PC, Recensione

Genital Jousting, Recensione – Di pene in meglio


Attenzione: la seguente recensione può contenere tracce di azioni che possono andare contro la comune morale ed il senso del pudore, come mostrare in maniera spietata la retorica di una società basata su uno sfrenato capitalismo, le scalate sociali senza sosta e l’ottuso tentativo di sostituire i sentimenti con il materialismo.
Ah già, potrebbe contenere anche peni.
Vi ho avvertito.

Divertimento per tutta la famiglia, o quasi

Genital Jousting, ultima fatica di quei simpaticoni di Free Lives, autori del supermascolino Broforce, portano sugli schermi dei nostri pc un gioco che della mascolinità ne trae l’aspetto più evidente: i peni.
Il titolo infatti è incentrato su questi carismatici(?) personaggi, letteralmente dei peni di diversa forma e colore, tutti dotati di ano (una precisazione: codesto pertugio viene usato anche come bocca, o per interagire con gli oggetti… a voi il compito di immaginare il tutto), che possono essere sia maschi che femmine.
Il gioco si compone principalmente di 3 modalità: una modalità party mode, in cui fino ad otto persone sia online che offline possono sfidarsi in una serie di minigiochi; si va dalla corsa attraverso una distesa di cactus alla gara di chi mangia più salsicce, dal wrestling sul ring al chi riesce ad inchiappettare gli altri più velocemente; un vero tripudio di situazioni imbarazzanti e dal sonoro fin troppo realistico ma che strapperanno fragorose risate, soprattutto alle persone più spigliate. Un’altra modalità, pensata appositamente per le coppie, è la date night, in cui potranno scegliere gli outfit migliori da indossare, il setting più adatto per il loro incontro romantico e infine darci dentro nella maniera più disordinata possibile. Entrambe le modalità sopracitate soffrono di un grosso problema (e non è la disfunzione erettile, statene certi): la longevità. Infatti, nonostante la grande ilarità che le varie situazioni suscitino, diventano molto presto noiose e ripetitive appena svanisce la patina di novità. C’è da dire che gli sviluppatori sono molto attivi, promettendo contenuto extra aggiuntivo e gratuito nei prossimi mesi, ma al momento sembra una versione molto penosa (si, la battuta è voluta) di un qualunque party game.
L’ultima modalità però merita una menzione speciale ed un paragrafo apposito: la modalità storia.

John, don’t be a dick

Credo che la storia sia una piccola perla di umorismo e (insospettabilmente) critica sociale.
Lo so cosa state pensando: “Cosa centra la critica sociale con un gioco in cui ci sono peni che si inchiappettano a vicenda?”. Anche io ero molto sorpreso, ma lasciate che vi spieghi raccontandovi la storia di John.
John è un giovane pene che lavora nella locale fabbrica di vibratori. Un lavoro normale, una vita normale. Fino a quando non riceve una fatidica lettera che cambierà tutto: la riunione della sua vecchia classe di liceo. Da quel giorno, John decide che dovrà presentarsi come qualcuno di importante, che è riuscito nella vita. Promozioni, un aspetto fisico come i modelli della televisione e soprattutto un appuntamento con una bella penessa per far schiattare di invidia la sua cotta liceale; in sintesi voleva diventare il più grosso e duro di tutti (si, altra battuta voluta). Ma ogni cosa sembra andare storta. John allora ha una crisi, in cui noi capiamo che il motivo per cui nessuno ama John, suo incubo ricorrente, è John stesso che fa il “cazzone”. Sarà il suo amico Pete a cercare di fargli capire che i sentimenti sono una cosa molto più importante della mera ricchezza materiale, mentre insieme se ne andranno in bici verso il tramonto.
Una storia dal registro sicuramente comico, ma che si distanzia parecchio dai toni spensierati del party mode: la storia è stranamente reale e sentita, molto più matura di quanto ci si potesse aspettare. La voce narrante femminile è assolutamente all’altezza e ci ricorda senza dubbio l’ottima perfomance di Danny Wallace, famoso doppiatore di Thomas Was Alone. La durata, come le altre due modalità non è molto lunga, basteranno circa un’oretta e mezza per completarla tutta, più qualche mezzora per trovare anche tutti i segreti nascosti per le varie mappe, che avranno bisogno di una vera “botta di culo” per essere rintracciati (fermatemi, vi prego). Nonostante questo la narrazione scorre in maniera liscia e senza intoppi, mantenendo sempre alta l’attenzione del giocatore.

Valutazione

Grafica 69%
Sonoro 70%
Giocabilità 70%
Carisma 86%
Longevità 50%
Final Thoughts

Un gioco dalla doppia anima Genital Justing, party game spensierato e superficiale e contemporaneamente gioco di narrativa che con la scusa dei peni riesce a raccontare una storia a tratti tragica. Non lasciatevi ingannare, però: Genital Justing nasce come gioco ironico e divertente, riuscendo assolutamente nell’intento di intrattenere. Peccato però per la poca varietà e longevità del titolo che mina quella che altrimenti si sarebbe potuta rivelare una grandissima (e durissima) sorpresa.

Overall Score 69%
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