PC, Recensione

Sombrero – Recensione


PixelMetal

Sviluppatore

Alliance Digital Media

Publisher

Shooter ad arene multiplayer

Genere

Ola, mariachi! Pronti a spararvi in un numero altissimo di arene, cercando di mantenere un goccio di vita per fregare l’avversario, attendendolo in un angolino tra mille nascondigli? Sì? Allora nulla, Sombrero.

Il cugino povero

Diciamocela tutta: all’inizio Sombrero mi è parso, su di un piano artistico, molto interessante. Riprendere con disegni essenziali atmosfere da spaghetti western per costruirci un sistema di arene uno contro l’altro alla Shodown Effect, per intenderci. Alcune modalità, parecchi personaggi selezionabili ed una certa ironia di fondo mi sembravano carte in regola per un titolo arenico di tutto rispetto.
I problemi cominciano però non appena si inizia a giocare: come prima cosa il titolo verte unicamente sull’online, senza bot ergo senza possibilità di giocare da soli. Così, dato che i server mostravano poca vita (leggi: in 4 zone del mondo non ho trovato nessuno in mattina e sera, forse dovevo provare nel pomeriggio, boh), ho convinto tramite quelle foto lì persuaso l’amico e collega Giulianoluongo ad un paio di epici scontri nel Far West. Che però fanno sembrare il titolo non un buon prodotto della categoria, ma sempre il cugino povero di qualcuno.

Cambiare poco

Il problema principale del titolo è in realtà uno solo, fatto di molteplici tentacoli: dà poco. Poco da giocare, poca soddisfazione, poco carisma, tenuto su giusto dallo stile grafico e musiche sufficienti e nulla più nel garantire le atmosfere di cui sopra. Partiamo subito con il dire che, qualsiasi modalità si scelga, vale la regola del Oneshot: un colpo e si è morti, il che porta l’azione ad essere frenetica, ma così come di scarso interesse. Se già in due si andava avanti a “cerca di fare cosa BLAM ok riprenBLAM aspetta mi soffio il nasBLAM”, immagino in 4 come si amplifichi la sindrome da Nuketown. La portata delle armi è poi quasi infinita, quindi spessissimo la strategia migliore, in un gioco che dovrebbe essere tutto salti e corse, diventa quella del “prendi un powerup e inizia a sparare da fermo all’altro, prima o poi lo becchi sicuro”. E difatti funziona.
Altro problema i respawn, che sì, non sono preventivabili data la loro natura randomica, ma proprio questa porta ogni tanto a comparire direttamente in bocca al nostro avversario: dopo un secondo e mezzo perderemo una sorta di alone protettivo iniziale … e poi moriremo uguale devastati dai proiettili.
Le modalità presenti sono un free for all, dove prendere armi dal terreno che cambiano il tipo di traiettoria dei proiettili, ma per le quali cambia poco, un cattura la bandiera, che con mappe così piccine è scarsamente utile, un raccogli i sacchi, con soldi che spawnano sul terreno da prendere per tempo, ed infine l’Idolo Dorato: raccoglierlo ci regalerà un’arma potentissima che spara anche attraverso i muri, e vincerà chi per più tempo sarà riuscito a tenersi in mano tale affare, rendendosi forse la modalità poco più divertente del gioco, fino a quando con collegherete che 1+1 dà risultato 2, e che quindi lo spawnare a random a 2 cm dall’idolo invece che a 5 m da questo potrebbe essere segno di sgravità.
Le mappe vogliono caratterizzarsi in modi diversi: quella dove si rompono i ponti, quella poco più labirintica, quella con muri alti, etc. , ma cambia poco se poi sono grandi quanto la schermata del tuo PC o poco più (ma si parla di millimetri): mi pareva di essere tornato alle scatoline dei Mighty Max, ma non mi pare una idea genialissima quella di farci dentro uno sparatutti multiplayer online (o anche locale, va detto).

Cat Balou

Ovvero la maestrina del gioco Bang!, che qui avrebbe giovato con la sua presenza. Sombrero è localizzato in italiano, ma con parecchie riserve del caso, portando ai classici momenti di ironia dove ci si ribalta dalla sedia per le scelte che si vedono. Invece poi che scartare una carta qua si tende a scartare tutto il gioco: sono comparsi infatti ogni tanto degli strani bug, del tipo creare una partita e non riuscire ad accedervi se non dopo 3 o 4 tentativi. Una volta fatto, penetrate in quella fortezz… ah no scusate, quando inizio la frase così penso sempre al primo Commandos, dicevo, una volta fatto, il buon dr. Luongo non riusciva a muoversi, e dopo numerosi test si è capito che si fosse creato un conflitto strano per il quale io mi muovevo ma lo vedevo fermo, mentre lui non riusciva a muoversi, ma premendo il tasto di salto vedeva saltare me. Se saltavo, vedeva momenti psichedelici stravaganti, che assommati agli effetti in tempera quasi del comparto grafico, portavano all’allucinazione da peyote.

Valutazione

Grafica 65%
Sonoro 50%
Giocabilità 47%
Carisma 47%
Longevità 40%
Final Thoughts

Questo Sombrero è una occasione mancata dei giochi ad arena: spazi troppo piccoli, velocità di gioco frenetica e poche caratteristiche tutte sue, lo hanno portato ad entrare velocemente nel dimenticatoio del mondo Steam. Difficile reperire gente, nessuna possibilità di bot nel 2017 (seppure gli sviluppatori interpellati da qualcuno al proposito si siano lasciati andare ad un "ah già, quasi quasi mo li facciamo" a gioco PUBBLICATO) e qualche buggettino stravagante fanno veramente pensare ad una eccessiva velocità di sviluppo. Poteva davvero essere carino e nulla più di un passatempo da mezz'ore, ma così è uno dei tanti, ed il commento unitario resta un "bff".

Overall Score 49%
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