PC, Recensione

River City Ransom: Underground – Recensione


Conatus Creative

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Conatus Creative

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Picchiaduro a scorrimento

Genere

Dopo una campagna su Kickstarter di ben oltre 200,000 dollari, tre lunghi anni di sviluppo nonché la licenza da parte di Arc System Works, gli intrepidi Conatus Creative Inc. hanno finalmente rilasciato il tanto atteso seguito del mitico River City Ransom. Ed è una mezza ciofeca.

SUONA LA CAMPANELLA

Per parlare di River City Ransom: Underground non possiamo non tornare per un attimo nel lontano 1991, anno di uscita in Europa di Street Gangs, conosciuto in america con il più celebre titolo di River City Ransom e in Giappone come Downtown river city ransom: undergroundNekketsu Monogatari (e uscito ben due anni prima). In occidente il gioco fu fortemente hackerato e modificato nella storyline: Alex e Ryan nella versione giapponese si chiamavano Kunio e Riky, vestivano la classica divisa da liceale nipponico e la storia aveva toni più provinciali. Invece in America fu scelto il cambio che potremmo definire “Nu Jeans E Na Maglietta” e la storia fu leggermente modificata, facendolo sembrare il tutto più una scaramuccia di strada che un conflitto tra scuole rivali. Il risultato di tale operazione fu ottimo e per certi versi River City Ransom fu accolto meglio da noi che in Giappone stesso (dove vanta solo un discreto 28/40 su Famitsu), tanto da rimanere – giustamente – come icona distintiva dell’era 8 bit.
La storia di River City Ransom: Underground vuole essere un sequel credibile proprio della versione occidentale e riprende dove l’avevamo lasciata. Infatti il gioco inizia con i due bulletti Alex e Ryan intenti a liberare la scuola da Slick (o Simon, per gli amici). Questa fase introduttiva fungerà anche da tutorial e non potrà non colpire al cuore coloro che hanno amato il primo episodio. Una volta terminata inizierà la nuova avventura, che vede ben quattro eroi inediti (ma non temete, si sbloccano anche i sempreverdi Alex e Ryan) e un ritorno più o meno celato di Slick, con a seguito i vari boss dell’episodio precedente. Il tutto condito da nuove gang, ora più in linea con i nostri tempi.

La nuova River City è infatti costellata da nerd, darkettoni e ogni genere di sfigato divenuto famoso dopo il post internet di massa, giusto per attirare a caso qualche WTF, ma snaturando completamente il concept dell’originale. Una scelta stilistica  che sicuramente  può essere divertente, ma forse estremamente “yankee oriented” per essere davvero universale.

NON E’ IL SOLITO BEAT EM UP

Per chi non conoscesse l’importanza di River City Ransom nel panorama degli action game, gli basti pensare che fu il nonno di river city ransom: undergroundYakuza. Proprio così, molte meccaniche che troviamo oggi nel titolo SEGA esistevano, seppur in modo molto primordiale, già in questo titolo.
La fatica di Technos vantava una città aperta, facilmente esplorabile fin da subito, dove era possibile combattere, potenziare il proprio personaggio con statistiche da GDR, comprare nuove tecniche, prelibatezze di ogni tipo ed equipaggiare il nostro eroe di nuovi accessori.
River City Ransom: Underground offre le stesse caratteristiche con l’idea di ampliarle e migliorarle. Almeno sulla carta, perché il risultato finale è tra il raccapricciante e il nefasto. L’unica nota significativa a livello di gameplay risiede nel buon numero di contenuti sbloccabili. Ma andiamo con ordine…

BARF!

River City Ransom: Underground parte benissimo, con uno stile grafico che si attesta fra la miglior pixel art ispirata all’era 8 bit in circolazione. Ricca di animazioni, stage curati e una scrupolosa ricerca del particolare; risulta subito estremamente river city ransom: undergroundaffascinante, capace di trasportarci nei lontani anni 80, pur non disdegnando qualche sana modernizzazione.
Sfortunatamente il comparto grafico è l’unica cosa davvero degna del nome che porta. E’ difficile parlare male di River City Ransom: Underground, perché è un progetto con un obbiettivo bellissimo. L’idea di giocare un sequel di uno dei migliori beat em up di sempre era il sogno di molti appassionati. Purtroppo River City Ransom: Underground non ha lo stesso feeling dell’originale. E questa volta non è colpa del tempo o delle aspettative troppe alte. Semplicemente sono stati fatti (troppi) errori riguardo il game design.
Le nuove feature appaiono divertenti come fare la fila alle poste. In particolare l’introduzione della polizia risulta forzata e fuori luogo; Alex Ryan erano sì due bulli nella versione originale, ma di certo non si mettevano a picchiare gente a caso come in un qualsiasi GTA. Inoltre è mal implementata, perché nel caos degli stage sarà quasi inevitabile sferrare qualche mazzata accidentale al civile di turno, richiamando così l’attenzione della polizia, che per toglierveli di torno dovrete per forza tornare in qualche rifugio (ovviamente, i poliziotti sono più forti dei nemici normali e una volta sconfitti premiano il giocatore con un bel… niente!). Ma non è di certo l’unica aggiunta fuori luogo: anche il  ciclo giorno e notte appare tanto fastidioso quanto insensato, con negozi che chiudono impossibilitando la spesa dei soldi fino al giorno seguente (e con il rischio di perdere la metà del bottino in caso di sconfitta).
Ora molti si chiederanno: “ma le vecchie feature come sono implementate?” La risposta è semplice: malissimo. Le missioni più river city ransom: undergroundche ad un beat em up, o più generalmente ad un gioco d’azione, ricordano quelle di qualche insulso MMORPG, dove saremo chiamati per quasi tutto il gioco ad inseguire gente nei posti più impensabili (e con una mappa tremendamente brutta come unico riferimento), boss fight dimenticabili e trasportare vasi di latte (sì, avete capito bene). Ma la cosa peggiore risiede sicuramente nell’estremizzazione del grinding e nel suo malfuzionamento. I personaggi di base hanno una manciata di colpi e anche i più elementari dovranno essere acquistati, questo non solo rende tremendamente frustrante le prime ore di gioco, ma toglie anche quel piacere di esplorare e far crescita il personaggio in libertà come accadeva in  River City Ransom. Inoltre le statistiche dei personaggi appaiono sballate e quasi inesistenti, anche dopo molte ore di gioco vedremo pochi cambiamenti effettivi sul nostro lottatore. In ogni caso, una volta acquistate le giuste abilità, il nostro personaggio diventerà così forte da essere completamente invincibile e mandando a stendere l’ABC di ogni buon gioco: la progressione della difficoltà.
A questo scempio bisogna anche aggiungere il fatto che la fisica del gioco e i comandi appaiono incerti. Il salto appare dannatamente scomodo da effettuare, che potremmo riassumere come “più tieni premuto, più salti”, cosa che rende davvero scomodo  sferrare colpi volanti e completare le fasi di platforming (altra “geniale” caratteristica aggiunta in questo sequel).

Infine non si salva neanche il sonoro. I temi sono sì carini, delle rivisitazione degli originali, anche se indubbiamente meno ispirati e decisamente più anonimi. Allo stesso tempo, gli effetti sonori perdono completamente la loro corposità che tanto li aveva resi celebri su NES, risultando piatti e fin troppo stereotipati.

Valutazione

Grafica 88%
Sonoro 50%
Giocabilità 40%
Carisma 60%
Longevità 75%
Final Thoughts

L'originale River City Ransom è un titolo stregato, letteralmente insuperato, al quale sembra che nessun prequel, sequel o remake riesca a rendere onore al capolavoro di Technos approdato su NES a fine anni 80. River City Ransom: Underground purtroppo non fa eccezione. Dopo un hype incessante, pad alla mano, la fatica di Conatus Creative Inc. è risultata essere una mezza catastrofe. E non parliamo solo dei bug presenti nel gioco, facilmente aggiustabili con qualche patch, ma di un totale fallimento a livello di giocabilità, colpa di un game design pasticciato, al limite della più bieca sprovveduta approssimazione. Il consiglio è attendere i consueti saldi di Steam per recuperarlo, con la consapevolezza di avere tra le mani una produzione anni luce lontana da quello che fu River City Ransom per la console di Nintendo.

Overall Score 62%
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