For Honor PC, PS4, Recensione, Xbox One

For Honor: Recensione – Il gioco per trovare il proprio guerriero interiore


Ubisoft Montreal

Sviluppatore

Ubisoft

Publisher

Azione/Hack and Slash

Genere

Il fascino dello scontro all’arma bianca è innegabile. Ma perché? Forse per il fatto che è stato il modo di combattere principale della razza umana per millenni e quindi in qualche modo risulti “attraente” perché è qualcosa che richiama alla nostra storia, o forse perché, che ci piaccia o no, lo sconrto di due forze a confronto risveglia in noi il nostro istinto primordiale di cacciatori. Personalmente, il motivo per cui mi esalto quando si parla di gente che rotea spadoni et similia è il concetto di guerriero. Una spada difatti, così come qualunque altra arma bianca è uno strumento di indubbia letalità, ma la sua capacità di offendere è legata a filo stretto con la preparazione fisica e mentale del suo utilizzatore, a differenza di una moderna pistola, che può risultare letale anche in mani inesperte. Per poter usare una spada insomma, bisogna essere preparati: essere dei guerrieri.

For Honor Jason

Affidare la presentazione all’E3 a quest’uomo ha contribuito moltissimo alle vendite. Se non vi fidate andatevela a vedere.

Detto questo, quando all’E3 un uomo di nome Jason Vandenberghe, Direttore Creativo di Ubisoft, è salito sul palco a presentare un qualcosa chiamato For Honor, non ho potuto fare a meno di esaltarmi; poco ci mancava che mi mettessi a urlare e a battermi il petto come un gorilla. Perché dai! Un gioco dove si può impersonare un Cavaliere, un Vichingo o un Samurai e dove ci può lanciare in battaglia massacrando orde di nemici come poteva non smuovere il guerriero che è in me? Come potevo non sentirmi prudere le mani alla vista di un sistema di combattimento in cui direzionare i colpi e con delle animazioni stupende nella loro fluidità e brutalità? Insomma, come potevo non reagire con entusiasmo di fronte ad un gioco che mi chiedeva di diventare un guerriero? Ma il recensore interiore già mi metteva in guardia sussurrandomi con la sua vocina beffarda cose del tipo: “Eh ma potrebbe essere ripetitivo. Devi sempre e solo combattere! Dopo un po’ ti verrà a noia sicuramente”, oppure “Eh ma figurati se è così perfetto il combat system, sarà tutto materiale preparato per l’E3, dai!”

Purtroppo quella vocina mi sforzò in parte l’entusiasmo, ma ora che ho provato il gioco e ci ho speso sopra un bel po’ di ore posso dirlo con certezza: For Honor è uno dei migliori giochi di scontri all’arma bianca, mai uscito sul mercato. Qui sotto vi illustro il perché:

1000 anni di guerra…

For Honor Apollyon

Apollyon. La principale antagonista del gioco e uno dei personaggi più carismatici visto negli ultimi anni.

For Honor è un videogioco orientato al multiplayer in cui i giocatori devono interpretare dei guerrieri e scontrarsi fra loro in battaglie e duelli online. Questo vuol dire che ha assolutamente zero trama? No, infatti, Ubisoft ha pensato bene di giustificare il fatto che Cavalieri, Vichinghi e Samurai si siano ritrovati a doversi bastonare fra loro introducendo un minimo di lore che, seppur molto semplice risulta comunque estremamente accattivante.  Siamo circa intorno all’anno 1000 e il mondo viene sconvolto da un’enorme cataclisma che sconvolge completamente la geografia del pianeta. Da quello che si vede nell’epicissimo filmato introduttivo e a giudicare dalla mappa di gioco è un po’ come se i continenti si fossero spostati tutti convergendo in un punto comune e avvicinando dunque terre e popolazioni anche distanti fra loro. Le popolazioni che meglio riescono a sopravvivere a questa immane calamità sembrano essere le popolazioni del “Norden” europeo, ovvero i Vichinghi, alcune popolazioni centro europee, che diventeranno i Cavalieri e i Giapponesi, ovvero i Samurai. Queste tre fazioni si ritrovano a dover venire a contatto fra loro e a doversi contendere le poche risorse naturali rimaste, dando il via ad un epoca di scontri continui che finisce col durare per ben 1000 anni. Con la guerra divenuta lo stato naturale della società, gli esseri umani sono divenuti una razza di guerrieri. “I migliori guerrieri che il mondo abbia mai visto”, come viene detto sempre nel trailer.

Ecco perché ci si mena ed ecco perché ci sono guerrieri così formidabili. Un’incipit del genere però si presta a venire sviluppato no? E questo viene fatto nella modalità storia del gioco dove scopriamo che dopo ben un millennio di battaglie la possibilità di smettere di combattere ci sarebbe, visto che il pianeta è tornato rigoglioso e ricco ed alcuni si sono stancati di combattere. C’è qualcuno però intenzionato far perdurare la guerra: è la misteriosa e carismatica Apollyon, una formidabile spadaccina, convinta che il mondo stia bene così come sta.

La storia si snoda attraverso tre mini-campagne, una per fazione, in cui si seguono le vicessitudini di alcuni guerrieri che si ritrovano loro malgrado invischiati nelle macchinazioni di Apollyon, personaggio indubbiamente ricco di carisma e fascino. Non si tratta di una proposta single player formidabile dato che per completarla a difficoltà normale ci vogliono poco meno di 6 ore (qualcosa di più a difficoltà Realistica, dove morire è molto più facile e i checkpoint sono rari o addirittura inesistenti in alcune missioni), ma tutto sommato la storia si rivela un’aggiunta gradevole e che offre alcuni momenti decisamente spettacolari ed esaltanti. Pensate che c’è pure una certa dose di esplorazione, legata al ritrovamento di Osservabili e Distruggibili. I primi sono degli elementi della mappa con cui il giocatore può interagire e che forniscono informazioni e approfondimenti sulle tre fazioni del gioco, mentre i secondi sono degli oggetti rompibili e che regalano al giocatore item utilizzabili nel multiplayer. Completare la campagna dunque è caldamente consigliato tre motivi: per apprezzare a pieno la lore del gioco, per ottenere contenuti da usare online e, ultima, ma non ultima ragione, per impratichirsi un minimo con le varie tipologie di guerriero disponibili nel PvP, visto che i protagonisti della trama appartengono tutti alle categorie di combattente presenti nel multiplayer.

Ah, dimenticavo una cosa: l’intera campagna è giocabile in coop con un amico. Una cosa sempre gradita, no?

Colpo su colpo

For Honor

Ogni guerriero è dotato di un certo quantitativo di Resistenza che gli permette di sferrare attacchi consecutivi. Una volta esaurita bisogna riposarsi, a meno che di non essere in Vendetta, una modalità che si può attivare una volta parati/schivati/subiti una certa quantità di colpi e che vi renderà instancabili e invincibili per un tempo limitato.

Il sistema di combattimento di For Honor si basa principalmente sul concetto di attacco e parata, già visto in altri giochi del genere come ad esempio War of The Roses. Il giocatore può spostare la guardia del proprio guerriero in tre direzioni: sinistra, destra e in alto. Quando decide di portare un attacco, questi arriverà dalla direzione di partenza che egli stava mantenendo, quindi per farvi un esempio pratico: guardia a sinistra = attacco proveniente da sinistra. Il giocatore che riceve l’attacco, per poterlo parare, dovrà avere la guardia posta sul lato da cui sta provenendo il fendente nemico altrimenti verrà colpito. E’ possibile portare due tipi di attacco, leggeri e pesanti e di combinarli per creare delle devastanti combo. Queste però sono soltanto le basi; sono presenti varie mosse più avanzate da apprendere. Si può ad esempio schivare o utilizzare lo spezzaguardia, un tipo di attacco in grado di “stordire” l’avversario per qualche secondo lasciandolo inerme, pronto a subire un attacco o una proiezione che potrebbe farlo finire verso un elemento ostile dell’ambientazione. Perché, come ci insegna Lieam Neeson in Batman Begins, un vero guerriero “Studia sempre il terreno di scontro!”, e in For Honor in quanto guerrieri non dovete scordare questa lezione. Ci sono vari elementi ostili nella mappa come spuntoni di legno acuminati o precipizi che possono porre fine alla vostra lotta in un attimo se un nemico riesce a spingervici contro. Ma non temete: anche gli spezzaguardia possono essere fermati così come altra combo e tecnica offensiva; in For Honor, ogni mossa ha la sua contromossa che la rende inefficace.

In poche parole dovrete stare delle ore a cercare di comprendere a fondo il sistema di combattimento che sicuramente non è semplice da padroneggiare. Anche all’inizio comunque, quando riuscirete a parare un attacco magari anche solo per pura fortuna, vi sentirete esaltati dal gesto che avete appena compiuto. Ogni parata, ogni colpo andato a segno infatti sono estremamente soddisfacenti, grazie a delle animazioni perfette, che rendono magnificamente lo sforzo dato dal portare o dal parare un attacco. Quello di For Honor è un combat system che richiede che il giocatore sia sempre attivo, pronto a premere il tasto che gli serve con il giusto tempismo per rispondere alla mossa del nemico, e questo rende il tutto estremamente adrenalinico. Si è sempre all’erta quando si gioca a questo gioco, proprio come si suppone che un combattente debba stare quando si trova sul campo di battaglia.

A ognuno il suo

Ma quali guerrieri si possono impersonare durante le lotte online? Ce ne sono ben 4 per fazione, ognuno appartenente ad una categoria specifica: Avanguardia, Assassino, Ibrido e Pesante.

Nell’Avanguardia troviamo Kensei, Guardiani e Razziatori. Sono quelli di più facile utilizzo e che hanno maggior versatilità sul campo di battaglia, non eccellendo praticamente in nulla, ma sapendo fare bene tutto.

For Honor

Schermata di caricamento della modalità Dominio. Composizione delle squadre (dal più vicino al più distante) Squadra Arancione: Guardiano, Condottiero, Giustiziere, Orochi. Squadra Blu: Orochi, Giustiziere, 2 Orochi.

Gli Assassini sono coloro che fanno della rapidità il loro punto di forza. Hanno delle combo devastanti, basate principalmente sulla velocità di esecuzione, ma sono difficili da usare in quanto hanno meno vita degli altri guerrieri e per hanno una scarsa gittata d’attacco. Appartengono a questa categoria Pacificatori, Berserker e Orochi.

Gli Ibridi sono i Giustizieri, Valchirie e le Nobushi. Utilizzano armi ad asta e perciò possono ingaggiare da maggior distanza degli altri guerrieri. Hanno un buon potere offensivo, ma non sono molto resistenti, seppur abbiano una salute maggiore degli Assassini.

Nei Pesanti infine, troviamo i “carri armati”, ovvero i guerrieri con la maggior resistenza ai colpi di tutto il gioco. Si tratta di Conquistatori, Condottieri e Shugoki, tutti e tre enormi e dotati di un’ottima capacità di blocco dei colpi.

Nonosante ci sia questa categorizzazione però, va specificato che ogni guerriero ha il suo stile di combattimento, le sue combo e tecniche peculiari. Lo Shugoki ad esempio si presta molto di più ad essere utilizzato per attaccare, nonostante sia un pesante, visto che i suoi colpi sono estremamente devastanti e per la maggior parte non interrompibili dall’avversario con un contrattacco. Insomma, ogni guerriero va conosciuto e compreso per saperlo utilizzare al meglio, ma anche per sapere come contrastarlo nel modo più efficace quando arriva il momento di affrontare un’altro giocatore che lo utilizza.

L’importante è come si muore

Il pacchetto multiplayer di For Honor si compone di varie modalità tutto orientate alla competitività.

In Duello ad esempio vengono proposti dei “semplici” match in 1vs1, dove due giocatori si fronteggiano al meglio di 5 round. Mischia è la stessa identica cosa solo che in 2vs2. Duello e Mischia possono essere considerate “l’anima” del multiplayer di For Honor perché sono le due modalità in cui si può assaporare maggiormente la bellezza e la complessità del sistema di combattimento. La possibilità che queste modalità facciano diventare For Honor un gioco da eSportssono, a mio parere, piuttosto alte; in questi scontri conta solamente l’abilità dei giocatori e vi assicuro che nascono dei duelli che definire epici è dir poco. Un vero toccasana per chi in un gioco cerca il brivido della competizione, ma forse non molto adatta a chi invece cerca solo qualche ora di svago.

Per costoro è meglio optare per le modalità 4vs4 chiamate Schermaglia ed Eliminazione. In Schermaglia c’è il respawn e bisogna uccidere avversari fino al raggiungimento di un certo tot di punti, mentre in Eliminazione siamo di fronte ad uno scontro all’ultimo uomo dove vince chi riesce a sterminare completamente la squadra avversaria.

C’è poi la modalità Dominio, un’altra modalità 4vs4 che si presenta come un ibrido delle precedenti. All’inizio è presente il respawn e i due team devono accumulare punti mantendendo il controllo di alcune zone della mappa e uccidendo gli avversari. Quando una squadra raggiunge i 1000 punti, quella avversaria finisce in stato di “Morte Improvvisa”, cosa che ne disabilità i respawn e può permettere agli altri di porre fine al combattimento uccidendone tutti i membri.

Sono tutte modalità estreamamente divertenti, ma, come già detto, appare chiaro come alcune siano molto più competitive di altre. Questo dal mio punto di vista non è un male, e rende l’offerta di gioco adatta ad un pubblico più vasto.

For Honor Mappa

Ogni giocatore deve scegliere una fazione da appoggiare nella Guerra delle Fazioni. Ciò non pregiudica il fatto di poter scegliere anche guerrieri delle altre due fazioni.

A rendere il tutto più accattivante c’è un buon sistema di personalizzazione che permette di customizzare il proprio combattente per quanto riguarda sesso, colori, stemmi e decorazioni delle armature. C’è anche un sistema di progressione del personaggio che permette di sbloccare nuove animazioni e ulteriori item decorativi per le varie tipologie di guerriero. Un sistema di equipaggiamento inoltre, permette di modificare l’aspetto di armi ed armature modificando allo stesso tempo i valori di alcune stat, come la resistenza ai danni o la distanza delle proiezioni, e poter così personalizzare ulteriormente il proprio modo di combattere.  Ma non finisce ancora qui: vedete, ogni scontro che sosterrete in For Honor vi darà la possibilità di influenzare gli andamenti della Guerra delle Fazioni, uno scontro fra le tre fazioni del gioco che prende luogo su una grande mappa del mondo, sulla quale il giocatore può schierare le proprie Risorse di Guerra (si accumulano giocando) per contribuire alla conquista o alla difesa di dei territori. Aiutare la propria fazione a dominare sulle altre garantirà al giocatore varie ricompense al termine di ogni Stagione della Guerra delle Fazioni, il cui esito porterà anche dei cambiamenti all’interno del mondo di For Honor (in termini di aspetto delle mappe).

Scenari di guerra

For Honor

Certe ambientazioni della campagna sono davvero spettacolari.

Dal canto grafico For Honor non delude. Le ambientazioni sono tutte molto curate e ricche di dettagli. A stupire sono soprattutto quelle del Myre, la terra dei Samurai, che ospita un’immensa palude inospitale dall’aspetto quasi “fantasy”. I modelli e le animazioni dei personaggi sono rimarchevoli, soprattutto quest’ultime che riescono a rendere a pieno la “bellezza” dei movimenti di un combattente. Lode anche al character design che riesce a pieno a restituire lo “spirito” delle tre fazioni. Molto buono anche il comparto audio, composto da musiche che ben si adattano ai momenti di battaglia ed effetti sonori che restituiscono perfettamente l’impatto dell’acciaio sull’acciaio.

Buona la prova dei doppiatori italiani. Un consiglio per gli appassionati di doppiaggio: provate a giocarlo pure in inglese per gustarvi il lavoro sopraffino fatto da Catherine Kidd, la doppiatrice di Apollyon, che se n’è uscita con una performance veramente da premiare.

Pari a pari…

Se siete giunti fino a questo punto della recensione allora avrete compreso che il voto che troverete qui sotto sarà alto e infatti è così… ma poteva esserlo ancora di più. Peccato però che mi debba per forza soffermare su una questione che mi costringe a non far raggiungere a questo gioco vette più alte nell’olimpo Truegamersritico: i problemi di connessione degli utenti dovuti alla scelta di usare un’architettura P2P. Invero, a causa di questa scelta, un sacco di utenti stanno lamentando un sacco di problemi, come disconnessioni improvvise, tempi di attesa del matchmaking eterni, lag e chi più ne ha più ne metta. Grazie a dio, il mio provider non mi ha creato quasi nessun problema, ma davvero non posso fare a meno di domandarmi come si possa realizzare, nel 2017, un gioco basato sul multiplayer senza avere dei server dedicati per le partite online.

Speriamo che Ubisoft faccia al più presto qualcosa per risolvere un minimo la situazione, visto che ci sono anche altri grossi titoli che utilizzano (sigh…) il P2P, ma che non presentano le stesse problematiche.

 

 

 

 

 

 

 

Grafica 90%
Sonoro 90%
Giocabilità 65%
Carisma 100%
Longevità 80%
Final Thoughts

For Honor è ciò che tutti gli amanti degli scontri all'arma bianca stavano aspettando: un gioco capace di restituire tutta l'emozione di uno scontro e di far sentire il giocatore un vero guerriero come nessun'altro gioco aveva mai fatto prima. Il suo sistema di combattimento da vita a scontri rapidi e furiosi, ma non per questo privi di tattica, anzi: dovrete impegnarvi a fondo per padroneggiarne a pieno tutte le sue meccaniche. Ci sentiamo di raccomandare questo gioco a chiunque ami il videogiocare competitivo, sia alla ricerca di un'esperienza appagante fatta di scontri all'ultimo fendente... e abbia una connessione a internet con NAT Aperto.

Overall Score 85%
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