Samurai Riot PC, Recensione

Samurai Riot – Recensione – Di katana, volpi e kunai


Wako Factory

Sviluppatore

Wako Factory

Publisher

Beat em’up

Genere

Se siete cresciuti negli anni ’80 – ’90 e avete avuto modo di entrare in una sala giochi durante la vostra infanzia, allora avrete sicuramente giocato ad un beat em’ up o per dirla all’italiana ad un picchiaduro a scorrimento.

Io ho sempre preferito il termine inglese: beat em’ up. Nella mia testa l’ho sempre tradotto come un imperativo:“Su! Bastonali!” Credo che renda l’idea di in che cosa consista questo genere di gioco, molto più delle parole “picchiaduro a scorrimento”.

Nei beat’em up infatti si deve bastonare tutto, ma proprio tutto, quello che si muove ed è quello che ci viene chiesto di fare anche in Samurai Riot. E noi mica ci facciamo pregare no?

Per l’onore

Samurai Riot

Entrambi i personaggi hanno una breve biografia, con tanto di gruppo sanguigno ed età, a mo’ di scheda del personaggio di un manga.

Samurai Riot è un gioco di recente sbarcato su Steam e che abbiamo avuto modo di provare grazie alla gentilezza dei suoi sviluppatori: i ragazzi di Wako Factory.

Samurai Riot ha della trama. Strano per un beat’em up ma è così. Siamo chiamati a rivestire i panni di Sukane e Tsurumaru, rispettivamente una kunoichi e un samurai coinvolti in una guerra che ricorda una delle tante guerre intestine che infiammavano il Giappone medievale. Durante il loro viaggio Sukane e Tsurumaru si trovano coinvolti in varie peripezie e al giocatore talvolta, viene lasciata la possibilità di scegliere come comportarsi. Sacrificare degli innocenti per aggiudicarsi un vantaggio tattico o rimanere fedeli all’onore e rischiare di perdere tutto? Cose di questo genere.

Gli scenari che si devono affrontare, la storia e anche il finale, si adattano alle scelte del giocatore, tanto che esistono ben 8 finali diversi.

E’ una cosa che mi ha ricordato molto quel capolavoro che risponde al nome di Dungeon and Dragons: Tower of Doom, e che ho apprezzato molto. Si tratta di un piccolo espediente, ma che da quel tocco di in più e aiuta sul versante rigiocabilità. Per completare l’intera avventura ci vogliono circa due orette, ma se volete provare ogni possibile bivio diciamo che ce ne vogliono almeno il triplo.

Di katana, volpi e kunai

I due personaggi hanno due modi diversi di combattere.

Samurai Riot

Sia Sukane che Tsurumaru hanno tecniche per immobilizzare l’avversario, ma il loro funzionamento è abbastanza diverso.

Sukane utilizza attacchi corpo a corpo ed è in grado di effettuare una schivata rapida per riuscire a evitare rapidamente gli attacchi nemici. Può inoltre contare sull’aiuto della sua volpe che è in grado di immobilizzare un nemico per un paio di secondi. Tsurumaru invece si affida alla forza e spazza via i nemici a colpi di katana e calcioni. Può anche utilizzare una granata in grado di eliminare alcune tipologie di nemici in un colpo solo.

Entrambi poi possono contare su delle “mosse speciali” utilizzabili una volta riempita una barra. Si tratta di mosse abbastanza potenti e da usare con parsimonia, soprattutto ai livelli di difficoltà più alti.  Inoltre a inizio partita, nel menù di selezione del personaggio, è possibile scegliere fra diversi “stili” che, oltre a cambiare la composizione cromatica degli abiti dell’eroe scelto, gli donano anche delle abilità speciali, come ad esempio la possibilità di compiere un doppio salto o avere una “vita” in più rispetto alle due standard. Ce ne sono svariate e all’inizio se ne possono utilizzare solo 4. Le altre dovrete sbloccarle accumulando una valuta in game.

Il sistema di combattimento è facile ed intuitivo e permette ai più smanettoni di esibirsi in combo e juggle molto soddisfacenti. I nemici sono vari, e vanno da semplici scagnozzi armati fino ad arrivare a creature soprannaturali. Non sottovalutate i nemici e soprattutto state attenti ai colori delle loro “divise”: colori diversi significano tecniche diverse, quindi occhio alle giubbe!

Un cammino per due

Samurai Riot

Scelte morali in co-op? Eh, eh. Gli esiti possono essere strambi.

L’intero gioco è godibile in cooperativa locale, il che duplica il divertimento. Non c’è niente di meglio per approfondire un’amicizia che giocare ad un beat em’ up insieme. Eseguire combo spettacolari lanciandosi i nemici, lanciarsi a testa bassa in mezzo ad un gruppo dei suddetti per salvare il compagno in difficoltà. Sono cose che legano.

Entrambi i giocatori possono selezionare il medesimo eroe, ma il mio consiglio è quello di giocare utilizzando uno Sukane e l’altro Tsurumaru, in modo da avere un parco mosse più completo.

Tecnica letale

A livello tecnico ci troviamo di fronte ad un buon lavoro. La grafica è piacevole, le animazioni sono fluide al punto giusto, i controlli precisi e non si notano sbavature grafiche di sorta. Anche le ambientazioni sono abbastanza varie e con un buon livello di dettaglio: si passa per castelli giapponesi, foreste infestate, e caverne tenebrose. La colonna sonora è composta da brani lo-fi che richiamano la musica tradizionale giapponese, abbastanza godibili. Ben realizzati e ben doppiatti anche i filmati introduttivi in stile cartoon.

Grafica 80%
Sonoro 80%
Giocabilità 80%
Carisma 80%
Longevità 70%
Final Thoughts

Samurai Riot è un buon beat em' up, capace di far ricordare ai nostalgici cosa vuol dire dare botte da orbi a destra e a manca, arricchendo però il tutto con qualche meccanica interessante, come le scelte morali. Da il suo meglio giocato in compagnia, come ogni beat em' up, e può essere un piacevole passatempo fra un giocone e l'altro. Consigliato!

Overall Score 78%

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