Oh...Sir! The Insult Simulator Recensione, Xbox One

Oh…Sir! The Insult Simulator – L’arte di insultare british edition


Vile Monarch

Sviluppatore

Gambitious Digital Entertainment

Publisher

Sperimentale/Mah

Genere

Pensando alla nobiltà inglese la prima cosa che mi viene in mente è la parola cortesia. E’ dal ‘700 oramai che gli inglesi, grazie al comportamento dei loro aristocratici, hanno fama di essere il popolo civile e cortese per eccellenza (che sia vero, non lo discuterò in questa recensione).

Devo dire che quel mondo, fatto di etichetta e buone maniere mi ha sempre affascinato, tanto da spingermi a vedere serie come l’apprezzatissima Downton Abbey.

La natura di questa mia attrazione però è sempre stata leggermente “deviata” perché ad interessarmi non era quel mondo di per sé, ma vedere come coloro che ne facevano parte si comportassero in situazioni dove le loro regole, così rigide e codificate, dovessero venire messe in discussione o infrante. Ad esempio: come si comportava un Lord in una situazione in cui doveva offendere qualcuno, cosa che andava decisamente contro le regole?

La risposta che ho trovato è: le aggirava. Se doveva insultare qualcuno, il lord non lo faceva utilizzando proibitissime parole scurrili; quelle avrebbero leso più alla sua immagine di gentleman, che l’orgoglio del suo avversario. Quindi lo insultava indirettamente facendo riferimento a fatti, situazioni in cui si era trovato, o a comportamenti poco dignitosi di membri della sua famiglia ad esempio.

E non a caso in Oh…Sir! The Insult Simulator, gioco creato dalla Vile Monarch (nome quantomai azzeccato), insultare i parenti dell’avversario capita spesso e volentieri… e da soddisfazioni.

Il gioco, dopo essere uscito lo scorso ottobre su Steam e lo scorso maggio su PSN,  è da pochi giorni approdato anche su Xbox Live. Noi abbiamo testato quest’ultima versione.

Vi informiamo subito che il gioco è disponibile solamente in lingua inglese, pertanto serve una buona comprensione della lingua e una minima conoscenza delle sue regole grammaticali per poterci giocare. Detto questo, ladies and gentlemen, here we go.

This parrot is dead!

Oh…Sir! vi mette nei panni di alcuni personaggi abbastanza stereotipati presi di prepotenza dall’immaginario comico inglese. Non per niente l’ispirazione principale dietro all’ideazione del gioco arriva dai Monty Python e in particolare dal loro sketch Dead Parrot; una delle ambientazioni in cui è possibile insultarsi è infatti la riproduzione fedele del negozio di animali in cui si svolge lo sketch, con tanto di “Pappagallo Norvegese Blu” morto sul bancone.

La meccanica principale del gameplay è molto semplice. A turno i giocatori devono scegliere alcune parole da un elenco presente su schermo e utilizzarle per comporre delle frasi di senso compiuto il più offensive possibile. Come in un picchiaduro, ogni frase portata a termine infligge dei punti danno alla barra della salute del proprio avversario: l’obiettivo è quello di lasciarlo a zero.

Attenzione però! Le frasi deveno avere senso solo  dal punto di vista grammaticale perché il nonsense è pienamente accettato come arma d’offesa. Si possono comporre cose come: “Your Mother is your Father” (che tra l’altro fornisce pure un achievement), “Your cousin’s car is silly”e via di questo passo. Nello screen che trovate qui sotto, composto dal sottoscritto usando H.P. Lovecraft, una delle guest star del gioco, avete l’esempio di quello che si può fare.

Oh...Sir! The Insult Simulator

Oh, it burns.

 

Come potrete notare dall’utilizzo che ho fatto di Dagon nella frase, ogni personaggio può usare delle parole esclusive, oltre a quelle in comune con l’altro giocatore, per rendere più efficaci le sue frasi. E’ anche possibile cambiare queste “parole bonus” per una volta nel corso di un proprio turno premendo il tasto X. Così facendo il personaggio berrà una tazza di thé, azione necessaria a prendere tempo per pensare a due nuove parole. Ovviamente. Non mancano epiteti che solo un vero nobile userebbe come commoner, paesant e simili, e non sono presenti mai volgarità, proprio come l’etichetta vuole, my lords and ladies. L’umorismo utilizzato è quello classico e irriverente, tipico del british humor. Non mancano comunque riferimenti a “moderne amenità” come Pokémon Go, Windows Vista e cose simili. Insomma è veramente la sagra dell’assurdo

Per infliggere più danni è possibile creare delle combo, insistendo sempre su argomento per varie frasi di seguito o colpendo i punti deboli dei nostri avversari. Tutti i personaggi sono difatti più sensibili a certi insulti piuttosto che ad altri: Sir Knight ad esempio è suscettibile riguardo al suo essere un anziano poco aggiornato sulle mode dei tempi moderni, mentre Nigel non sopporta che si parli del suo appetito e del suo ventre rotondeggiante.

Attenzione anche ai malus! Se sbaglierete a comporre una frase dal punto di vista grammaticale il gioco vi punirà sottraendovi 3 punti vita e invitandovi a imparare meglio la grammatica.

What’s the meaning of life?

Oh...Sir! The Insult Simulator

Touché!

Riguardo a contenuti il gioco offre tre modalità.  Instant argument, dove svolgeremo una partita contro un singolo avversario. Tournament in cui bisogna affrontare 5 avversari diversi, il cui ultimo è Dio in persona (versione Morgan Freeman) che dovremo battere per scoprire il senso della vita. Finendo questa modalità inoltre è possibile sbloccare nuovi personaggi tra cui alcuni famosi personaggi videoludici come Serious Sam, Lo Wang e il Postal Dude, che nel loro repertorio di frasi hanno naturalmente dei riferimenti alle loro avventure.

Poi c’è il multiplayer in cui si può insultare qualche sconosciuto via internet o un amico in locale. L’ultima modalità è davvero ottima per consolidare la propria amicizia con qualcuno a colpi di insulti.

I contenuti come potete capire non sono moltissimi e dopo qualche partita infatti si inizia infatti ad accusare un po’ la ripetitività degli insulti. Non pensate dunque di spenderci giornate intere, ma prendetelo come un piacevole passatempo che vale tutti i 2.99 € che costa.

Dal punto di vista grafico ci troviamo di fronte ad una pixel-art che punta su uno stile caricaturale, adattissimo allo stile del gioco. Le poche animazioni presenti servono a rendere ancora più grotteschi i personaggi quando insultano o ridicoli quando subiscono i fendenti verbali dei nemici. Bellissime le voci utilizzate per i personaggi, tutte caratterizzate da un forte accento inglese.

 

 

Grafica 80%
Sonoro 80%
Giocabilità 80%
Carisma 90%
Longevità 70%
Final Thoughts

Oh...Sir! The Insult Simulator è un piacevolissimo passatempo che vi permetterà di dare sfogo alla vostra voglia di insultare il prossimo con classe (!?) ed eleganza (mah). Divertente da giocare da soli, ma ancora di più in compagnia, è un acquisto consigliatissimo per passare qualche ora a dilettarsi nel coltivare il proprio humor e divertirsi con gli amici. A questo prezzo, davvero non avete scuse per non prenderlo.

Overall Score 80%
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