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Hakuoki: Kyoto Winds – Recensione, quando i venti di Kyoto soffian piano


Salve. Ci sono diverse ragioni che portano le persone a leggere una recensione di un gioco su internet, ma con il titolo di oggi voglio sbilanciarmi. Probabilmente voi, care lettrici e cari lettori, fate parte di una cerchia ristretta e ben definita di individui, a scelta tra:
1) Gli amici a cui ho caldamente intimato di leggere questa recensione.
2) Fan sfegatati del Giappone feudale.
3) Le persone che cercavano “Haku ki” ma hanno sbagliato a scrivere.
4) Mia madre.
5) Videogiocatrici in cerca di un gioco Otome con dei bei maschioni samurai.
6) Roberto. So che ci sei.
Ora, se fate parte di una delle categorie sopracitate, è quasi certo conoscerete già bene il gioco in questione. Per tutti gli altri(?) eccovi serviti.

I venti di Kyoto soffiano veramente piano

Come abbiamo accennato nell’introduzione, Hakuoki: Kyoto Winds è una visual novel Otome, ovvero un titolo il cui target dichiarato è il genere femminile. Sviluppato dai quei simpaticoni di Idea Factory, famosi per HyperDimension Neptunia (e ricordati amabilmente su questo sito per quel “capolavoro” di Monster Monpiece), il gioco odierno non è altro che un rifacimento del primo capitolo di una mastodontica serie di prodotti targati Hakuoki, comprendenti videogiochi, anime e manga.
La storia ci catapulta immediatamente nel Giappone del 1863, in cui impersoneremo Chizaru Yukimura, ragazza timida e insicura, che da alcuni mesi ha perso i contatti con il padre, medico a servizio dello Shogun. Decisa a capire cosa fare della sua vita, Chizaru (nome modificabile all’inizio dell’avventura, vedere foto), deciderà di dirigersi a Kyoto e contattare gli Shinsengumi , un corpo di samurai/polizia/bonaccioni che potrebbero aiutarla a ritrovare il padre. Ma la stessa notte del suo arrivo a Kyoto, un tremendo evento traghetterà Chizaru in un’avventura che cambierà per sempre le sorti del Giappone…
Trama a parte, il gioco è incentrato sul rapporto che si creerà tra la protagonista e le varie figure maschili nei 5 capitoli in cui è suddivisa la storia, con la possibilità di intrecciare una storia d’amore a scelta tra 12 guerrieri. Un primo problema associabile al titolo è la sua eccessiva lentezza, anche per gli standard del genere: capitoli molto spesso troppo lunghi in cui non succederà assolutamente nulla, renderanno difficile proseguire in una storia che, superato il capitolo 3, inizierà ad essere interessante. Un vero peccato, dato anche l’impegno profuso nei personaggi, caratterizzati abbastanza bene e molto variegati, al fine di coprire tutte le sfumature di “relazioni” in –dere, tanto care alle appassionate della cultura nipponica.
Il punto forte del titolo però sono i richiami alla vita sociale e politica del Giappone di quei tempi, parte fondamentale dell’esperienza di gioco, in cui è possibile vedere tutta la cura degli sviluppatori: si sarà sempre inseriti in un contesto ben preciso e dettagliato, cosa che aiuta assolutamente l’immedesimazione con la protagonista.

Sayonara Ps Vita

Dal punto di vista tecnico, H:KW si merita sicuramente la sufficienza piena, con animazione relativamente fluide e un comparto grafico non particolarmente spettacolare, ma sicuramente apprezzabile. C’è da notare però una cosa: il gioco, come altri titoli del parco Steam di idea Factory, è un porting diretto da Ps Vita e questo può essere osservato soprattutto dall’interfaccia, identica in tutto e per tutto alla consolle portatile Sony, e dalla richiesta a schermata iniziale di premere il tasto “Start” (Dove ho già visto questa cosa?).
Le musiche e gli effetti sonori dal canto loro sono molto carini, con una sigla iniziale molto in linea con l’anima epica/storica della saga di cui fa parte.
Prima di lasciarvi alle conclusioni finali c’è da dare un grosso avvertimento a tutti i possibili acquirenti: nonostante le molte ore di contenuto fornite, circa 80 se si vogliono vedere tutte le romance, la storia non è completa; H:KW racconta solo la prima metà della storia del capitolo originale, che sarà conclusa con un seguito ancora non annunciato. Aggiungendo a questo l’esilarante castità delle scene (dopo 6/7 ore il massimo che si potrà ottenere è una pacca sulla spalla), si avrà la sgradevole sensazione di un gioco non finito e messo sul mercato per massimizzare i guadagni. Sicuramente lecito, ma certamente non molto gradito dai fan della saga.

Valutazione

Grafica 70%
Sonoro 75%
Giocabilità 65%
Carisma 70%
Longevità 82%
Final Thoughts

Hakuoki: Kyoto Winds è una visual novel di stampo molto classico, sia nelle meccaniche che nella scelta dell’ambientazione. Quest’ultima sicuramente punto forte del titolo vista la cura messa dagli sviluppatori, non riesce però ad essere messa in luce data l’iniziale lentezza della storia, che potrebbe scoraggiare i non assidui del genere. Prodotto sicuramente valido e con alle spalle un ampio spettro di opere da cui attingere, ma alla base di una mossa di marketing discutibile che potrebbe allontanare i fan storici della saga.

Overall Score 72%
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