Moonlighter Nintendo Switch, PC, PS4, Recensione, Xbox One

Moonlighter – Recensione: mercante di giorno, guerriero di notte


Digital Sun

Sviluppatore

11 Bit Studios

Publisher

Azione-Gestionale

Genere

Alla domanda: “Quale tipo di personaggio ti viene in mente pensando alla parola fantasy?”, sono sicuro che rispondereste mago, guerriero, arciere, signore dei lich o cose simili. Sono sicuro anche che ben pochi, se non assolutamente nessuno, direbbero mercante. I mercanti infondo non hanno nulla di speciale, sono soltanto dei venditori, gente che se ne sta nella propria bottega e non se ne va all’avventura. Eppure anche loro sono personaggi essenziali, perché, in moltissime storie, forniscono ai nostri eroi quegli oggetti utili senza i quali le loro imprese sarebbero più ardue, se non addirittura impossibili. Sarebbe giusto che anche questa categoria godesse della stessa “fama” delle altre, no? Ecco, mi domando se sia stata una riflessione come questa che ha portato Digital Sun a sviluppare l’idea di Moonlighter; un gioco che ci mette nei panni di Will, un giovane ragazzo che vive in un paesino e che sarà “costretto” a diventare un mercante-guerriero. Curiosi di sapere come e perché? Seguitemi che ve lo spiego.

Nel frattempo ditemi, vi interesserebbe comprare questa antica clessidra? Funziona con vera polvere d’ossa di troll, eh. Niente? Vabbè… andiamo avanti allora, che il tempo è denaro.

Eroi e Mercanti

Moonlighter

Will, il protagonista di Moonlighter, al centro del paesino di Rynoka.

La storia di Moonlighter è ambientata in un mondo fantasy-medievale dove una notte comparvero dal nulla 5 misteriosi labirinti che la gente ribattezzò Dungeons. Al limitare di questi luoghi misteriosi alcune persone fondarono un piccolo paesino e lo chiamarono Rynoka. Inizialmente Rynoka divenne un paesino molto ricco perché era abitato da due tipologie di persone: gli Eroi e i Mercanti. Gli Eroi si avventuravano nei Dungeons per esplorarne le remote stanze e abbatterne i terribili mostri, mentre i mercanti vendevano gli oggetti che gli Eroi riportavano indietro dalle loro coraggiose sortite. Poi però, la gente si rese conto che troppe vite andavano perse nell’esplorazione dei Dungeons e un giorno questi vennero sigillati e fu vietato a chiunque di avvicinarvisi. Questo causò la scomparsa degli Eroi, la rovina dei Mercanti e, di conseguenza, di Rynoka. Una sola persona però continua ancora a sfidare la sorte entrando nei Dungeons: il giovane Will.

Egli ha varie ragioni per rischiare la sua vita in questo modo. Intanto ha bisogno di soldi per far si che il suo negozio, non chiuda. E non parliamo di un negozio qualsiasi: Will è il propietario del Moonlighter, il più vecchio e prestigioso fra tutti i negozi di Rynoka, fondato dai suoi avi fin dai tempi della nascita del paese. In aggiunta c’è l’ardente desiderio che cova nel cuore e cioè quello di essere il primo ad aprire la porta del quinto Dungeon, impresa mai riuscita a nessun Eroe. Così, con determinazione e animo ardente, Will continua a entrare nei labirinti per procurarsi da sé la mercanzia e salvare il Moonlighter. Un’impresa non da poco, per un semplice ragazzo non vi pare? Will però è determinato (non per niente will significa volontà in inglese), e decide così di sottoporsi ad un rigido stile di vita. Di quelli che non hai manco il tempo per dormire. Letteralmente.

Dungeons…

Moonlighter

I 5 Dungeon hanno tutti un “tema” diverso. Il secondo ad esempio è composto da un’enorme foresta e i nemici sono perlopiù piante.

Il gameplay di Moonlighter si compone di due componenti distinte, ma interlacciate fra loro: una action-GdR rogue-lite e l’altra gestionale-manageriale. La loro separazione è giustificata a livello narrativo dal quantomai particolare modo di vivere del protagonista di cui vi accennavo: la notte Will è un Eroe e di giorno è un Mercante. Tradotto in gameplay significa che quando in cielo ci sono la luna e le stelle il giocatore deve affrontare trappole e creature di vario tipo all’interno dei Dungeons, quando invece il sole è alto è tempo di guadagnare, gestendo il negozio e vendendo gli oggetti recuperati durante la notte. Iniziamo parlando della componente GdR. I Dungeons sono composti da stanze generate proceduralmente che presentano ogni volta nemici e contenuti diversi. Ogni Dungeon è poi composto a sua volta da 3 piani, al cui ultimo si trova un boss. Una volta sconfitto il boss si ottiene accesso alla chiave del Dungeon successivo: il gioco termina quando si arriva ad uccidere il boss di ogni Dungeon, scoprendo così la vera natura dei misteriosi labirinti. Il combattimento è quello tipico degli hack’n slash in 2D: si attacca, si rotola, si attacca di nuovo. Sono presenti svariati tipi di armi, tutti classici del genere: spada e scudo, spadone, lancia, cestus e arco. Se avete già giocato ad un gioco di questo tipo non troverete niente di diverso dal solito: le armi hanno tutte attacchi diversi e sebbene siano divertenti da usare, si comportano tutte in maniera “tradizionale”. Niente attacchi magici o armi insolite, che permettano l’utilizzo di tecniche particolari: solo fendenti, affondi e cari vecchi colpi rotanti. Naturalmente non mancano le armature, potenziabili in vari modi.

Moonlighter

A volte capita di imbattersi in delle fontane curative che permettono di curarsi senza l’utilizzo di pozioni.

Per quanto riguarda i nemici ce n’è una buona varietà: ne esistono di svariate tipologie, ma ahimè, anche loro hanno degli attacchi molto semplici e schematici, tanto che risulta molto facile capirne lo stile di combattimento anche solo al primo incontro. A causa di ciò le fight sono sempre tutte abbastanza semplici e i momenti più tosti sono quelli in cui capitano stanze con tanti nemici diversi. In quei casi bisogna lavorare di riflessi e sfruttare a pieno la conformazione della stanza per avere il giusto spazio di schivata necessario ad eludere tipi di attacco differenti.  I nemici quando vengono abbattuti droppano item che Will metterà prontamente nel suo zainetto, dove, salvo morte non lo colga, rimarranno fino alla sua uscita dal Dungeon che avviene con l’utilizzo di uno speciale medaglione che ha il potere di teletrasportarlo nei pressi del suo negozio. In caso in cui la morte lo colga invece, tutti gli oggetti, tranne le armi e le corazze che si indossano e quelli posizionati nei primi 4 slot in alto, cadranno a terra e andranno perduti. A quel punto il giocatore può scegliere se ricominciare l’esplorazione del Dungeon da capo (per cui dal primo piano), o ritornare al villaggio. Queste sono gli unici effetti negativi della morte in questo gioco: perdita degli oggetti e ritorno forzato ad un checkpoint prestabilito.

Moonlighter

Sconfiggere i Boss permette di ottenere oggetti molto rari e soprattutto di accedere al Dungeon successivo. Affrontarli tutti e giungere alla fine del gioco ha richiesto circa una decina d’ore.

Il lato GdR-action di Moonlighter dunque funziona? La risposta è snì. Come detto prima, a causa della scarsa varietà degli attacchi dei singoli mostri e di un sistema di combattimento ridotto all’osso, il giocatore riesce quasi subito ad affrontarli con estrema facilità. Molto presto l’unico motivo che spinge a migliorare le armi e le armature è il fatto che la salute e i danni delle creature scala verso l’alto pertanto delle migliorie si rendono per forza di cose necessarie, giusto per non dover affrontare delle fight troppo lunghe. Non aiuta nemmeno ii fatto che i Dungeon abbiano una selezione di stanze poco soddisfacente: le tipologie di trappole e terreni sono veramente esigue e non stimolano a voler esplorare “giusto per  curiosità” di vedere quale esotico pericolo si celerà nella stanza successiva, come altri titoli del genere riescono a fare. All’inizio una spinta a voler esplorare ogni singola stanza è dato dalla possibilità di trovarne alcune contenenti diari e documenti, lasciati dai precedenti esploratori dei labirinti, in grado di svelare dei dettagli sulla lore del gioco.  Peccato però che anche qui la varietà è alquanto scarsa. I documenti sono sempre gli stessi e una volta che si è iniziato a leggerli non si può neppure chiuderli in maniera rapida, ma bisogna scorrere l’intera sequenza di testo. Ecco quindi che l’unico vero motivo che spinge all’esplorazione diventa in realtà la necessità di dover grindare item, fondamentali nella fase manageriale del gioco, di cui parliamo nel prossimo paragrafo.

…and Loot

Moonlighter

Il Moonlighter può essere migliorato tramite l’acquisto di vari oggetti che forniscono anche bonus utili come denaro extra per ogni vendita.

Una volta fuori, il loot ottenuto può essere utilizzato in due modi: per craftare e potenziare l’equipaggiamento di Will o per aumentare la vostra ricchezza. Ogni oggetto può difatti essere venduto all’interno del Moonlighter. Per fare ciò basta metterlo in bella mostra su dei tavolini espositivi e settarne il prezzo. Il meccanismo di vendita è molto intuitivo: voi piazzate un oggetto, la gente entra nel negozio e lo compra. Facile, vero? Solo che attenzione, perché ogni oggetto ha un valore e per cui bisogna stare attenti a non svendere troppo facilmente i propri prodotti, così come non si deve affibbiargli prezzi troppo alti, altrimenti i clienti li scarteranno. Per capire se state andando alla grande nel vostro mestiere di commerciante, dovrete tenere d’occhio le reazioni dei clienti, rappresentate da delle “faccine” che mostrano il loro indice di gradimento dei prezzi. I soldi guadagnati possono poi essere investiti per compiere migliorie alla bottega o per aiutare altri commercianti ad aprire le proprie. Questi ultimi sono fondamentali per procedere nell’avventura, visto che sarà da loro che potrete acquistare i vari equipaggiamenti e relativi potenziamenti. Tutto molto semplice, e, pure in questo caso, forse anche troppo. Il livello di sfida praticamente nullo proposto da queste sessioni, fa sì che ben presto vendere gli oggetti si trasformi fin da subito in una formalità, piuttosto che una vera e propria “sfida”. Sul gioco inoltre  Innegabile comunque che si tratti di un metodo alquanto originale di procurarsi fondi in un GdR e che nonostante tutto ha un proprio fascino.

Pixel art in saldo! Approfittatene!

Le stanze dei Dungeon hanno un buon numero di particolari che le rende interessanti. Se solo non fossero tutte molto simili…

L’estetica di Moonlighter colpisce positivamente. La sua graziosa pixel art ha quel tocco nostalgico e “puccioso” che contraddistingue molte produzioni di questo tipo, senza però farlo apparire un clone. I personaggi e le creature hanno la giusta dose di carattere, donatagli da un design sobrio, ma reso accattivante da un ottimo utilizzo dei colori. Anche gli ambienti risultano ben curati, soprattutto per quanto riguarda Rynoka e le zone finali dell’ultimo Dungeon. Nessun bug pesante da segnalare, se non qualche rarissimo freeze in fase di carimento che ha richiesto un riavvio del gioco. Carine le musiche, mentre senza infamia e senza lode gli effetti sonori.

Grafica 85%
Sonoro 80%
Giocabilità 75%
Carisma 70%
Longevità 75%
Final Thoughts

Digital Sun ha cercato di mescolare elementi diversi per dare vita ad un'esperienza originale, ma il tentativo è riuscito solo in parte. Moonlighter vorrebbe essere un roguelite, ma ha un sistema di combattimento troppo semplice per esserlo veramente. Vorrebbe essere un GdR, ma offre una minima possibilità di personalizzare il proprio stile di gioco. Vorrebbe essere un gestionale, ma in verità la parte di vendita è praticamente un mini-game. Il risultato è un gioco dall'aspetto curato e grazioso, che è di tutto un po', ma che non riesce ad essere davvero qualcosa di "speciale". Se cercate un action in grado di occupare ore della vostra giornata con del grinding e qualche colpo di spada allora compratelo tranquillamente, ma senza aspettarvi nulla di veramente innovativo o di diverso dal semplice uccidi e raccogli.

Overall Score 77%

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