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Speciale Comicon Gamecon – tra Cosplay Challenge e fomento estremo


E dunque è calato il sipario sul Napoli Comicon Gamecon 2012, evento fieristico che ha raccolto appassionati di fumetti, giochi di varia natura e fomentati vari sotto i capienti padiglioni della Mostra d’Oltremare di Napoli. Ovviamente Gamerscritic.it era lì, incarnato dalla persona fisica dell’apoteotico Giuliano Luongo, poco sapientemente infiltratosi tra la folla pronto a cogliere gli aspetti più – ma soprattutto meno – interessanti di cotanta grandiosa kermesse. Ovviamente ancora non sappiamo cosa significhi kermesse, né abbiamo scoperto chi minchia fosse Paolo Eleuteri Serpieri. Oh, e se non l’avete fatto, date una scorsa a parte uno dello special sulla fiera, sempre su questo sito.

One way in…

Foto probabilmente scattata all'area dedicata a Martin Mystère, ma non ci giurerei

Se da un lato la Mostra d’Oltremare si rivela una location di gran lunga meno suggestiva di Castel S. Elmo, è indubbio negare che la quantità di spazio vitale che essa può offrire è piacevolmente sorprendente: grandi aree, poco soffocamento, poche craniate forzate contro pareti ultracentenarie. L’enorme piazzale esterno lasciava respiro alla pur lunghissima coda di visitatori, mentre il cortile interno – con tanto di fontana – forniva un’ottima valvola di sfogo agli appassionati che volevano godersi aria fresca e una seduta sul prato tra un evento all’altro. E così, pieno di curiosità, mi sono trovato il pomeriggio di sabato 29 a pochi metri dall’ingresso stampa, bardato di accredito e braccialetto stampa e pronto all’ingresso. La mole di gente in fila per l’ingresso “standard” era davvero impressionante, ma impallidiva di fronte alla marea umana trovata all’interno: una marea comunque gioiosa e arrapata per acquisti ed eventi…senza contare la grande percentuale di cosplayer, che hanno arricchito con colore e sapide interpretazioni anche le semplici passeggiate tra gli stand. E l’Iron Man cartonato era a dir poco E-P-I-C-O.

Settori vari

Fumetti svizzeri su post-it. E il WTF partì sonoramente...

Ad accoglierci all’interno della fiera vi era il canonico sportello “Info”, pieno di depliant, mappe dettagliate e cartuscelle varie, nonché ravvivato da alcune hostess che con gentile cortesia rispondevano “boh” e “chieda alla collega” a molti dei miei sconnessi quesiti. Superato questo doveroso – quanto utilerrimo – checkpoint, ad accogliermi c’erano le prime sale espositive, interamente dedicate al fumetto d’autore…sapete, quello orrendamente brutto a vedersi e scritto da nomi misconosciuti, che su molti ha comunque un ascendente particolare. Degna di nota un’area interamente dedicata a Melinda Gebbie, nota per le sue compagnie coniugali con l’ipetricotico Alan Moore, nonché la presenza di macchine da scrivere riconducibili a tali noti autori britannici. Superate queste prima stanze, si giungeva subito al sodo: i primi stand espositivi dei privati: ad accoglierci c’erano collezioni di gashapon ed action figures storiche, alternate da antiquari del cinema ricchi di locandine e poster d’epoca, che dopo lunghi passi lasciavano il posto a venditori di dischi – sia colonne sonore storiche su vinile di film occidentali che soundtracks dei classicissimi della Squaresoft.  Un’altra parentesi espositiva ci si presentava sulla sinistra, piena di tavole storiche per commemorare i 30 anni di Martin Mystère – per non parlare dei props genuinamente riprodotti e dai noi fotografati. Era presente, come annunciato, un sobrio omaggio al recentemente scomparso Moebius, che tra l’altro era stato ospite dello stesso Comicon poche edizioni or sono.

Chissà se le galline erano in 3x2...

Tornando al settore vendite, grande spazio era occupato dalla coloratissima – nonché ignota nelle produzioni – GG Studio, proprio accanto allo stand della DC Comics, che sembrava un caseggiato difeso dalle statue a grandezza naturale di Superman e Batman, intenti a vegliare sul mega reboot del loro universo fumettistico. Inutile dire che più ci si addentrava, più il contatto con la cosiddetta realtà si assottigliava, con la folla che aumentava, l’ossigeno che peggiorava e i cosplayer che aumentavano come funghi – e c’era pure un Paul Phoenix di Tekken con i muscoli fatti con i palloncini. Nel cuore della struttura, ogni negozio online famoso (e anche meno) aveva il suo stand stracolmo di roba, con il popolo che acquistava tutto quello che non fosse inchiodato – tra i gadgets migliori ricordiamo il borsellino-rana di Naruto e i loghi Autobot/Decepticon da incollare all’auto o alla moto. Ovviamente il settore ludico (e video ludico) cercava di non sfigurare. La Nintendo ha montato uno stand con una ventina di 3DS in prova, per testare Super Mario Land 3D, Rythm Thief, One Piece qualcosa e Kid Icarus. C’era una piazzola tutta dedicata a Mario Kart per il torneo tour nazionale, con tanto di riproduzione del trofeo gigante, più una piattaforma per truzzi con Just Dance da testare – senza parlare della possibilità di provare il nuovo Project Zero e Pandora’s Tower, entrambi bellini per mia esperienza diretta.

PC sobrio e giovin giocator in soggezione.

Meno ingombranti le altre case di produzione, quasi in sordina e “mascherate” sotto le bandiere della ESL – con tanto di palco dal quale sbeffeggiare gli avversari battuti in torneo – e della Major League Gaming, che offriva pure succhi di frutta ai partecipanti. Mentre valutavo il tentativo di imboscarmi in una tenzone per scroccare cibi e generi di conforto, venivo distratto da fantastiche offerte commerciali come il “2 katane al prezzo di una” lanciato con tanto di grido “è arrivato l’arrotino”. Il mio roteare casuale – e sempre più appesantito dai gadget inutili acquistati, che rendevano la mia apparenza similare a quella del Cavaliere d’Oro della Bilancia – mi ha portato anche a notare un’ottima presenza di boardgames – altresì detti giochi da tavolo – testabili a piacimento a fronte di una presenza minore di wargames e giochi di miniature, leggermente in sordina rispetto a edizioni passate. Oppure io ho sbagliato padiglione, boh. Tanto di cappello invece alla postazione coin-op autogestita creata da un appassionato, dove inserendo una moneta a piacere – tipo parcheggiatore abusivo (che poi comunque ti chiede 2 o più eurI) – si poteva giocare con un Commodore 64 con tanto di joystick a “mazzarella”. All’esterno vi erano gli stand delle associazioni ludiche, con i vampiri di turno che offrivano applicazioni (gratuite) di cicatrici e amputazioni varie, mentre i templari concedevano la possibilità di mazzurellarsi con armi da allenamento tipo american gladiators, solo che invece che su dei cuscinoni ci si schiantava sull’asfalto.

EVENTI

Da questa immagine risalta ottimamente la pettinatura della danzatrice.

Ma tra tutte queste piacevoli follie non dobbiamo dimenticare gli eventi e gli ospiti speciali di quest’anno. Potrei parlarvi per ore dell’anteprima di Hunger Games, film evento dell’anno…ma andasse a quel paese, noi vogliamo i cosplayer e le lap dancer tecnonipponiche! Ma andiamo per ordine: già dal primo giorno, il pomeriggio è stato allietato dalla cantante Eriko, che si è esibita live sul palco all’aperto, seguita poi dalle Tokyo Dolores, un gruppo di lap dance messosi in mostra già qualche tempo fa per una nota performance in metropolitana. Lo spettacolo è stato a dir poco accattivante, per rendervene conto vi basterà dare un minimo sguardo alle foto – sguardo che darete TENENDO LE MANI BENE IN VISTA. Le ragazze si sono esibite anche il giorno successivo, durante il break della gara di cosplay, in uno spettacolo di danze in kimono.

 

Hunk mitraglia il pubblico con serenità

Grandissimo pubblico – e forse ancor più grande partecipazione di concorrenti – l’ha ricevuta la tappa del Cosplay Challenge, il cui vincitore/trice ha beccato un gettone di partecipazione alla gara europea. Dopo le lunghe e faticose preselezioni avvenute durante la mattinata, il pomeriggio ha visto sfilare una quantità incredibili di cosplayers…e l’evento ci ha mostrato quanto sia grande la presa di Assassin’s Creed e di Ezio Auditore in particolare sul pubblico video ludico. Abbiamo assistito al giuramento dell’Assassino, a Ezio con lama da polso homemade, a Ezio con macchina volante riprodotta in legno e metallo, a tutta la messa in scena dei momenti salienti di TUTTI gli episodi principali dei vari capitoli della serie, con tanto di voce narrante di Desmond sullo sfondo e più di 20 cosplayers a lavorare assieme in un solo team. In tema di performance di gruppo, ottimi anche i combattimenti tra personaggi della serie Bloody Roar e del team di Tekken, con Mokujin giunto al trionfo sui vili avversari. Applausi – con lo speaker quasi commosso – per il gruppo che ha messo in scena i momenti più belli delle opere di Hayao Miyazaki, che come per magia prendevano forma da un grande libro portato sullo sfondo del palco. Ma i props sono andati anche oltre: la ciurma di One Piece ha portato sul palco una nave pirata in miniatura, Vincent Valentine aveva la sua Lucrezia incapsulata e c’era persino un necromorfo riprodotto con colla vinilica – nemmeno Giovanni Muciaccia avrebbe fatto meglio (a proposito, c’era pure un cosplayer che lo impersonava, ma fuori gara).

Conclusioni

…e, francamente, ci sarebbe ancora tantissimo da dire, ma ogni articolo ha un limite. A mo’ di considerazioni conclusive, va detto che la “formula” unica che ha accorpato le due fiere e – finalmente – le ha anche situate nella stessa location si è rivelata vincente. Fiera enorme, ospiti di livello, tantissima roba da comprare. Come avete visto, non ho sparato nemmeno una mala parola – conoscendo i miei standard, potrete capire che non scherzo quando dico che è stata una manifestazione ben riuscita, con ben 50mila biglietti staccati. Rimaniamo in attesa della prossima, per ora continuiamo a goderci il fomento residuo di cotanto lungo weekend. Ah, un po’ pazienza e vi aggiorno l’articolo con cotanta gallery con altre foto!

 


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