GTA V cover PS3, Recensione, Xbox 360

GTA V – Recensione (90 ore di gioco dopo)


Una doverosa introduzione

Visto l’argomento di cui stiamo andando a parlare ci sembrava doveroso fare una piccolo introduzione. Perdonateci.

Chiunque abbia mai preso in mano un pad o configurato una tastiera per il gioco, non può non conoscere GTA. Per noi videogiocatori nati negli anni 90′ poi, Grand Theft Auto e stato un qualcosa di epocale. Fin da GTA 2 (è stato il primo GTA con larga diffusione qui in italia), uscito sulla cara vecchia Play, fummo subito rapiti da quel primo prototipo di un tipo di open world destinato a fare scuola. Al tempo la creatura Rockstar proponeva una visuale dall’alto, comune a tanti giochi dell’epoca, e grandi aree da esplorare, un must nell’età d’oro dei platform. A renderlo diverso furono il suo gameplay e la trama fuori dal comune. Correggetemi se sbaglio dicendo che fu, per molti di noi, il primo videogame che ci permise di giocare nel ruolo di antieroe, nell’accezione più estrema del termine. Nei panni del criminale incallito Claude Speed, si doveva andare in giro per Anywhere City a completare missioni per bande mafiose, con la possibilità di utilizzare un vasto arsenale e poter rubare qualunque veicolo a portata di bottone. Quanto bello era devastare tutto e investire allegramente pedoni! E quanto bello era avere un bottone adibito all’emissione di peti e rutti, unici mezzi di comunicazione del caro Claude. Poi uscì GTA III, che scese su di noi come una benedizione. Sempre nei panni di un Claude (la Rockstar non ha mai chiarito se si trattasse dello stesso personaggio), si potevano fare esattamente le stesse cose del II, ma con tutta la bellezza esaltante della grafica 3D. Il paradiso insomma. Poi uscì Vice City, da molti considerato il miglior GTA di sempre per storia e atmosfera, e che introdusse per la prima volta moto, motoscafi, veivoli e il concetto di “propietà” nel brand. Che dire poi del personaggio principale? Tommy Vercetti, uno dei personaggi più indimenticabili del media videoludico. Io ancora cerco la sua camicia Hawaiiana ogni volta che vado a comprarmi da vestire. Che dire inoltre della colonna sonora di quel gioco? Inarrivabile. Non esistono altre parole per descriverla. E venne San Andreas, e vennero i GTA per console portatili e venne GTA IV, tutti giochi campioni d’incassi, amati da critica e pubblico e che hanno fatto entrare a pieno diritto Rockstar nell’olimpo degli sviluppatori.

GTA Storia

Copertine che sono pezzi di storia.

Ora da qualche settimana Grand Theft Auto V è nei negozi. Da giocatore, approcciarsi a questo gioco è un piacere; da recensore, un’impresa immane. I numeri parlano chiaro: 1 miliardo di dollari di guadagni raggiunti a 3 giorni dal lancio, 16 milioni di copie vendute in una settimana. Il più grande successo della storia dell’intrattenimento. L’obiettività, è difficile da mantenere di fronte ad prodotto che ha avuto un successo così assurdo e che simboleggia la propria “infanzia videoludica”. Per non parlare poi dei voti che ha ricevuto in patria e all’estero. Andate a controllare il suo score su Metacritic e capirete di che parlo. Ma noi prendiamo volentieri sulle spalle questo fardello, portandoci dietro il solito bagaglio di eccitazione mista a timore reverenziale, che accompagna il recensore quando si avvicina con il suo occhio critico a quello che il mondo ha etichettato come capolavoro. E dopo aver giocato 90 ore, ne abbiamo tratto ciò che segue qui in basso. Prego dunque, tenteremo di accompagnarvi, in base alle nostre capacità, in un viaggio alla scoperta del gioco più hypato, costoso e remunerativo della storia dei videogiochi. Via!

Romanzo criminale

GTA 5

I tre protagonisti della storia: (da sinistra) Trevor, Michael e Franklin.

La trama di GTA V, come probabilmente saprete, si svolge a Los Santos e ha ben 3 protagonisti principali : Michal De Santa, Franklin Clinton e Trevor Philipps. Il giocatore può giocare nei panni di tutti e 3, ma su come sia stata gestita a livello di gameplay ne parleremo dopo. Per ora ci concentriamo sulla trama. Chi ha provato gli altri GTA forse saprà cosa aspettarsi: una storia di criminalità dove si rimane immischiati senza volerlo in guai con un boss malavitoso o persona particolarmente potente e intenzionata a spezzarci l’esistenza, il tutto condito da colpi di scena e situazioni fuori di testa. Bhe, questi elementi “tipici” della saga sono presenti anche qui, ma sono trattati con un approccio più maturo. Tranquilli, non vi spoilereremo nulla sulla trama; rivelarvi dei dettagli su di essa sarebbe un crimine. Quello che possiamo dirvi è che Rockstar è riuscita a produrre una sceneggiatura in cui scene da blockbuster d’azione si mescolano a momenti di approfondimento psicologico e di critica alla società moderna. Tutto questo è possibile grazie a dei dialoghi eccezionali, degni della sceneggiatura di un film. Si è diretti a fare una rapina o si sta sparando contro qualcuno? Ecco, che una battuta ci fa riflettere su quanto una persona non possa lottare contro la propria natura. Sto esagerando dite? Eppure è così! Per quanto per la maggior parte del tempo ci si ritrovi a compiere le peggiori nefandezze, il gioco spesso e volentieri fa riflettere, e molto anche. Alcune situazioni “assurde” in cui ci si ritrova, hanno un retrogusto alquanto amaro perché purtroppo ci si rende conto che sono fin troppo “reali” nella loro disarmante immoralità. E di esperienze da provare ce ne sono molte avendo a disposizione tre personaggi principali caratterialmente complessi. Siamo di fronte ai protagonisti di GTA meglio caratterizzati nella storia del brand. Franklin è il classico figlio del ghetto (casa sua sorge in un luogo che apparirà molto familiare a chi ha già bazzicato per Los Santos), che si da al crimine nella speranza di migliorare il suo stile di vita. Per molti versi ricorda molto il caro C.J, anche se ha un carattere più deciso. Michael è un uomo di mezz’eta che cerca di lasciarsi alle spalle un passato da rapinatore di banche, “lavoro” per cui era portato.

GTA V

La trama non lesina sui momenti d’azione spettacolari.

Nonostante abbia una famiglia, una grande casa, molto denaro, e provi ad adattarsi disperatamente alla vita da onesto cittadino, molto spesso finisce col comportarsi da criminale a causa del suo temperamento. Trevor… Come descrivere Trevor Philipps? Fin dal primo secondo in cui viene introdotto nella trama si capisce subito quanto sia psicotico e pericoloso. Pensate solo che si tratta del primo protagonista di GTA a fare uso di droghe. Vecchia conoscenza di Michael, è un personaggio fuori dagli schemi, assolutamente imprevedibile e per questo molte volte protagonista di situazioni grottesche, quanto comiche; alcuni dialoghi in cui si trova coinvolto sono tra i più esilaranti del gioco. Si tratta forse del più interessante dei 3 visto che, nonostante la sua pazzia, Trevor dimostra di non essere uno stupido e anzi di saper parlare “forbito” e di conoscere molte cose, oltre ad avere una forte ambizione che lo spinge a far di tutto perché la “Trevor Philips Enterprises” (settori d’interesse principali: spaccio di droga e contrabbando d’armi), diventi una “società” di successo. Insomma Michael, Trevor e Franklin hanno ognuno una loro personalità, degli interessi, rimpianti, sogni, principi (Sì, anche Trevor ne ha qualcuno) e vite completamente diverse. A diversificarli ulteriormente ci sono anche alcuni dettagli più tecnici e riguardanti il gameplay come le animazioni di movimento, e la loro abilità speciale: un’abilità attivabile con la pressione di un tasto per uscire da situazioni difficili. Franklin da appassionato da automobili e di corse qual’è ha la possibilità di rallentare il tempo quando guida, Michael possiede dei riflessi che lo fanno entrare in una sorta di “bullet time” e non per niente è quello che sa gestire meglio le situazioni di pericolo, mentre Trevor può incazzarsi come una belva e andare in “Berserk”, diventando più resistente ai danni. Una cosa che li accomuna però la hanno: lo scarso rispetto della legge, cosa che farà si che le loro strade si incrocino, dando il via a uno dei team più riusciti della storia dei videogame. Sono così ben caratterizzati e complessi che l’immedesimazione viene naturale e spinge anche a cambiare il modo di giocare. Usando Trevor ad esempio viene spontaneo agire in maniera spericolata, sparando a tutto quello che si muove, perchè in quel momento si E’ Trevor Philips. Di fronte ad un obiettivo non viene da pensare: “Cosa farei io?”, ma piuttosto “Cosa farebbe Trevor/Michael/Franklin?” Quando un videogame ti fa provare questo livello di coinvolgimento sai che sei di fronte ad un capolavoro.

Il crimine non dorme mai

GTA V

Parola d’ordine: varietà! La gamma di situazioni che ci si ritrova ad affrontare è vasta e variegata.

Le attività da svolgere in GTA riguardano principalmente il mondo del crimine: è ciò che lo ha reso famoso fra i videogiocatori e famigerato fra genitori, psicologi, giornalisti moralisti/ignoranti, conduttori televisivi, politici, ecc. Come sempre, queste saranno disponibili solo quando non si ha livello di sospetto, indicato sempre dalle 5 stelle in uso fin da GTA III. Per sbarazzarsi della polizia e tornare a “delinquere” bisogna uscire dal campo visivo delle pattuglie e restare defilato finché non smettono di cercare. Essendo i protagonisti tre criminali con storie differenti, Rockstar ha potuto spaziare in ogni tipo di reato esistente, dal furto d’auto, al pestaggio, suddividendoli fra ognuno di loro. La cosa risulta molto efficace in quanto contestualizza le varie attività molto di più che negli altri GTA, dove nei panni di un’unica persona si finiva a fare un po’ di tutto. Sarebbe impensabile vedere Franklin prendere una tanica di benzina per dare fuoco ad un’intera casa , o Michael aiutare un paparazzo a fare delle foto: andrebbe a collidere con la perfetta caratterizzazione di cui abbiamo parlato sopra. Allora ecco che ogni personaggio ha delle missioni e dei compiti particolari, sia all’interno della trama principale che nelle attività secondarie. Si tratta della naturale evoluzione dell’approccio più “realistico”, che Rockstar ha cercato di dare alle serie, a partire da GTA IV. Se nelle avventure di Niko Bellic però questo a qualcuno è risultato pesante, visto che aveva finito col sacrificare l’azione fracassona in nome di un gameplay più “sobrio”, qui in GTA V ci troviamo di fronte ad un mix equilibrato di realismo e azione-distruzione spensierata.

 

GTA V rapine

Le rapine possono essere svolte seguendo due approcci. Tramite il menù potrete rigiocarle per provarli entrambi.

Le missioni che più incarnano questa scelta di game design sono le rapine. Queste missioni che sono state ampiamente pubblicizzate durante la campagna di promozione del gioco sono il fiore all’occhiello del titolo. Ogni rapina va organizzata decidendo l’approccio fra due disponibili, occupandosi poi di gestire ogni dettaglio. Particolare importanza riveste la scelta dei complici: ogni candidato deve essere scelto tenendo conto delle sue capacità e della percentuale del bottino che esige, per mettere insieme il team più adatto alla situazione. Bisogna poi procurarsi il necessario per il colpo: preparare l’armamentario, i veicoli per la fuga, i travestimenti e quant’altro. In base a come avrete agito nella fase preparatoria avrete poi dei vantaggi o degli svantaggi, durante la rapina. Scegliere l’uomo sbagliato per un compito particolarmente delicato può costare maggiori grane con la polizia, o un bottino più magro di quanto previsto. A rapina terminata, tutti i complici (o almeno quelli che saranno riusciti a sopravvivere o a non farsi arrestare) ricevono un aumento delle statistiche che li renderà più utili se deciderete di coinvolgerli di nuovo nelle rapine successive. Nello svolgimento di queste missioni si ha proprio la sensazione di trovarsi all’interno di film action-thriller come Inside Man o Point Break, senza contare che sono quelle che offrono alcuni dei momenti più spettacolari dell’intera trama grazie anche alla possibilità di poter switchare fra i 3 protagonisti.

 

Quando non “selezionati” gli altri protagonisti vanno avanti con le loro vite. Switchando potrebbe capitare di trovarsi in situazioni impreviste… soprattutto quando si seleziona Trevor
Ma come è gestito lo switch? In maniera semplice ed intuitiva. Tramite un apposito selettore è possibile scegliere chi usare e in pochi secondi una zoomata panoramica ci porterà sul protagonista scelto. Il cambio è effettuabile in qualsiasi momento, quando non si è in missione o nello svolgimento di attività ricreative. Gli unici casi in cui si può fare in missione è quando se ne affronta una in cui sono presenti tutti e tre i personaggi. Ciò permette di approcciare in maniera differente una determinata situazione. Michael si trova sotto il fuoco delle pattuglie della polizia e Franklin è in una posizione più favorevole ad eliminarle? Uno switch e il gioco e fatto. Durante un inseguimento preferite guidare piuttosto che sparare? Selezionate il personaggio alla guida e dateci col gas. Rockstar sfruttando tale meccanismo è riuscita ad accontentare maggiormente il gusto dei singoli giocatori, andando al contempo a trasformare in fasi di gameplay quelli che in altri giochi sono dei punti morti. Di norma in un videogioco il player deve ogni tanto aspettare che un NPC faccia qualcosa o vedere lo svolgersi di certe scene in video; in GTA V invece grazie allo switch si è sempre al centro dell’azione e non ci si annoia mai. Bisogna però dire che non si ha disposizione tutta la facoltà di scelta che era stata promessa. Nella maggior parte dei casi questi cambi sono forzati, praticamente scriptati, e il numero di missioni della trama dove si possono utilizzare più personaggi è abbastanza esiguo. Senza contare che non è possibile effettuare alcuna missione secondaria con l’ausilio di un altro protagonista. Appare ovvio che la scelta di “limitare” l’utilizzo della feature all’interno delle missioni sia stato fatto per motivi di trama, ma sinceramente ci aspettavamo un po’ di più di libertà. Resta da dire che per il resto il sistema funziona perfettamente.

Cosa faccio oggi?

GTA V

Quando non ci sarà qualcuno a spararvi potrete tentare di uccidervi da soli praticando sport estremi.

Se c’è una cosa che raramente capita giocando a GTA V è quella di rimanere senza niente da fare. Il gioco pullula di missioni secondarie che aggiungono ore e ore di gioco alla trama principale, che già da sola dura sulle 35- 40 ore. Esplorando l’enorme area di Los Santos e della contea di Blaine, si possono incontrare dei personaggi raggruppati nella categoria “Sconosciuti e folli”, che vi proporranno di svolgere per loro i compiti più disparati e folli per l’appunto. Cose come firmare per la legalizzazione della Marijuana per esempio, ma non prima di aver testato la merce, o coinvolgervi in massacranti gare di Triathlon, supplizio fisico al quale potrete anche decidervi di sottoporvi volontariamente per aumentare la resistenza dei protagonisti. Sì, perché le statistiche, caratteristica introdotta in San Andreas e poi abbandonata nei capitoli successivi, fanno il loro ritorno in questo capitolo e fra le varie attività alle quali ci si può dedicare, ne esistono alcune in grado di farle aumentare. Recarvi al poligono di tiro degli storici negozi d’armi Ammu-Nation, non vi darà solo l’occasione per sparare a qualcosa, ma alzerà la Mira migliorando le prestazioni con le armi da fuoco. Frequentare la scuola di volo farà aumentare l’omonima statistica, permettendovi di padroneggiare meglio i velivoli. Giocare a tennis, nuotare, o andare in bici incrementeranno la Resistenza e la Forza, dandovi la possibilità di scattare più a lungo e essere più forti nel corpo a corpo. Altri passatempi sono meno“fisici” come andare al cinema o in uno strip club, dove con una sorta di mini-gioco si ha pure la possibilità di rimorchiare le spogliarelliste. Non mancano inoltre gli eventi casuali, che funzionano in maniera analoga a quelli già visti in Red Dead Redemption: girovagando in alcune zone è possibile imbattersi in sparatorie, persone da aiutare, furti d’auto, dove è anche possibile scegliere come comportarsi. Incappate in uno scontro a fuoco fra la polizia e dei rapinatori: come vi comportate? Aiutate la polizia? Aiutate i rapinatori? Fate fuori entrambi e vi rubate il bottino? A voi la scelta. Ulteriori missioni si ottengono comprando le propietà disseminate in giro per Los Santos; ritorna di fatti la possibilità di acquistare immobili e attività che ogni tot di tempo fattureranno degli introiti che si possono spendere per gli acquisti di vestiti e quan’altro nei numerosi negozi della città.

 

GTA V Cellulare

Un’occhiata al cellulare e via verso nuove avventure!

Ma non finisce qui. Altre cose da fare si trovano utilizzando il cellulare, oggetto con cui si possono svolgere molte più funzioni che in GTA IV, visto che Rockstar è stata attenta a dotarlo di tutte le funzionalità degli smartphone odierni.
Con essi, i protagonisti possono fare e ricevere telefonate, scattare foto e navigare su internet. Sono presenti siti dove comprare auto, barche e aerei, siti di sette religiose e siti di economia dove si può persino giocare in borsa. Utilizzando il motore di ricerca Eyefind, scoprirete che la rete di GTA V è satura di contenuti, molte volte “idioti”, ma spesso desolatamente “reali”, tanto da risultare deliziosamente satirici. Basti pensare ai nomi dati alle versioni GrandThefthAutiane di siti famosi come Facebook e Twitter: Lifeinvader (Invadivita) e Bleeter (dall’inglese Bleat: belare, piagnucolare). Molti dei comprimari posseggono un loro profilo su tali siti e consultandoli troverete commenti e foto su avvenimenti che li hanno riguardati lungo la trama. Inoltre dato che il telefonino è un’ inseparabile compagno per tutta l’esperienza di gioco, Rockstar ha pensato bene di rendere personalizzabili, temi e suonerie; tanto per darvi un’idea del lavoro maniacale svolto dai ragazzi di Edimburgo per creare un vera e propria realtà parallela viva e pulsante.

Due gambe e così tanto spazio

GTA V Los Santos

Los Santos è veramente enorme e il bello è che: se vedi qualcosa la puoi raggiungere.

Ma se c’è un modo per capire, apprezzare e rimanere sconvolti da GTA V è prendere e andarsene in giro per la mappa. Esplorare Los Santos e la zona circostante vi lascerà letteralmente a bocca aperta. La città è in pratica la riproduzione quasi perfetta di Los Angeles e dintorni, con tanto di centrale elettrica, aeroporto e monumenti. Passando fra i suoi vari distretti si respira l’atmosfera di una città dalle grandi contraddizioni quale è Los Angeles: a zone con edifici con una raffinata architettura come Rockford Hills (ovvero Beverly Hills) con i suoi abitanti che ostentano ricchezza e parlano di argomenti futili, si contrappongono le zone fatiscenti di Davis (Compton), il tutto riprodotto fin nei minimi dettagli. Ogni ambiente, sia interno che esterno, e stato morbosamente arricchito di elementi di scena come in nessun’altro gioco finora, tanto che viene da dubitare della sanità mentale degli sviluppatori. Siete pazzi ragazzi! Tenendo in considerazione poi di ambientazioni così immense, così assurdamente grandi dove non c’è mai, sottileiamo MAI, un caricamento c’è davvero da levarsi tanto di cappello e comporre il numero della neuro. Sul serio eh! A parte il caricamento iniziale e quelli degli spostamenti veloci col taxi, non c’è mai un caricamento! Si può andare ovunque, dalla cima dei palazzi, fino alle profondità del mare, attraversare il deserto attorno a Sandy Shores, e il gioco non carica mai! Mostruoso, semplicemente mostruoso vista la mole di elementi presenti costantemente in scena. Dal punto di vista puramente estetico provate a salire in cima al monte Chiliad al tramonto: è uno spettacolo che non dimenticherete. Certo qualche sbavatura si nota, come alcune texture “in ritardo”, un quando ci si sposta velocemente, o un po’ slavate, un sistema di illuminazione non sempre perfetto e un frame rate che molte volte cala al di sotto dei 30 Fps. Viene da pensare che questi problemi sulle console di nuova generazione non ci sarebbero stati, e che sicuramente non ci saranno nella versione PC, ma vabbè. Il gioco non risulta mai ingiocabile, e di fronte ad lavoro così mastodontico si può anche chiudere un occhio.

GTA V

Il modo migliore per apprezzare la grafica di GTA V è volarsene in giro.

Visto che siamo scivolati sul tecnico, è bene spendere due parole anche sul sistema di guida e il lato shooter delgioco che presentano entrambi alcuni cambiamenti. La guida è stata spinta ancora di più verso l’arcade, rendendola più facile e fluida, ma al contempo meno “profonda”. Tutti i numerosissimi veicoli da strada hanno caratteristiche diverse, ma sono manovrabili con facilità senza essere degli assi sugli stick. La scelta di sacrificare il realismo del sistema di guida forse non piacerà ai puristi delle corse, ma questa semplificazione rende il gioco più “accessibile” anche a chi non mastica abitualmente chilometri di asfalto virtuale. Natanti e velivoli, sono invece abbastanza impegnativi da condurre, ma anche qui niente che non richieda solo qualche minuto di pratica. Le vetture possono essere personalizzate in maniera profonda, certo non si arriva ai livelli di un simulatore di guida “serio”, ma comunque c’è di che sbizzarrirsi con le modifiche. Una cosa alquanto discutibile riguarda i ribaltamenti dei veicoli. Una volta capovolti a causa di un qualche incidente possono essere raddrizzati semplicemente indirizzando l’analogico a destra o a sinistra. Un ennesimo espediente per rendere il gameplay più fluido, ma ce n’era veramente bisogno? Decidere di compiere un salto pericoloso per seminare la polizia dovrebbe essere un momento di pathos in cui uno sa che corre il rischio di rimanere capovolto. Senza quel rischio si perde un po’ di gusto nell’eseguire manovre azzardate. Non neghiamo poi che vedere la macchina che si raddrizza da sola come per magia è un po’ ridicolo le prime volte.

Mah… scelta bizzarra da parte di Rockstar, non c’è dubbio. Venendo al lato shooter si può dire che le sparatorie risultano molto convincenti e divertenti, soprattutto grazie ad un migliorato sistema di coperture che permette di agganciare molto meglio i ripari e al motore fisico Euphoria che contribuisce a rendere in maniera ottima l’impatto dei proiettili su corpi e superfici. Ottimi il comparto audio e la colonna sonora che vanta brani inediti e l’immancabile selezione di brani ascoltabili dalle ben 15 stazioni radio disponibili quando si è alla guida. La nostra preferita? Los Santos Rock Radio dove si possono ascoltare i Queen e i Chicago con la loro “If you leave me now”, presente in un momento E-P-I-C-O, del gioco. Per finire due parole sull’adattamento in italiano. Come è abitudine per i titoli Rockstar sono presenti solo i sottotitoli nella nostra lingua, il che non è per niente un male, in quanto permette di apprezzare a pieno il fantastico lavoro svolto dai doppiatori americani. I più convincenti sono senza dubbio quelli di Michael e Trevor, Ned Luke e Steven Ogg. La loro recitazione ha contribuito a caratterizzare ancora di più i personaggi.

Valutazione

Grafica 90%
Sonoro 100%
Giocabilità 100%
Carisma 100%
Longevità 100%
Final Thoughts

Rockstar ha posato un'altra pietra miliare lungo l'intricata via del mondo dei videogiochi. GTA V e un capolavoro di tecnica mai visto che, nonostante qualche sbavatura, stupisce e lascia il segno su chi lo gioca. Sembra quasi che Rockstar abbia deciso di lanciare un monito: "L' industria videoludica puo fare questo!" e difficilmente le altre case produttrici potranno ignorarlo. Divertente, coinvolgente, satirico: un titolo che non si risparmia e non risparmia nessuno, nemmeno il giocatore che rimane catturato dalla trama e dalla bellezza di Los Santos. Un acquisto obbligato per tutti gli amanti dei videogiochi.

Overall Score 98%
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