi, e vedendo la desolazione attorno al mio orticello si è accresciuta la sensazione che da lì a poco mi avrebbero sganciato un siluro sul coppino.

Valutazione

Grafica 65%
Sonoro 39%
Giocabilità 74%
Carisma 50%
Longevità 75%
Final Thoughts

Farming Simulator 2015 tenta la svolta boscaiola, ma pochi frutti riesce a portar dopo il raccolto: si tratta dello stesso titolo che ben conosciamo e che riesce nonostante tutto a prendere le menti di molti giuocatori per il suo tono rilassoso. Un peccato però che di anno in anno le innovazioni siano date con il contagocce, mentre sarebbe assai rapido renderlo svelto e scattante: con un poco più di vita e delle interfacce sensate, un sistema tipo quello visto qua di attacco/stacco veloce e (parte delle) animazioni interessanti, avremmo un signor giochino. E invece, siamo ancora un po' bloccati nello steccato di cui sopra.

Overall Score 60%
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