Anteprime

Max Payne 3 – Anteprima Eyes On



La Games Week, la fiera del settore videoludico in corso a Milano fino al 6 novembre, ha presentato la prima demo europea di Max Payne 3, mostrato prima di ieri, venerdì 4 novembre, solo oltreoceano al Comicon newyorkese, la manifestazione cult del settore famosa in tutto il mondo. Milano si prende questo bel primato europeo e GamersCritic.it era presente. Nel proseguio dell’articolo tutti i particolari svelati in anteprima europea dal team Rockstar che firma il terzo capitolo di Max Payne in esclusiva, configurandolo come un prodotto 100% Rockstar, mentre, come ricordiamo, i precedenti Max erano prodotti da Rockstar, ma sviluppati da Remedy che ha, in questo caso, avuto un ruolo di solo controllo e commento sullo sviluppo Rockstar.

Da New York a San Paolo

Max Payne 3

Max con chioma fluente

Nel corso della demo riservata alla stampa a cui abbiamo avuto modo di assistere, sono stati mostrati due livelli di gioco, il primo, ambientato a New York  in pieno inverno, il secondo a San Paolo, la grande città brasiliana, cornice e protagonista di buona parte del gioco. L’inizio di Max Payne 3 riprende la situazione psicologica del protagonista in cui lo avevamo lasciato nel secondo capitolo della serie: Max è stato buttato fuori dal Dipartimento di Polizia di New York, è psicologicamente distrutto, ha sviluppato una forte dipendenza da psicofarmaci e da alcool. La sua situazione interiore si rispecchia nel fisico e soprattutto nella casa dove vive, le stanze sono a soqquadro, sporche, buie, trasandate, affatto accoglienti. Per inciso, la cura per i particolari, insieme alla capacità di narrazione per immagini di Rockstar è, già nelle prime battute di gioco, sublime. Sappiamo che Max incontra un suo vecchio amico, nonché ex-collega poliziotto, Raul Passos, che gli propone un trasferimento in Brasile, a San Paolo appunto. Dopo uno scontro a fuoco che termina sui tetti newyorkesi, la nostra demo ci porta, con un balzo di parecchi livelli, nella grande città brasiliana di San Paolo, dove convivono lusso e miseria nei loro estremi.

Max Payne 3

Il nuovo taglio di capelli di Max

Il protagonista ha un nuovo taglio di capelli, si presenta rasato, a testimonianza del grande cambiamento interiore avvenuto ed è in compagnia dell’amico e di Giovanna, ragazza che ha una relazione con Passos.

Entriamo in medias res, il gruppo è braccato da una gang del luogo che cerca di vendicare qualche presunto sgarro correlato a Rodrigo Blanco, il datore di lavoro di Max, e alla sua ditta edile. Naturalmente Max è  intenzionato a vendere cara la pelle. Analizzando la trama (in larga parte ancora avvolta nel mistero, come è giusto che sia), vediamo come le ambientazioni scelte da Rockstar siano altamente caratterizzanti, oltreché caratteristiche. Le due metropoli, New York e San Paolo, sono contesti in cui tutto è possibile o quasi. Dai grattacieli di Manhattan alle favelas brasiliane, Rockstar dà un gran peso al contesto e anche  il clima dei luoghi raccontati non è in secondo piano, ma ha una forte ripercussione sulla fotografia delle immagini e degli ambienti che Max si trova a visitare.

Max è Sempre Max

Max Payne 3Cominciamo la nostra analisi sul gameplay rassicurando i fan sulla presenza anche in questo terzo capitolo di tutti gli elementi cardine della serie. Sono stati  mantenuti il taglio noir e la parte introspettiva del protagonista, cosa quest’ultima che lo rende, non solo ben strutturato e coerente, ma anche profondo e capace di intessere una relazione con il giocatore che, messo a conoscenza dei suoi dubbi, delle sue paure, dei suoi sentimenti più intimi, diventa una sorta di confessore o di amico fraterno di Payne. Le stesse sequenze di intermezzo, narrate questa volta con il motore di gioco, mantengono comunque uno stile fumettistico, ottenuto attraverso il saggio utilizzo di alcuni filtri grafici e sulla suddivisione in “finestre” delle immagini che appaiono su schermo.

Il soliloquio e la narrazione in prima persona non sono i soli elementi che hanno reso celebre il primo Max Payne e che vengono riproposti nel prossimo della serie. Il gioco Remedy è stato infatti il primo prodotto ad utilizzare il Bullet Time, ovvero la possibilità di rallentare lo scorrere dell’azione per un breve periodo di tempo, così da ottenere un vantaggio sui nemici e far vivere intensamente al giocatore i particolari dei momenti topici. Questo terzo capitolo non delude le aspettative ed amplifica le potenzialità offerte dallo strumento. Oltre alla possibilità di utilizzare il Bullet Time e lo Shoot Dodge, come avveniva nei primi due capitoli, gli sviluppatori hanno introdotto una serie di nuove possibilità che prendono il nome di Final Bullet Cam e Last Men Shot. La prima sottolinea l’uccisione dell’ultimo nemico rimasto nello scontro che si sta affrontando, con una visuale che segue la pallottola e ci mostra al rallentatore gli effetti della stessa sul corpo del nemico, segnala inoltre al giocatore la fine della minaccia e lo scampato pericolo.

La seconda dà un’ ultima chance a Max quando viene colpito mortalmente. Gli attimi che seguono la penetrazione della pallottola e quelli che precedono la morte sono dilatati e fatti vivere al giocatore, così come probabilmente ci proporrebbe la realtà a seguito della scarica di adrenalina provocata dal dolore e dalla consapevolezza della morte imminente. Abbiamo così qualche ultimo secondo prezioso per sparare a chi ci è di fronte. Una scelta dettata dalla volontà di massima resa cinematografica e contemporaneamente dal desiderio di gratificazione del giocatore che è messo nelle condizioni di “vendicarsi” del proprio assassino e giocare la partita fino all’ultimo respiro. Se riusciremo ad eliminare l’avversario, Max utilizzerà uno dei suoi Antidolorifici e si potrà continuare la partita, ingannando la morte. Nel corso della partita il Bullet Time può essere attivato come di consueto manualmente, utilizzando la classica barra di ricarica, ma in alcuni casi esso viene attivato automaticamente, quando ad esempio il protagonista fa irruzione in una nuova area invasa da nemici e sceglie un ingresso “ad effetto”, cosa che contribuisce a rendere il gioco il più possibile vicino ad un film “alla Bruce Willis”! La sensazione di continuità con i predecessori si evidenzia anche nell’interfaccia e nella gestione dell’energia. La prima mostra ancora la sagoma di Max che si colora di rosso quando si viene colpiti dai nemici, la seconda è priva di qualsivoglia sistema di rigenerazione automatica, quindi anche in questo terzo capitolo dovremo utilizzare gli antidolorifici sparsi per gli scenari per ripristinare l’energia perduta. La gestione delle armi si affida al sistema ad anello già visto in Red Dead Redemption e ci permette di portare con noi fino a due armi di piccolo calibro (ad esempio due pistole o due uzi) ed un’arma più ingombrante ( ad esempio un fucile a pompa). Le armi piccole potranno essere impugnate una in ogni mano ed essere utilizzate contemporaneamente, mentre le armi di grosso calibro dovranno essere impugnate a due mani e non potranno essere trasportate qualora il nostro beniamino abbia entrambe le mani occupate. Il sistema di gestione è quindi molto realistico e pone il giocatore in condizione di dover compiere delle scelte sulla configurazione più opportuna rispetto alla minaccia che ci attende nello scenario successivo.

Cosa Vedono I Miei Occhi

 

“Max Payne 3 vuole essere un videogioco il più cinematografico possibile, in cui il giocatore sia messo nel ruolo di coreografo della scena”. A quanto pare è questo il filo conduttore della produzione e, da quanto visto nella versione del gioco mostrata in conferenza, l’obiettivo è pienamente raggiunto. Il codice mostrato era ancora, chiaramente, una versione provvisoria che, come hanno tenuto a precisare, deve ancora essere rifinita e limata in molti dettagli prima di costituire il prodotto definitivo. Il lavoro di “pulizia” dei movimenti e dei particolari, come hanno spiegato, verrà fatto nelle fasi finali della lavorazione e, dato che mancano ancora almeno cinque mesi all’uscita del gioco, possiamo dire che la qualità di Max Payne 3 sarà davvero molto alta e che Rockstar riuscirà a raggiungere il goal di far acclamare Max Payne 3 come “gioco- film”, nel quale il giocatore ha il pieno controllo di quanto avviene sullo schermo. I movimenti di Max nel corso del Bullet Time  sono molto dettagliati e resi in modo assolutamente realistico. Sembra quasi di vedere ogni singolo muscolo contrarsi autonomamente e tuttavia in modo fluido. Max è valido per un trattato di anatomia e durante i momenti al rallentatore è in grado di mantenere la mira e modificarla a seconda dell’obiettivo che vuole colpire.

Max Payne 3

Per fare qualche esempio, nel corso di uno Shoot Dodge vedremo Max lanciarsi nella direzione scelta dal giocatore e atterrare in maniera realistica, modificando la propria postura in base alla direzione nel quale il giocatore sta mirando, rotolando su sé stesso o sollevando la testa, senza  mai perdere di vista la direzione scelta dal giocatore. Un risultato di grande impatto che porta la grafica del gioco a livelli eccezionali, attestandosi su standard quasi inimmaginabili, grazie al motore grafico di ultimissima generazione Natural Engine. Stesso trattamento di riguardo è stato riservato ai nemici, dotati di una intelligenza artificiale che permette loro di calcolare le azioni in tempo reale, reagendo alle nostre scelte. Se ad esempio decidiamo di rintanarci dietro una copertura, i nemici ci staneranno, cercandoci in lungo ed in largo per l’area e mettendo in atto manovre di aggiramento. In Max Payne 3 nessuna copertura è sicura a lungo e difficilmente si riesce a mantenere una posizione come accade in molti altri giochi. Max Payne 3 spinge volutamente il giocatore  a gettarsi nella mischia utilizzando uno stile dinamico e adrenalinico, lasciandogli le scelte su come affrontare le situazioni e sfruttando inoltre l’alta distruttibilità degli ambienti, ricchi di elementi capaci di diventare vere e proprie armi da utilizzare a nostro piacimento.

Le ultime anticipazioni riguardano la traduzione e il multiplayer.  Non si sa ancora se il videogioco verrà doppiato nelle lingue dei paesi in cui verrà distribuito. La scelta spetta alla direzione artistica, si tratta infatti di una questione di stile! Rockstar deve ancora decidere se i pro della traduzione bilancino i contro, raggiungere la vastità di pubblico che non conosce abbastanza bene l’inglese con un doppiaggio dei dialoghi o lasciare loro l’impronta della lingua originale? Indubbiamente la serie di Max Payne deve essere seguita anche nella trama e i soliloqui del protagoonisti, come abbiamo visto, si configurano come parte fondamentale per l’immedesimazione con il personaggio, tuttavia i sottotitoli dovrebbero essere più che sufficienti allo scopo! Per sapere se sentiremo Max parlare italiano oppure no, dovremo aspettare. Infine Max Payne 3 sarà dotato di un comparto multiplayer, ancora avvolto nel mistero, ma che promette di inserirsi all’interno della trama narrata nella modalità a giocatore singolo attraverso uno sviluppo parallelo e armonico con la stessa. L’ampia possibilità di scelta nell’affrontare le situazioni di gioco unita all’inedito multiplayer dovrebbero riuscire ad assicurare al prodotto Rockstar una rigiocabilità e una longevità di tutto rispetto.

[toggle_box title=”Impressione” width=”600″]Questo primo incontro con Max Payne 3 ci ha stupito positivamente e allo stesso tempo ha fugato i dubbi che potevano persistere riguardo al cambio di sviluppatori. Rockstar ha confermato ancora una volta la grande passione e attenzione con cui confeziona i propri prodotti e da quanto visto finora possiamo dire che Max Payne 3 si mostrerà fedele ai predecessori e porterà la serie verso nuovi livelli di spettacolarità e profondità.[/toggle_box]

Coverage: Andrea Lancioni, Elettra Nicodemi

 

 


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