moero chronicle PC, Recensione

Moero Chronicle – Recensione


Compile Heart

Sviluppatore

Idea Factory

Publisher

Gioco di ruolo

Genere

Il connubio tra delirio e tette è sempre più un must per respingere lo stress della vita moderna. Ma c’è davvero un limite alla follia? Un margine più o meno lontano che le produzioni videoludiche non possono superare? Può esistere un generico benchmark di stronzate sul quale confrontarsi e dire “ok, oltre questa soglia il fottimento di cervello andrebbe tutelato dal codice penale”? Non lo sappiamo, ma se uno standard del genere esiste di sicuro Moero Chronicle lo spinge un po’ più oltre.

Video!

Le cronache del…moero

Moero Chronicle è un dungeon crawler con elementi visual novel e un nontantolieve condimento di sconcezze e ammiccamenti al sempiterno et glorioso credo della figa. Di base ci potrebbero essere gli elementi per un GOTY, ma andiamo con calma. Per amor di cronaca, ricordiamo che il gioco è uscito originariamente su PS Vita nel 2014 e da agosto 2017 è disponibile su Steam con localizzazione inglese.

Nel gioco vestiremo i panni di Io (…evvai con le battute tipo “il protagonista sono IO”), mediamente simpatico main character affetto da problemi di sessomania che al confronto Robbie Williams negli anni ’90 era un dilettante. L’unica ragazza con la quale Io riesce a parlare è la monster girl Lilia, la cui omonimia con un’acqua minerale è probabilmente una coincidenza. Girovagando a caso per lande colorate in maniera sgargiante, i nostri eroi si imbattono (più involontariamente che altro) nella main quest: indagare – e magari anche scoprire il perché – dell’inselvatichimento progressivo delle monster girl – ragazze belline con fattezze animali – della città di Monstropia. Questo spunto non esattamente originale ci porterà lungo un’avventura piena di follia e scarsa di vestiti accompagnati da Otton, personaggio di comic relief – come se ce ne fosse bisogno, in questo bordello – una foca parlante rosa con voce da baritono e una mutanda per sciarpa. Sotto la mia reazione, probabilmente anche la vostra.

Panty hunting!

Sotto il profilo del gamplay, la dinamica di gioco di Moero Chronicle si potrebbe sintetizzare nella frase “Etrian Odyssey vs Pokémon – Rattuso  Edition”, tuttavia sarebbe in effetti poco informativo.

In maggiore dettaglio, vediamo che l’azione di Moero Chronicle si divide, come prevedibile, in esplormoero chronicleazione dei dungeon e in fasi “a casa base”. Le gite nei dungeon si svolgono in maniera alquanto classica: ci si sposta con visuale in prima persona, si interagisce con punti interattivi (per far avanzare la storia etc.) e ci si imbatte in combattimenti casuali. Gli scontri sono a turni, con una peculiarità: ricordando che potremo andarcene in giro con un massimo di 5 monster girl alla volta, notiamo che il nostro Io non lotterà mai attivamente, facendo combattere solo le ragazze in un buffo “armiamoci e partite”. Il ruolo dell’arrapatomane sarà di supporto: ad ogni turno potremo decidere se fargli accumulare energia per poi “caricare” una delle fanciulle, potenziando le sue abilità combattive. Le opzioni da scegliere in-fight saranno ovviamente le solite, tra attacco, skill, difesa e via discorrendo – unica differenza, che a usare gli oggetti potrà essere il solo Io, quindi occhio a cosa gli fate fare. Hm, troppi doppi sensi in questa frase.

Spieghiamo ora il perché della citazione dei Pokemon: in Moero Chronicle avremo la possibilità di inseguire e catturare le dotate monster girl con un piglio quasi “collezionabile”. Il reclutamento avverrà dopo aver messo l’avversaria KO con uno scontro standard durante il quale le sono stati strappati  i vestiti con colpi mirati (!!!); in particolare, avverrà dopo aver correttamente “accarezzato” la ragazza con un performance misurata da un arrapometro basato sulle reazioni del lurido Otton (la foca di cui sopra, che è maschio). Prendiamo un attimo fiato.

Un attimo.

Due attimi.

Tre attimi.

Ok, continuiamo.

Inutile sottolineare il fatto che ogni ragassuola avrà abilità e competenze specifiche, oltre ad essere una discreta figa; più utile sottolineare la follia legata all’equipaggiamento, in quanto l’elemento centrale (e quasi unico) sarà il cambio di underwear delle guerriere, con ogni mutanda diversa a dare poteri/bonus differenti. In pratica, Gigi la Trottola Simulator. E fermiamoci qui con i dettagli.moero chronicle

Tutto questo delirio, a prescindere dal fortissimo – nonché EFFICACISSIMO – fap factor, finisce per offrirci anche un dungeon crawler discreto e particolarmente adatto ai neofiti del genere e/o a coloro i quali non vogliano brasarsi eccessivamente i coglioni con elementi di gestione complessi. A prescindere dalle features più o meno erotiche, il gioco scorre abbastanza bene: le meccaniche sono semplici ma efficaci, un tot di strategia nei combattimenti è necessarie – specie a trama “avviata” – e il tutto è abbastanza godibile. Le relazioni tra il protagoniste e le poppute bestiole possono essere approfondite tramite meccaniche di bonding tramite dialogo, con il solito carnet di scenette simpatiche e sempre a sfondo osé/imbarazzante. Si finisce ad avere per le mani un pacchetto di features ormai consolidato per un certo tipo di ibridi rpg/visual novel che funziona, finendo per funzionare MOLTO bene per la fascia di pubblico che ama vedere e – seppur digitalmente – “toccare con mano” le protagoniste.

In breve: una fiera del porno mediosoft e delle boiate in stile Compile Heart, meno satira ma parecchia faccia tosta e più tette. MOLTE più tette. E pure un po’ di dungeon crawling decente.

Solite note tecniche

Dal punto di vista tecnico, Moero Chronicle entra al 100% nel filone dei porting PC dei giochi di Idea Factory. Le alquanto ignoranti ambientazioni tridimensionali dei dungeon sono controbilanciate dai vari disegni e ritratti in 2D strafighi. Il design moero chronicledelle fanciulle “animalesche” è ben curato e pienamente efficace nella sua tipicità nipponica, riuscendo a gasare al punto giusto. Peccato invece per le animazioni limitate. A livello cromatico, la produzione si distingue per colori molto accesi e un pelino “sparati”, seppur mai sgradevoli. Plauso ai funghi chiodini cazziformi del primo dungeon.

Le musiche sono farlocche al punto giusto, accompagnando come si deve cotanta produzione; non abbiamo dei veri e propri picchi di epicità, anche se in generale le orecchie si sentiranno alquanto appagate. Buono anche il doppiaggio, con la tipica enfasi delle voci giapponesi.

Il sistema di controllo soffre del tipico problema dei porting, dove il mapping di default della tastiera viene “nascosto” in favore di quello del pad (della 360) anche se abbiamo connessa solo la tastiera. In generale, i comandi non sembrano proprio reattivissimi, per un’esperienza godibile sì ma con qualche bestemmia di input. A latere, abbiamo notato almeno che il gioco si è rivelato molto stabile ed esente da singulti tecnici e crash improvvisi di sorta.

 

Valutazione

Grafica 77%
Sonoro 71%
Giocabilità 63%
Carisma 89%
Longevità 80%
Final Thoughts

Alla voce "guilty pleasure" di qualsiasi enciclopedia ci dovrebbe essere una demo di Moero Chronicle. Trash e volutamente imbarazzante oltre ogni limite, il gioco è una fiera di tette e delirio confezionato in un pacchetto dungeon crawler che comunque gira discretamente bene.

Overall Score 76%
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