giga wrecker PC, Recensione

Giga Wrecker – Recensione


Game Freak

Sviluppatore

Game Freak

Publisher

Puzzle, Platform

Genere

In casa Game Freak non si vive di soli Pokémon…e ordunque così, quasi dal nulla, lo studio giapponese ci sorprende con Giga Wrecker, interessante ibrido platform/puzzle che ci porta nell’esaltante mondo del materiale da risulta. Video!

Scassamenti

Giga Wrecker è un platform bidimensionale con elementi puzzle – o meglio un puzzle con elementi platform – ambientato in un futuro mediamente lontano, ove nanomacchine stronze fino al midollo hanno rovesciato l’umanità e imposto il loro regno fatto di mostruosità meccaniche e nomenclature mutuate dalla mitologia indiana. Le scene iniziali del gioco ci vedranno vestire i panni di una potenziale eroina con il compito di localizzare Reika, una ragazza prigioniera delle macchine: dopo le primissime battute di gioco saremo già al primo twistone che vedrà passare a Reika stessa il testimone di protagonista del gioco, intenta a fuggire e a vendicarsi delle macchine assassine. Il “piccolo” problema di amputazione del braccio sinistro diverrà per Reika la base per i suoi poteri demolitori: dopo la sgradevole mutilazione, la nostra inattesa eroina sarà salvata da un misterioso scienziato il quale la userà come cavia per l’impianto di un braccio bionico, capace di manipolare i detriti metallici lasciati dalle nanomacchine. Da queste basi partirà l’avventura, tra strati e strati di lamiera senziente assassina e più di un mistero da giga wreckerscoprire. E ora parliamo un po’ dell’azione propriamente detta.

Rompimenti

Veniamo dunque al gameplay: con qualche ispirazione in stile metrovania, in Giga Wrecker saremo chiamati ad esplorare svariate aree – in ordine sempre meno lineare – con lo scopo di addentrarci sempre più nelle fabbriche-basi delle macchine onde far loro il proverbiale cuolocosì. Ogni consisterà di un tot di schermata da attraversare superando svariati puzzle ambientali legati all’abbattimento di strutture, che si frantumeranno secondo le regole di una semplice implementazione della legge di gravità e dei suoi derivati. Oltre ai percorsi necessari allo svolgimento della main quest, ve ne saranno altri utili al ritrovamento di power up di genere et similia.

Elemento cardine del gameplay nonché potere primario di Reika è quello di poter manipolare a piacimento il materiale di scarto semi-metallico lasciato dalle macchine e dalle parti del paesaggio che avremo rotto a mazzate: in questo modo potremo creare armi di fortuna e oggettistica di genere utile a superare barriere architettoniche altrimenti insormontabili per le nostre capacità di salto standard. La quantità di detriti trasportata sarà facilmente individuabile, in quanto formerà una vera e propria “palla” di metallo contorto che ci porteremo sopra la testa, a mo’ di facchino dell’era coloniale in Africa: inutile a dirsi che più grande sarà la palla, meglio potremo sfrangiare i nemici (tirandogliela in faccia, senza mezzi termini) e ancor meglio potremo giga wreckercreare oggettistica utile a superare ostacoli.

Tralasciando le battute alla Lino Banfi sulla grandezza delle palle, aggiungiamo che Giga Wrecker offre un interessante fattore personalizzazione della protagonista: ogni mostro ucciso frutterà punti esperienza (ingame hanno un nome più fico, ma sempre px sono) da spendere lungo il tipico e tipicamente contorto skill tree, al fin di sbloccare “semplici” punti ferita extra o svariati potenziamenti alle abilità. Il sistema si rivela alla fine fine alquanto semplice ma comunque efficace, portandoci ad avere buone e varie chance di personalizzazione a partita più avanzata.

Già dopo poche sezioni, ci si rende subito conto della cura posta nel design dei livelli e nelle possibilità di soluzione dei vari enigmi ambientali: sempre freschi e interessanti, già bastardi dopo le prime battute, i vari schemi da superare offrono sempre una sfida interessante, dove spesso non sono i nemici “attivi” a formare la minaccia principale. Molto interessanti anche gli scontri con i boss, creativi e capaci di offrire un buon grado di sfida.

Anche sotto il profilo della longevità il gioco si presenta bene: oltre all’avventura principale di durata soddisfacente, segnaliamo la presenza di un editor di livelli per farvi continuare a sclerare per un bel po’. In toto dunque, Giga Wrecker si rivela un titolo pienamente soddisfacente tanto sotto il punto di vista del gameplay che sotto quello della trama, capace anch’essa di offrire giga wreckerqualche sorpresa e momento tendente al weird.

Danni strutturali

Sotto il profilo tecnico, Giga Wrecker si mantiene su di un buon livello pur lasciando qualche perplessità.

Iniziamo dal comparto sonoro: nonostante gli effetti siano ok, la musica non esalta più di tanto, attestandosi sul livello “ascensore di grande magazzino” o melodia di attesa dell’assistenza tecnica, tanto per varietà tanto per coinvolgimento delle sonorità. La situazione migliora invece per il commento musicale durante gli scontri con i boss, dove si aggiunge quel tanto di tamarragine necessarie.

La grafica è molto colorata, ove per “molto colorata” intendiamo stile Yellow Submarine dei Beatles: i colori sono fortementi sparati, con accostamenti molto forti in un turbine di delirio cromatico. Il design dei nemici è invece piuttosto interessante, sia per quanto riguarda i truppini che i boss – soprattutto i boss.

Il sistema di controllo si rivela un po’ scivoloso, mostrando particolare imprecisione usando la tastiera come input – cosa, del resto, alquanto prevedibile.

Valutazione

Grafica 75%
Sonoro 68%
Giocabilità 82%
Carisma 90%
Longevità 85%
Final Thoughts

Giga Wrecker è un interessantissimo ibrido puzzle/platform ricco di idee e istigatore di bestemmie nel senso buono. Intelligente, immediato ma allo stesso tempo sufficientemente complesso, è un titolo particolarmente consigliato agli amanti degli puzzle vecchio stile.

Overall Score 80%
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