PC, Recensione

La-Mulana – Recensione


Nigoro

Sviluppatore

Active Gaming Media

Publisher

Avventura, Action/Platform

Genere

E’ partito anni fa sul PC nel panorama indie giapponese, è passato su Nintendo Wii e ora è approdato anche su Steam…è bidimensionale, impegnativo e…è La-Mulana di NIGORO, action-adventure in stile retrò dalle ambientazione archeologiche e sotterranee. Sotto con la recensione dunque, prima di blaterare ancora. Ah già, il video:

Finalmente sono arrivato a La-Mulana…

i_35209Inizieremo l’avventura nei panni – cappello e giacchetto tipici da archeologo, li danno evidentemente con la laurea – del Professor (assistente, per la verità) Lemeza Kosugi , l’Indiana Jones giapponese: questo simpatico personaggio, di ritorno da una lezione tenuta all’università, si ritrova tra le mani una lettera di suo padre, anch’egli esploratore. Con il mood cazzeggione che lo caratterizza, il contenuto della missiva scritta da Kosugi senior sprona il giovane protagonista con la frase “l’ho trovata, ho vinto!” e il testo di un’antica poesia…un invito, quasi con tono di sfida, a partire per il luogo che ha catalizzato gli studi del padre di Lemeza per anni: i resti di La-Mulana, luogo dove la leggenda vuole che sia nata la civiltà umana. Armato dunque di una sola frusta e senza alcun istinto di autoconservazione, Lemeza parte per La-Mulana, con l’intento di scoprire quanti più misteri possibile…magari cercando anche di capire fino a che punto sia arrivato il suo arzillo papà (e magari se è ancora tutto intero). Una volta giunto a destinazione, il nostro eroe sarà guidato dal (mediamente) saggio Xelpud, anziano di una tribù locale con apparenti problemi di dipendenza da videogiochi: con i consigli di questo mentore arraffazzonato dalla e-mail facile, Lemeza inizierà la discesa (anche salita, alle volte) nelle antiche rovine, il tutto da giocare con una gradevole grafica retro bidimensionale memore degli action-adventure a scorrimento laterale di una volta – per intenderci, quelli che ci facevano bestemmiare in sanscrito e cosacco a causa della lieve ripidità (ripidezza? ripidume?) della curva di apprendimento. E poi sì, ci sarebbe tutta una leggenda sulla madre dell’umanità persa nelle rovine, una tomba di giganti, mostra assassini…ma non perdiamo altro tempo in chiacchiere, e…o meglio, chiacchieramo ancora, ma di cose meno dispersive.

…l’avventura inizia qui!

ss_2d124a9d5f740da6a97bf3caa3fe37d362dbc819.1920x1080I controlli di La-Mulana non sono per niente complessi, almeno da capire al primo impatto – e padroneggiarli sarà, ovviamente, tutto un altro paio di maniche: i tasti ZXCV serviranno a saltare, attaccare e usare item e arma secondaria (solitamente da tiro). Con le amene freccette della tastiera ci sposteremo altrettanto amenamente a destra e a manca (e per entrare nelle porte), con il tasto “giù” da usare per attivare i save point. Esc e tab ci aiuteranno a navigare menu e inventario…e non ci servirà sapere altro. La meccanica di gioco è anch’essa molto trasparente nella sua ossatura: come nella miglior tradizione degli action adventure in due dimensioni, partiremo da una città “ricca” di servizi – tra negozi e save point – per poi fiondarci alla ventura fino a esaurimento scorte…pardon, esaurimento del grosso dei punti ferita. Dopo un minimo sindacale di esplorazione a “corto raggio”, utile a procurarci alcuni item indispensabili – come il traduttore di lingue antiche – entreremo nella fase clou del gioco, riassumibile con le seguenti assunzioni: esplora – non farti male – risolvi gli enigmi – non farti male – uccidi i nemici – non farti male. Nonostante la semplicità apparente – e lo ripetiamo, APPARENTE – il gioco riesce a tenere il giocatore clamorosamente incollato allo schermo grazie a un vecchio fattore spesso troppo trascurato…anzi, due fattori: libertà e profondità. Scordatevi infatti qualsivoglia tipo di linearità, tra gli ambienti di La-Mulana ci si può muovere praticamente come si vuole, scegliendo il percorso che più ci aggrada (o quello che abbiamo trovato per puro caso!). Le varie location delle rovine possono essere esplorate in ordine ben più che sparso, e trovare tutto quello che i programmatori vi avranno nascosto non sarà un’impresa facile – e la longevità generale ringrazia. Inoltre il design dei singoli ambienti e, più in generale, dell’intera avventura è di altissimo livello: baratri, posizionamento dei nemici e trappole varie sono sempre ben messe, in modo da stupirvi facendovi tirare qualche sorniona bestemmia – dovuta più che altro all’essere consci di aver sbagliato dove si poteva evitare riflettendoci su, non perché il gioco sia infingardo per il gusto di esserlo.

La-Mulana_BossTale assetto del gameplay – unito a enigmi e puzzle di buona caratura, sia deduttivi che “acrobatici” – rende l’esperienza di gioco di La-Mulana avvincente e ricca, foriera di una sensazione reperibile di rado: si sente la profondità dei titoli d’epoca, senza il dolore anale di alcune loro features (come le password da nove pagine, per fare un esempio). Certo, il gioco è comunque hardcore in più di una sezione, con un po’ di backtracking da fare (che può tramutarsi in MOLTO backtracking per i giocatori più distratti). In ogni caso, il gusto dell’esplorazione in un’ambientazione a metà tra il cazzeggio dei personaggi (Xelpud è un idolo, ma anche i venditori che ti insultano e minacciano quando non compri sono un must) e l’alone di mistero che proviene dalla lettura delle criptiche tavole incrinate delle rovine della città perduta sarà una spinta fortissima a farvi superare tutte le avversità e ad arrivare fino alla fine. E…

Un attimo. E forse il valore di questo titolo sta proprio qui, deducibile dal fatto che nell’intera review non siano partite né bestemmie, né peruculate né l’uso della parola diarrea.

Tecnologia archeologica

Anche dal punto di vista tecnico, La-Mulana riesce a brillare come pochi riescono. La grafica, per quanto retrò, è piacevole alla vista e soprattutto ben realizzata. Facile da far girare anche sui PC alimentati a vapore o trazione animale (anche di belve scrause), non presenta sbavature e glitch ridicoli di sorta: anche le animazioni sono di buon livello, ben realizzate per quello che permette il look “d’altri tempi” del gioco. A livello strettamente estetico, siamo stati colpiti positivamente da molte location, suggestive e oscure quanto basta per far immergere il giocatore come si deve nell’atmosfera. Ottime le musiche, trascinanti e ben orchestrate: nonostante spesso si tratterà di brani corti ripetuti in loop, essi si adattano ottimamente al ritmo di gioco – una testimonianza dell’effetto fomento della colonna sonora la potrete trovare su Youtube, dove un fan ha esteso a 15 minuti TUTTE le tracce audio del gioco. E’ molto ben realizzato anche il sistema di controllo, reattivo al punto giusto e godibile anche senza un pad. Ben gestito anche il sistema di salvataggi, che in svariate ore di gioco non ci ha mais lasciati a piedi.

Valutazione

Grafica 89%
Sonoro 96%
Giocabilità 96%
Carisma 97%
Longevità 97%
Final Thoughts

Lo diciamo di rado, lo diciamo poco, ma nel caso di La-Mulana possiamo affermare che ci troviamo davanti a un grandissimo titolo, capace di riportare in auge il fascino retrò di una tipologia di gameplay che fa della profondità e della sostanza i suoi punti di forza. E' un must buy per tutti gli appassionati del genere e per quelli che hanno qualche anno in più sulle spalle...ma anche i giovincelli dovrebbero dargli un'occhiata senza pensarci su due volte.

Overall Score 95%
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