PC, Recensione

Joe Dever’s Lone Wolf HD Remastered – Recensione


Forge Reply

Sviluppatore

Plug In Digital, Bulkypix

Publisher

Libro Game virtuale

Genere

Tanto tempo fa, in paesi non troppo lontani, baldi giocatori trasformavano le loro matite in spade affilare per sconfiggere il regno del Male di Naar, tra le pagine dei libri game di Lupo Solitario, usciti dalla mente del miticus Joe Dever. Motivo d’orgoglio nazionale, proprio in Italia è nata l’idea di adattare quei racconti a bivi cartacei in versioni virtuali per le nostre macchine portatili, riscuotendo un ottimo successo. E’ così che Joe Dever’s Lone Wolf arriva anche su PC, in una versione Remastered ed HD: rimarremo una volta di più impigliati tra le avventure del combattente più noto della carta stampata a scelta multipla?

Un’avventura, quattro avventure

Una bella visione sulla mappa di un capitolo.

Una bella visione sulla mappa di un capitolo.

Acquistare il gioco significa come prima cosa avere in realtà tutti e quattro i capitoli della vicenda in una volta sola, ambientati in luoghi diversi ma collegati da un’unica trama: ci troviamo poco dopo le vicende del primo libro, quando il nostro Lupo si ritrova a dover fuggire dal posto stesso che ne ha forgiato le qualità di mente e di combattente, per intraprendere un viaggio contro le creature malvagie che stanno mano a mano conquistando tutte le terre del proprio regno. Il primo impatto, per chi veniva proprio dalla carta stampata è eccellente: si legge tanto, riga dopo riga, scoprendo quello che va ad accadere simulando lo stesso girare le pagine una dietro l’altra. Il ritmo è sempre pienamente fluido e non vediamo l’ora di scoprire le nuove pieghe che prenderà la vicenda. Mentre poi nel libro si saltava di paragrafo in paragrafo ogni volta che si trattava di compiere una certa scelta, qui tutto il procedimento viene semplificato, tramite una interfaccia snella che ad ogni bivio specifica per bene i talenti che saremo in procinto di usare oppure, con un paio di dadi, quando ci troveremo davanti ad una scelta in grado di modificare radicalmente la storia che stiamo vivendo: qui alberga la rigiocabilità, seppur tali fenomeni non avvengano con assidua frequenza; dipende dal dipanarsi della trama, e questo è in fondo anche giusto, evitando forzature a tutti i costi per trasformare ogni fine di capoverso in una doppia (o tripla) strada.

Viaggi, commerci e tante altre belle cose

Il lupo del Lupo.

Il lupo del Lupo.

Nel corso della nostra avventura avremo a che fare con due diversi momenti: le scelte ed il combattimento. Per le prime, che sono poi quanto detto 30 secondi fa, andremo a consumare un certo tot di punti Kai, che potremmo facilmente assimilare al concetto di mana. Rispetto però al libro l’interattività viene data dalla possibilità di ritornare in luoghi già visitati all’interno di un singolo macroposto, dove potremo fermarci a meditare. Se tutto è tranquillo, potremo così recuperare tutti i nostri punti vita, Kai e di agilità (ne riparliamo tra mò), il che può sembrare uno sgravo pensando a quante volte nei libri si moriva come fessi a causa di scorribande con due punti vita in croce, però ben si bilancia con la possibilità, assolutamente casuale, di trovare degli scontri a sorprese lungo tale percorso alla rovescia, vanificando così le nostre speranze di arrivare pompati ad affrontare un momento chiave, ma regalandoci in caso di vittoria un po’ di punti esperienza.
Compare spesso la natura portatile del gioco. E allora?

Compare spesso la natura portatile del gioco. E allora?

Esatto, con piega duramente rpg il nostro Wolf potrà livellare in allegrezza per trovare armi sempre più potenti da utilizzare, acquistabili in un luogo adibito alla compravendita, utile anche per forgiare oggetti con materiali trovati in giro o riparare i propri: un’idea semplice ma che sviluppa di molto le nostre azioni. Una interfaccia soprapagine ci permetterà infine di controllare quando vogliamo il nostro status, utilizzare oggetti, trafficare con il nostro inventario e, tornati ai menu, leggere una guida che ci spiega origine, vita, morte e miracoli di luoghi e mostri presenti nel gioco. Ma passiamo allo sfoderare la nostra spada, o meglio, il nostro palmo!

…e al diavolo la tabella del destino!

Sta a noi decidere come utilizzare il tempo a disposizione per colpire ed in che modo.

Sta a noi decidere come utilizzare il tempo a disposizione per colpire ed in che modo.

Una delle robe che mi mandavano in bestia degli scritti di Dever era l’eccessiva randomicità delle battaglie: potevamo sì usare qualche potere del protagonista, ma lo scheletro dello scontro stava nel pigliare a casaccio un numero dalla detta Tabella del Destino. Inutile lamentarsi: un tocco di matita sbagliato e si moriva sul colpo. Proprio così, sotto ai danni presi compariva il simpaticherrimo “MORTO”, al che si chiudeva il libro, si gettava verso una parete e ci si andava a fare un toast.
Ora, essendo questo titolo nato per le piattaforme portatili, il lancio dello smartphone o del tablet sui mattoni a vista potrebbe essere poco più disdicevole sul piano economico, ecco che quindi bene si pensa di rivoluzionare completamente il sistema di combattimento, e piazzandoci una buona dose di strategia!
Le mosse finali danno sempre una certa soddisfazione, aaah.

Le mosse finali danno sempre una certa soddisfazione, aaah.

Questa volta utilizzando parte della nostra agilità, una delle varie barre ricaricabili, dovremo scegliere il miglior tipo di attacco da usare e verso chi direzionarlo, corredando le mosse con gesti di mouse (evidentemente ricalcati su quelli da dito, tipo compiere rotazione o cliccare come forsennati su di uno stemma) per potenziarle, o magari per schivare e contrattaccare in velocità: alleluia, è poi possibile anche decidere di mettersi sulla difensiva, parare i colpi più pesanti e ripartire freschi all’attacco. Una scelta magari ripetitiva con il tempo, ma che non è possibile non considerare un passo in avanti, e che anzi ci sprona a provare i vari poteri scelti ad inizio gioco, e mano a mano ingrandibili: nella mia partita ad esempio il mio istinto animale mi ha lasciato scatenare un lupo contro i nemici, oppure infrangerli con un colpo di psicolaser.
…e quando si muore? Un sistema integrato permette di scegliere se ricominciare dall’ultima battaglia, da capo o dall’ultimo capoverso letto: meno punitivo rispetto ai libri, ed aggiungerei anche un per fortuna!

La faccia del lupo

Gli effetti artistici mitigano un po' le modestie grafiche, dando un effetto illustrazione interessante.

Gli effetti artistici mitigano un po’ le modestie grafiche, dando un effetto illustrazione interessante.

Quando i budget non sono gigantropici, non ci si deve stupire se il piano grafico sia la parte più modesta del gioco, benché l’HD ed il remastered dello titolo: il Lupo ha più o meno su sempre la stessa espressione, così come le animazioni dei mostri sono giusto quelle che si vedono, ma ad aiutare il tutto ci pensa qualche effetto antichizzato quando entriamo in battaglia o quando vinciamo (o, giusto, quando moriamo); sarà pochino, ma dimostra lo sforzo di cercare anche nel piccolo di creare un prodotto di classe, e va di poco ma premiato.
Le musiche sono molto interessanti e ben corredano le nostre scorribande, seppure non tanterrime e facilmente risentiremo le stesse note, benché piacevoli.

Valutazione

Grafica 71%
Sonoro 73%
Giocabilità 81%
Carisma 89%
Longevità 83%
Final Thoughts

Lone Wolf Remastered è un prodotto che finalmente si è fieri di dire essere italiano: scorrevole, intrigante e che non fa perdere le difficili atmosfere dei libri dei maestri Ramas: magari troppo ripetitivo in certi aspetti, dettaglio che si accusa molto nelle battaglie, però un tentativo andato quasi del tutto in porto e da ricordare. Si nota a chilometraggi alti la sua natura portatile, ma se siete dei fan della serie potete sicuramente, ed anzi dovete darci un’occhiata su PC: magari non vi esalterà come lo sfogliar le pagine in su ed in giù, ma non ne rimarrete delusi del tutto, ed anzi. In alto la spada, per Sommerlund e Sbrizzacchions!

Overall Score 79%
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