PC, Recensione

Masters of Anima, Recensione – Minion contro Golem


Bisogna andare indietro di qualche tempo per ricordarsi un gioco come Overlord, dove da signore del male ci portavamo appresso fetidi minions. Ribaltiamo questo concetto su invece un eroe positivo e senza macchia, ed avremo Masters of Anima, titolo dove ogni mossa va compiuta con precisione e dove capiremo l’insita difficoltà di guidare un incasinaterrimo esercito.

L’Animus dell’Anima

La storia è delle più semplici, ma non banale: in questo mondo fantasy, tutte le grandi creature positive sono formate di Anima, una strana forza vitale che sgorga da una sorta di vulcano. Questa, se positiva, è azzurra, e se negativa è rossa. Viene quindi da sè che un perfido mago/stregone/zozzone decida di utilizzarla per dominare questo magico mondo, arrivando a rapire una delle più esperte plasmatrici che, guarda caso, sarà pure la nostra futura moglie, a noi promessa da qualche tempo.
Dovremo così affinare le nostre arti magiche e prepararci allo scontro, in un passaggio da un arena ad un’altra di cui vi narro meglio nei paragrafi sul gameplay. Ad ora posso dirvi solo che mi ha reso perplesso la scelta di tradurre “Anima” con “Animus”… volevano citare l’Assassino? Oppure era migliore per come suonasse in latino? Oppure sono stati veramente così frettolosi nell’adattamento in italiano da non capire il nonsense di cambiare il nome ad un elemento portante CHE STA NEL TITOLO DEL GIOCO STESSO?
Misteri, mi plasmo un minion che mi gratti la testa.

Faccio il possibile…

… ma non posso non venire assalito dai dubbi. Il naso si storce un po’ per la struttura ludica del fare due passi, poi arena con i mostri (arena peraltro chiusa e sigillata, cosa che amputa sempre parecchio il senso di libertà), ed avanti così fino al boss. In giro raccoglieremo ANIMA con la A che non solo servirà nel creare gruppi di unità, ma pure per risolvere piccoli enigmi ambientali come vedremo tra un po’; interessante come si ritrovi spaccando oggetti, erba, e pure come ce ne ritorni parzialmente dai golem sconfitti, sia nostri che malvagi, aiutando a riequilibrare di un pochetto situazioni sfavorevoli. Con una giusta combinazione tastifera possiamo plasmare i minion necessari al nostro esercito, potenziare il loro attacco con un urlo o spostarli per gruppi o per tipologia, rendendolo di fatto agevole nelle sue parti più RTS anche con un pad alla mano (perfino consigliato). Il problema sta però nel grado di sfida proposto.
Inizialmente calo l’autostima dandomi del nabbo, dopodichè sopraggiunge la fase del “in fondo è un gioco che sta dimostrando un grado di sfida bello alto, richiedendo grande concentrazione, tattica e precisione”. Mi fermo un momento qua: ogni mossa si dimostra in effetti veramente calcolata nel corso dei vari scontri, e serve un grande tempismo per decidere quando ritirare le truppe, quando lanciare a morire la carne da cannone, quando spostare le unità che attaccano a distanza etc. etc. Tanto più che il titolo non concede sconti: i nemici hanno una barra di rabbia che li porterà ad infuriarsi ancora di più, mentre dall’alto ci pioveranno meteore, fulminate e similia pronti a levarci vita. C’è una bella varietà sbloccabile di volta in volta di truppini… ma poi arriva una nuova fase.
Quella del … e se fosse tutto erroneamente troppo difficile?
Perchè un conto è il costruire una sfida elevata, un altro posizionare nemici evidentemente più sgravi e pesanti rispetto alle tue attuali condizioni, aumentando i loro punti vita di parecchio: quindi preparate per bene la pazienza, perchè ve ne servirà un bel po’.

Restauri di luce e spintarelle

C’è anche un po’, scusate il gioco di parole, di anima puzzle in alcuni tratti di percorso: potremo infatti utilizzare i nostri omini per muovere oggetti o sfruttare loro particolari poteri, come ad esempio permetterci di camminare nelle zone laviche “riavvolgendo il tempo sul nostro sentiero”, un effetto semplice, ma efficace.
Si tratta in ogni caso di combinazioni articolate di operazioni semplici, giusto a variare di un poco il gameplay e miscelandolo alle sue parti più RPG. Difatti anche solo con l’aggiustare, a spesa di un po’ di pallozzi luminosi, alcuni oggetti, otterremo punti esperienza necessari a farci apprendere nuovi poteri ed abilità, oppure a donarne di nuovi ai nostri minions.
E mentre di luce si parla, giusto due parole sull’aspetto grafico, in realtà particolare, tra il cartoon ed il pupazzi di plasticone, ma sempre con quella vena in poco più di diverso e fantasy: minimale, ma poi neanche troppo, con qualche scena interessante dall’alto e boss di “bella” presenza.
 

Valutazione

Grafica 85%
Sonoro 79%
Giocabilità 77%
Carisma 74%
Longevità 85%
Final Thoughts

Masters of Anima è un interessante melange di generi, che avrebbe avuto strada spianata per un crescendo di difficoltà, mentre invece sin superati i primi 2 o 3 livelli iniziali alza di una buona tacca in alto il grado di sfida. Forse troppo frustrante, forse necessita di un certo tot di attenzione e prove in più rispetto alla media, ma alla fin fine si dimostra valido, soprattutto per chi cerca strategici di una certa comodità da gestire con un pad.

Overall Score 80%
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