Marchesi ed il Visual style di Hitman Absolution


Roberto Marchesi, nome italianissimo quello del direttore artistico di Hitman Absolution, che oggi ha rilasciato al sito Barcode Society una breve intervista al riguardo dello stile visivo di questo nuovo capitolo, dove nulla pare essere stato lasciato al caso.
“Quando il progetto è cominciato,” racconta “avevamo l’intenzione di sviluppare il più ambizioso progetto della serie”; dopo essere stata loro piena libertà di espressione, questa è stata utilizzata attivamente per la creazione di tutto lo stile di fondo, denominato “Iper-realismo con un tocco di stile noir: un mondo di contrasti, quello di Absolution, dove la morte e l’umorismo nero la fanno da padroni, e dove ogni posto e personaggio hanno una loro storia da raccontare”. L’importante per lo studio di sviluppo è stato quello di creare nuovi modi per approcciarsi agli eventi ed ai protagonisti, facendo sì che ogni aspetto del tutto originale non venisse visto agli occhi dei puristi come uno stravolgimento, ma come un upgrade: un esempio il classico completo “alla Hitman”, migliorato in texture e presenza grafica, ma per nulla cambiato rispetto ai giochi precedenti, perchè ormai parte integrante dell’agente 47 tanto quanto il suo codice a barre sul collo o la testa rasata.
“Ogni aspetto di gioco viene ricontrollato passando attraverso la nostra supervisione, prima di essere inserito all’interno della struttura completa: un processo che consuma parecchio tempo, ma che ci dà il controllo totale sul suo aspetto finale”. Seppur non potendo dare troppi dettagli al merito, egli ci afferma di come le ambientazioni stesse vengano trattate alla pari di personaggi, con precise caratterizzazioni, rendendo il tutto tangibile, utilizzabile ed aumentando così il senso di libertà del giocatore: onore al merito dunque anche agli sviluppatori del 3D, che hanno creato alla perfezione interni come quelli che vedete nelle immagini di questo articolo.
“Ogni screenshot è come una Polaroid del nostro mondo” conclude “ci sono così tanti piccoli dettagli e soluzioni nascoste: personaggi, luoghi e luci contribuiscono tutti insieme contribuiscono a creare una vivida immagine cinematografica, pronta a sorprenderci nel tempo”.


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