seep world PC, Recensione

SEEP World – Recensione


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Nostalgia, bidimensionalità e gambe pesanti alla Mega Man che non permettono di abbassarci: tutto questo è SEEP World, action/platform gratuito del team italiano SEEP scaricabile QUI. Sotto con l’RVM:

Confusione spazio-temporale

seep worldPrima di tutto, un breve preambolo. Per chi non ne fosse a conoscenza, SEEP è un team di appassionati di videogiochi retrò noti per il loro lodevole impegno non solo nel mantenimento della “memoria storica” videoludica – con particolare attenzione ai picchiaduro ed alla sempre leggendaria SNK – ma anche nella diffusione e programmazione di remake di classici in Open BOR. SEEP World è la loro prima creazione originale al 100%, che non consiste in remake di genere di grandi classici del picchiaduro a scorrimento, bensì in un action/platform bidimensionale. Nei panni dei membri della SEEP, Sergio ed Enrico, saremo chiamati nientepopodimenoché dal dio del tuono Raiden (sìsì, quello famoso di Mortal Kombat) a mettere ordine nel mai così squinternato multiverso, dove sia la Terra che vari mondi videoludici sono alla mercé di un numero improbo di cattivoni. Ed è così che, con la cara vecchia Torino e la Mole Antonelliana sullo sfondo, la pixellosa avventura ha inizio, con i nostri eroi in partenza per brasare i malvagi e riportare la pace a destra e a manca.

Giramondo pixelloso

Il gameplay di SEEP World è quello classico degli action-platform del passato. Si salta, si prendono i nemici a papagnate in faccia, gli si spara pure quando si trovano armi a distanza e via discorrendo. L’azione scorre fluida, con i livelli mai troppo contorti ma comunque dalla complessità crescente, che invitano a prendere (brevi) deviazioni per raccogliere potenziamenti del caso o preziosi “monetoni”, fondamentali a sbloccare bonus e aiuti di genere a fine “mondo” nonché le password: proprio così, cari sostenitori del gioco arronzone e disattento…pochi soldoni raccolti e niente possibilità di back up, giusto per dirne una – trovata, questa, interessante e che invita anche i meno “completionist” dei giocatori ad affrontare il tutto in maniera “ponderata” e non arronzona (francesismo).
I vari mondi che attraverseremo, oltre al capoluogo piemontese, saranno tutti reminiscenti di note location videoludiche, dalla foresta fungosa e verdina trullallà al Giappone, passando per un noto castello infestato dai nazisti e un’ancora più nota zona affetta da bradisismo critico…giusto seep worldper citare le prime che incontreremo. Stesso discorso per i nemici: da liberamente ispirato al “preso in prestito”, avremo una marea di facce note davanti a noi, per la gioia di tutti i retrogamers – in particolare di quelli che hanno ancora residui di voglia latente di massacrare un preciso nemico anche dopo anni di distanza dal primo/ultimo incontro. A margine, la scelta degli avversari è interessante perché pesca da giochi magari meno noti ai più, ma ben impressi nella memoria di chi ha vissuto una certa epoca videoludica – mi viene in mente, ad esempio, il monaco incappucciato “spara-hadoken” di Faxanadu.

Momenti amarcord a parte, bisogna dire che SEEP World riesce a mostrarsi solido come gioco “in sé”: dopo un inizio abbastanza soft, infatti, vedremo che il gioco ha molte frecce al suo arco in tema di esplorazione, salti vari e scontri con i boss. Il design dei livelli mostra qualità e livello di difficoltà crescenti con coerenza, senza eccessi di dolo nei confronti dei giocatori senza, al contempo, prolungare troppo la fase “interlocutoria” dei primi stage. Interessante l’idea di usare, a partire dal secondo mondo, l’arma secondaria non solo come dispositivo d’offesa, ma anche come oggetto fondamentale a sbloccare alcuni passaggi – in altre parole, si invita cordialmente a non sparare a testicolo di quadrupede onde evitare di dover tornare indietro a cercare “ricariche” e magari finire assassinati provandoci.
Come nota di colore aggiuntiva, segnaliamo che SEEP World è arricchito da cutscenes tra un livello e l’altro, tutte in grafica pennarellosissima e dalle didascalie in inglese volutamente fatiscente sulla nota falsariga di “CONGLATURATIONS” e altre simili amenità di matrice jappo ben note ai giocatori anagraficamente più esperti.

Note tecniche

seep worldRispetto al piano del gameplay, SEEP World si rivela leggermente meno forte sotto il profilo tecnico-estetico. La colonna sonora è buona e foriera di quel feeling da “lacrimuccia” che sempre si cerca in prodotti nostalgici: purtroppo, però, si notano – specie nel primo stage – alcuni “buchi” nel loop della musica. Gli effetti sonori sono discreti e ottimamente in linea con un prodotto retrò. La grafica è di per sé buona e ben definita, un 2D “d’epoca” che si guarda e gioca con piacere senza colori sparati (e conseguenti danni per la pupilla). Qualche piccola “indecisione” della grafica si nota in alcune collisioni, come quando cercheremo di aprire porte senza la chiave necessaria – atto che indurrà il nostro alter ego a capocciare il legno e lo schermo a tremolare in maniera poco piacevole.

Il sistema di controllo funziona molto bene – che usiate la tastiera o approfittiate dell’utility Joy to Key (inclusa!) per sfruttare un pad, tutto sarà efficiente e cordiale in ogni occasione. Come intuibile, inoltre, il gioco è anche molto ma molto ma molto leggero sul disco fisso, cosa sempre piacevole per chi ama gestire con parsimonia la capienza del proprio hard disk.

Valutazione

Grafica 62%
Sonoro 69%
Giocabilità 83%
Carisma 81%
Longevità 80%
Final Thoughts

SEEP World è un divertente tributo alla storia videoludica visto con gli occhi migliori, quelli degli appassionati cresciuti a pochi bit in casa e tanti gettoni in sala giochi. Nonostante qualche piccola magagna tecnica, il gioco offre un gameplay interessante che di sicuro saprà catalizzare l'attenzione degli appassionati del vintage.

Overall Score 75%
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