Kona PC, Recensione

Kona: Recensione – Misteri e segreti nel Canada selvaggio


Parabole

Sviluppatore

Parabole

Publisher

Avventura/Free-Roaming

Genere


Io adoro i thriller, i gialli, e qualsiasi cosa in cui si investighi.

Il raccogliere prove, ricostruire  la vita di una persona partendo da oggetti e dai suoi rapporti con gli altri, è qualcosa che mi affascina, così come capire le motivazioni di un omicidio tramite fatti che inizialmente possano sembrare scollegati, ma che in realtà un legame l’hanno. Questo mi porta a giocare, guardare, leggere, in maniera compulsiva un sacco di cose che promettono mistero. A volte rimango piacevolmente colpito, se non estasiato, dal materiale che mi capita sotto le mani, mentre altre mi trovo a rimpiangere il tempo perso su qualcosa che pareva promettente ma che in realtà era mediocre, se non proprio scadente.

Capita a tutti quelli che hanno una passione penso: incontrare delle delusioni è l’inevitabile conseguenza del ricercare sempre stimoli nuovi.

Ed è seguendo questa mia passione che mi sono imbattuto in Kona, avventura narrativa in prima persona frutto del lavoro dello studio indipendente Parabole. Mi è bastato guardare un trailer e subito ho abboccato come un totano, ritrovandomi sul treno dell’hype senza nemmeno aver comprato il biglietto. Pessimo errore da fare basandosi solo su un trailer, lo so, ma che posso farci? Al cervello non si comanda.

Ora Kona è disponibile per PC, Xbox One e PS4.  Grazie alla generosità degli sviluppatori, ho avuto modo di giocarlo e verificare con mano se ciò che il trailer prometteva fosse presente anche nel gioco.

Vi dico subito questo: arrivato alla stazione ero un uomo felice.

Narrare è questione di coerenza

Kona

Da buon detective Carl appunterà qualsiasi cosa utile in un diario consultabile in qualunque momento del gioco.

La trama di Kona comincia con un detective in viaggio. Il suo nome è Carl Faubert e sarà lui il vostro alter ego in questa storia. Carl è diretto nel cuore del Canada del Nord in una cittadina di nome Manastan situata sulle rive di un lago. Si tratta di un luogo piccolo, dove gli alberi superano di gran lunga il numero delle case e degli abitanti.

In questa cittadina vive un uomo di nome William Hamilton, un ricco industriale inglese che ha assunto Carl per indagare su dei casi di vandalismo. Strano che un detective venga assunto per una tale motivazione, ma Carl non è tipo da rifiutare un incarico onesto se il cliente è disposto a pagare e così parte. Giunto sul posto però le cose prendono una piega decisamente strana e ben presto, il nostro detective dovrà fare i conti con cose ben più inconsuete e pericolose di un gruppo di vandali.

Kona Neve

La Polaroid di Carl avrà un ruolo molto importante nell’avventura.

Non voglio dirvi assolutamente altro sulla storia, perché si tratta del maggior punto di forza di questa produzione e quindi non voglio rovinarvi nulla. Quello che posso dirvi  è che dal punto di vista narrativo Kona è praticamente perfetto. L’intera narrazione è affidata ad una voce narrante onnisciente, che ci svela gli stati d’animo di Carl e le sue impressioni di fronte agli oggetti e ai documenti sparsi nelle varie ambientazioni che il giocatore può esplorare. La cosa veramente apprezzabile è che anche senza la voce narrante sareste comunque in grado di collegare i vari fatti e farvi un’idea di quello che veramente è accaduto a Manastan.

Questo è possibile grazie alla cura con la quale i ragazzi di Parabole hanno lavorato ai testi dei vari documenti e pensato alla collocazione degli oggetti nelle varie ambientazioni. In Kona infatti non mi è mai capitato di trovare elementi  di gioco che risultassero piazzati “forzatamente” solamente per far progredire il giocatore: tutto è coerente ai fatti e alle situazioni proposte incrementando la sensazione di realismo e rendendo Kona una delle esperienze più immersive che mi sia mai capitato di giocare. Case, foreste, caverne, e tutti i luoghi in cui ci ritroveremo ad indagare nei panni di Carl, sono ricchi di dettagli e particolari che forniscono informazioni sulla vita e sulle abitudini dei protagonisti della storia, delineandone carattere e motivazioni con grande precisione.

Kona offre un ottimo esempio di come in un videogioco  l’ambiente possa essere sfruttato come parte viva del racconto.

Come per la maggior parte di questi giochi la longevità si assesta sulle 5-6 ore circa, 7-8 se volete dedicarvi in maniera certosina all’esplorazione per portarvi a casa tutti gli achievement.

Seguire la propria via

Kona map

Kona è pieno di luoghi da esplorare. In che ordine farlo è una scelta del giocatore.

A rendere interessante Kona dal punto di vista narrativo contribuisce anche il suo gameplay che non pone limiti all’esplorazione del giocatore e quando lo fa, lo fa in maniera intelligente. Il giocatore può infatti esplorare liberamente quasi tutta la mappa e perciò, imbattersi in cose e situazioni in base alle location che sceglierà di esplorare per prime.  Per esigenze di trama comunque, ci sono determinati luoghi non accessibili fin da subito, ma che lo divengono una volta compiute determinate azioni.

Questi limiti nel free-roaming però vengono trattati perfettamente dall’ottima sceneggiatura che riesce a non far pesare queste limitazioni, ma le giustifica senza creare delle “barriere invisibili” che altrimenti rischierebbero di spezzare l’atmosfera. Altro punto a favore è il modo in cui l’inserimento di alcuni pericoli ambientali riescano a contribuire a dare un tocco di personalità in più all’intera produzione. Mentre esplorerete dovrete infatti stare attenti a non soccombere al selvaggio Canada, e tenervi al sicuro da cose come il freddo pungente. Sebbene le possibilità di morire a causa di queste componenti”survival” siano piuttosto scarse, visto che, se sarete degli esploratori attenti potrete procurarvi facilmente tutto il necessario per sopravvivere, la loro implementazione si rivela comunque un’aggiunta  piacevole che contribuisce a rendere più palpabile l’atmosfera di minaccia e mistero che circonda Manastan.

Ci sono anche alcuni blandi momenti action, soprattutto verso il finale, ma preciso comunque che Kona è un’avventura basata sulla narrazione e sia il survival che l’azione non sono altro che elementi di contorno e pertanto non sviluppati in maniera approfondita, ma inseriti solo per fare atmosfera.  Se è un survival che cercate guardate altrove.

Zoppicare nella neve

Kona

Le location di Kona, soprattutto quelle interne, sono curatissime e ricche di dettagli.

L’aspetto tecnico è quello che meno colpisce di Kona. Sebbene dal punto di vista artistico il gioco riesca a colpire positivamente, con scenari non particolarmente originali, ma comunque suggestivi, ci ritroviamo di fronte ad un comparto grafico non certo stellare, ma che anzi presenta texture non sempre all’altezza, animazioni piuttosto legnose e modelli poligonali datati. D’altro canto però, vista la natura di questo titolo, sono difetti che non intaccano minimamente l’esperienza di gioco. L’unica cosa che ho trovato fastidiosa sono stati dei cali di frame rate riscontrati in alcune fasi del gioco: penso che fossero tranquillamente evitabili visto il bagaglio tecnico.

Dal canto audio non posso non spendere due parole sulla stupenda colonna sonora, realizzata dal gruppo quebechiano CuréLabel, e ricca di tracce che fanno da perfetto sfondo ad ogni fase del gioco. Sopraffina la prova di Forrest Rainier, doppiatore che presta la sua voce al narratore della storia: spero di poterlo rincontrare in altre produzioni

 

 

 

 

Grafica 80%
Sonoro 90%
Giocabilità 90%
Carisma 90%
Longevità 75%
Final Thoughts

Coinvolgente, superbamente narrato e carico di atmosfera: tutto questo è Kona. Un gioco in grado di farvi calare appieno nei panni del detective e che vi metterà di fronte ad una storia coinvolgente e in grado di tenervi col fiato sospeso. Parabole ha svolto un ottimo lavoro, dimostrando come il segreto per produrre una buona avventura narrativa sia lo stare attenti a mantenere una certa coerenza e sfruttare appieno l'ambiente. Gli amanti di questo genere lo acquistino ad occhi chiusi, gli altri lo considerino pure un buon punto di partenza per provare qualcosa di nuovo.

Overall Score 85%

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