nadia was here PC, Recensione

Nadia Was Here – Recensione


Jajaben Games

Sviluppatore

Indietopia Games

Publisher

Gioco di ruolo

Genere

Dopo Bloody Boobs le cose potevano solo andare meglio, no? No?

No.

Nadia Was Here per voi.

Sì, anche il trailer fa pena.

Nadia è stata qui

Nadia Was Here è un rpg che sembra proporsi come “alternativo”, cosa che già di per sé fa accapponare tanto la pelle quanto le palle. Il gioco, che inizialmente dà l’impressione di avere un’ambientazione fantasy più o meno standard, ci mostra una scena senza senso in cui una bambina rimasta sola in una zona desolata sta per venire salvata da dei contadini a caso: costoro preferiscono cincischiare e assentarsi per un tot, lasciando così la pupa da sola a farsi salvare da…una banda di banditi (bisticcio di parole volontario). Dopo questa chicca, seguiremo – in una sorta di tutorial “light” l’avventuranadia was here di Hogan, intento a ritrovare il suo prezioso scudo, e della Nadia del titolo, intenta a fuggire di prigione. Dopo un mezzo misunderstanding, i due faranno squadra nella quest per lo scudo di cui sopra, tra dialoghi bizzarri (ma alle volte simpatici), combattimenti brutti e scelte cromatiche più che anali. Ai tre si unirà presto (fondamentalmente because reasons) anche il mago Tereshan, le cui chiacchierate con Nadia serviranno ad alzare di un gradino il livello generale di depressione di questa produzione.

Ciofeca è stata qui

Il problema principale di Nadia Was Here viene dal fatto che, senza girarci troppo attorno, è un fottuto insulto per gli occhi. Precisiamo: non un insulto generico, ma proprio lo step successivo al pugno nell’occhio – una combo di due chiavi infilate nelle pupille, girandone una in senso orario e l’altra in senso antiorario mentre un chihuaua (o come caz si scrive) ci morde le bolas senza la protezione delle mutande. Ma forse nemmeno abbiamo reso l’idea: siamo praticamente davanti all’omologo di come sarebbe stato Action 52 giocato su Virtual Boy per quanto i colori siano tirati a cazzo e, in generale, tutti gli elementi disegnati sembrino delle concrezioni di catarro. Aggiungiamo una chicca random: evidenziare le location sulla mappa non ne mostra il nome (almeno nella build che abbiamo nadia was heretestato), per la serie “turista fai da te no Alpitour“.

Altra chicca: il gioco è anche notevolmente instabile, con medi rischi di crash tanto all’avvio quanto alla chiusura – e per una roba di questo livello tecnico è un fetecchia-factor di rilievo. Anche i controlli non sono sembrati precisissimi, specie quelli via mouse – come non fosse già una fesseria di per sé mettere i comandi tastiera+mouse in un gioco di ruolo più simile a quelli giapponesi che a quelli occidentali. Torna inoltre un altro elemento tipico dei giochi pippacchiosi, ossia l’F12 scragnato che non fa gli screen.

In questo immane casino, il sonoro è l’unica cosa passabile: molto retrò ma in senso buono, riesce a soddisfare e a rendere bene l’atmosfera di un tipico fantasy on the road pur risultando, alla medio-lunga, un tedio parziale (o una mezza ciofeca, come preferite).

Perplessità è ancora qui

Come avrete potuto intuire, Nadia Was Here non fa cilecca solo nel comparto tecnico. Il gameplay del gioco, infatti, risulta essere molto piatto e semplificato: l’interazione è ridotta talmente al minimo che non c’è nemmeno il tasto “interagisci” – bisognerà letteralmente tozzare png parlanti e oggetti per parlare/toccare, come nei più ante litteram dei gdr.

L’unica “chicca” innovativa è il sistema di combattimento: sempre più cecati dai colori rossastri sparati su fondo nero (seriamente, ma a che pippa stavano pensando i programmatori?), avremo un sistema di auto-attacco caricato a tempo corredato da pausa tattica per non andare in manicomio. L’unico modo per scegliere chi picchiare o per tentare schivate è quello di cambiare “riga”, per caricare un attacco in santa pace o per evitare l’imminente colpo di un avversario – aggiungiamo che di righe ce ne sono tre. Il risultato finale, più che un rpg tattico o un rpg in generale, ci ha ricordato quasi l’atto del muoversi a tempo di un rythm game – di un rythm game fatto male, ovviamente, complice anche l’AI dei nemici che di certo non ha assunto molto fosforo nella sua dieta. Nonostante alcuni fattori extra di “freschezza&varietà” come ad esempio le skill di Nadia e di Tereshan, diventa tutto incredibilmente facile e tedioso dopo poco tempo di gioco. A rendere il tutto ancora più forzosamente alternativo c’è la mancanza di un sistema di punti esperienza e dintorni – se ciò elimina il grinding, aiuta anche a far scendere tutto verso il piattume generale, in quanto se riuscirete bene a padroneggiare il sistema di combattimento riuscite a segare quasi chiunque senza troppi problemi. In compenso, però, l’oro si farma eccome.

Restando in tema di mazzate, ricordiamo che gli attacchi casuali a “sorpresa” non sono presenti, sostituiti da nemici zuzzurelloni: sbatterci contro innescherà lo scontro, con la chicca che il cambio schermata farà respawnare tutti. Per rendere più noioso il gioco, si è tentato di allungare il brodo con enigmi ambientali della serie “tira il pietrone” in stile versione scrausa di Goof Troop e simili amenità.

Alla fine della fiera, Nadia Was Here riesce a mischiare una serie di elementi tanto tecnici quanto non strettamente tecnici che lo rendono un vero palo nelle pupille (ancor prima che in un altro posto) da giocare – e contando il parco titoli ruolistici anche gratuiti che popolano il web e i negozi, diviene davvero difficile pensare di metterlo nella propria collezione al di fuori di un periodo di saldi. E lo ribadiamo, il fatto di doversi alzarsi dopo 20 minuti di sessione con le pupille bruciate dopo aver giocato a un rpg è il segnale di qualche “errorino” in fase di sviluppo.

Grafica 1%
Sonoro 60%
Giocabilità 20%
Carisma 50%
Longevità 70%
Final Thoughts

Nadia Was Here, nonostante alcuni dialoghi simpatici, segna un pesante ciofeca score sia sotto il profilo della realizzazione che della grafica in pixel art. Fatta esclusione per i test oculistici sul degrado della visione, i motivi per giocarlo al di fuori dei saldi sembrano davvero esigui.

Overall Score 40%
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