galaxy of pen and paper PC, Recensione

Galaxy of Pen and Paper – Recensione – Dal tavolo al monitor


Behold Studios

Sviluppatore

Behold Studios

Publisher

Gioco di ruolo

Genere

Pronti a un tuffo nel passato, in un modo dove carta, penna&fantasia la facevano da padrona e i monitor PC erano più grandi della cassettiera stile Luigi Filippo dello zio Luigi (e/o dello zio Filippo)? Provate allora Galaxy of Pen and Paper, e poi magari dopo 5 minuti chiamate gli amici e giocate con carta&penna cheémmeglio.

Video!

Carta, penna e fantasia

Galaxy of Pen and Paper è un rpg a turni sviluppato dal team brasileiro Behold Studios, già noto al pubblico per piacevoli release come Chroma Squad e Knights of Pen and Paper.

Il gioco ci metterà nei panni di un customizzabile gruppo di amici intenti a giocare di ruolo via internet nell’anno del Signore galaxy of pen and paper1999 – il tutto, ovviamente, in un’avventura dall’ambientazione spaziale dai tanti e più o meno evidenti richiami/rimandi ai capisaldi del genere sci-fi, cinematografico e non.

Non aspettativi personaggi preesistenti dal background epico o giù di lì: tutti gli “attori” principali della storia saranno customizzati da voi nel “prepartita”, lasciando dunque decidere a voi lo stock di partenza di abilità e tratti caratteriali con i quali i protagonisti dovranno affrontare i diabolici tranelli preparati loro dal master di turno – e per la cronaca sì, potrete personalizzare anche il master, poltrona inclusa!

Sin da subito risulta molto simpatica l’idea di includere archetipi di giocatore che rappresentato il peggio e il…più peggio che il mondo ruolistico cartaceo ha offerto nel corso degli anni. Basta leggere poche righe per capire subito come gli sviluppatori conoscano bene questo mondo, e la cosa non può che far piacere all’utente che ha preso in mano il gioco proprio per rivivere e parodiare queste ruggenti esperienze tra matite, tavoli traballanti e bevande dal surplus di bollicine.

Carta, penna e gelosia

Dopo l’entusiasmo iniziale, Galaxy of Pen and Paper riesce in poche battute a trasformarsi da potenziale esperienza piacevole in moderata esperienza soporifera, specie per i ruolisti più scafati.

In soldoni, il gameplay si divide nei canonici combattimenti a turni e in fasi di dialogo alternate da fasi di pseudo-esplorazione. Partendo proprio da quest’ultimo punto, notiamo che non esiste una overworld map vera e propria, ma semplicemente una serie di nodi-location, a mo’ di versione pezzente di Fire Emblem. In ogni location assisteremo a una serie di dialoghi dalla comicità sempre più forzata e sbloccheremo nuove missioni, il tutto rappresentato in una piacevolissima pixel art. A seconda dei personaggi del party, potremo intervenire e/o rispondere alle domande dirette del master in vario modo; a volte avremo premi per le risposte “in character”, altre volte ogni cazzata detta sarà sparata fuori per il puro piacere di farlo.

galaxy of pen and paperI combattimenti sono molto semplici: ogni personaggio ha uno scudo e una health bar (che si ricarica in pieno dopo ogni combattimento, a meno che non abbiamo attivato involontariamente il livello di difficoltà “macaco”), si attacca in ordine di iniziativa/velocità e quando tutti i nemici sono stramazzati è WIN – se accade l’opposto, è PERD. A parte una gestione della curva della difficoltà che ci è parsa quantomeno bizzarra, il gioco scorre in maniera alquanto “meccanica”; a pepare un po’ il tutto ci pensa un sistema di gestione delle abilità con classico skill tree sbloccabile “per gradi”, ma comunque non è che la cosa si faccia particolarmente elaborata o accattivante.

E…e saranno un paio di mesi che stiamo cercando di dire altro su questo gioco, ma si fa una difficoltà pazzesca a meno che non si voglia insistere sui momenti comici (e dintorni). Il sistema di gioco in sé risulta infatti piuttosto fiacco, in un bizzarro mix di semplicità e macchinosità che lascia interdetti: non si può dire di essere davanti a una scorreggia videoludica, ma nemmeno davanti a un titolo propriamente definibile come “solido”, anzi.

Alla fine della fiera, possiamo dire – non proprio con soddisfazione – che Galaxy of Pen and Paper, più che un rpg, è un simulatore di cazzeggio legato al mondo dei giochi di ruolo. Oggettivamente si ride, ma sembra di essere più davanti a una slideshow di battute e scenette varie che davanti a un gioco di ruolo vero e proprio: contando anche un cartellino del prezzi di 14,99 euro non si può che continuare a nuotare nella perplessità, a meno che non si sia particolari fan dell’umorismo galaxy of pen and papercitazionista fortemente avvezzo al mondo dei meme e alle perculate della rete.

Carta, penna e…

Sotto il profilo tecnico, Galaxy of Pen and Paper ha mostrato qualche buco notevole in termini di stabilità: nonstante le molte patch erogate e il supporto continuo, pare che ancora ci siano problemi di crash casuali anche all’avvio – cosa successa purtroppo anche a noi.

Due note sull’estetica: la grafica del gioco è sobriamente piacevole, con uno stile retrò che soddisfa e che forse fa un po’ più cilecca nella fasi di combattimento stellare. Il sonoro è sobrio, fa il suo e tanto basta. I controlli ci sono sembrati un pelino rigidi, ma comunque gestibili – le fetecchie maggiori ci sono parse più a livello di chiarezza di menù e dintorni che altro.

Valutazione

Grafica 75%
Sonoro 70%
Giocabilità 60%
Carisma 50%
Longevità 75%
Final Thoughts

Galaxy of Pen and Paper parte da un concetto interessante per poi scadere un po' nel mare del "meh" a causa di un remix di problemi che includono un gameplay ingessato, passo lento e un generale senso di boiata. Consigliato principalmente a chi vuole farsi una risata "a tema gdr", ma se state cercando un'esperienza che sia più concretamente ludica, conviene rivolgersi clamorosamente altrove.

Overall Score 66%
Readers Rating
0 votes
0

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.