PC, Recensione

Fjong – Recensione, La ballata della balena salterina


VaragtP

Sviluppatore

VaragtP

Publisher

Puzzle Game

Genere

C’è una balena blu, che salta in ogni dove.
Libera una balena rossa, che salta anche più in alto.
Insieme liberano una balena gialla, più grossa, che preme e sposta.
Sono ghiotti di caramelle all’elio, di quelle che mangi a sazietà e poi voli via.
Come, non posso scrivere solo questo come recensione? Ufff.

Kind Whales

All’opposto di Angry Birds, che in qualche modo ne condivide parte delle meccaniche, i nostri colorati cetacei sono sempre felici e contenti (beh, tranne quando in gabbia, ma al massimo si lasciano al lagrimare). Però è abbastanza palese la sua natura di titolo ispirati ai detti volatili in maniera semplificata: dovremmo unicamente scagliare i nostri amici verso una certa direzione per liberare le caramelle in un secchio di legno e poi buttarceli dentro perchè se ne facciano una scorpacciata.
Altra palesità (si dice? boh lo conio ora) il fatto di trovarci davanti ad un titolo che avrebbe natura e scopo migliore su di uno smartphone o tablet, un po’ come vedemmo già con la storia della strega mangiabambini di Cooking Witch.
Qui però in effetti ci sono dei meccanismi in più: dovremo infatti sfruttare le abilità scritte in premessa dei balenozzi per chiudere il livello nel minor numero possibile di zompi, superando interruttori, percorsi articolati e compiendo anche qualche tiro ad effetto.

Balene senza un perchè

I problemi basilari sono però due: punto primo, il gioco dura veramente un nulla: finire i livelli senza arrivare alla perfezione è possibile in tipo, nessuna battuta, 20 minuti di orologio.
Vero che una volta superati si tratta, esattamente come Angry Birds, di arrivare al massimo punteggio possibile, ovverto stando sotto ad un certo numero di salti, però una volta mezzo compresa la meccanica non è impresa così impossibile (contate che nel frattempo sto giocando a Cuphead, e lì sì che spesso mi sono arenato nel “MA E’ IMPOSSIBRU!” etc etc).
Seconda problematica… beh, qui siamo in discorso più ampio. Fjong pare mettere in cantiere idee anche interessanti, per poi non svilupparle mai al meglio, vedete per la scarsa longevità di due secondi fa, vedete per la mancanza di idee oltre la basicità totale.
Potrebbe essere interessante per i più piccoli o come divertimento senza impegno, o meglio con una punticina di impegno, complice un aspetto grafico pastelloso garbato ed anche gradevole nel suo minimo.
Però appunto… tutto qua? Queste le due parole che si porta dietro.
Prima di finire però, due parole doverose sull’aspetto sonoro, poichè tolti i buffi suoni dei nostri cetacei (che in un caso storpio in bestemmioni in piemontese, ma voi a casa non fatelo), la monomusica di sottofondo è spregevolmente tratta da una sigla scartata per un telefilm americano degli anni 80.
Quale? chiederete. Uno, uno qualsiasi, ne è proprio l’archetipo: quelle note, quella tranquillità, e pure il sax allegro a dire “stiamo bene sotto un tetto tutti assieme in trentordici figli, nonni e vicini di casa marangoni”.

Valutazione

Grafica 67%
Sonoro 64%
Giocabilità 73%
Carisma 60%
Longevità 35%
Final Thoughts

Tutto qua. Una idea nella sua forma più pura, Fjong dà le basi per un tipo di gioco e poi si ferma lì. Da avvalorare solo per provare qualsiasi titolo di lancio robe verso robe, o per i più piccoli, per dargli un senso maggiore. Vero che se ricordo c'è solo una persona dietro ad esso, però è davvero la modestia eccessiva la sua incudine tra capo e collo. Poteva dire di più, poteva fare di più, poteva potevare di più.

Overall Score 59%
Readers Rating
0 votes
0

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.