PC, Recensione

Spellforce 2: Demons of the Past – Recensione


Mind Over Matter Studios

Sviluppatore

Nordic Games

Publisher

Strategico

Genere

Cari amici della strategia con spruzzate di ruolo (pensavate che stessimo per scrivere “di merda”, eh? Malpensanti!), benvenuti a un nuovo episodio della saga di Spellforce: stavolta ci tocca prendere in esame Spellforce 2: Demons of the Past, espansione stand-alone che chiude (sembrerebbe) la trama iniziata taaaaanto tempo fa. Come sarà andata a finire? Vediamo un po’, dopo il consueto RVM:

Demoni del passato – in tutti i sensi !

spellforce 2 demons of the past 3Spellforce 2: Demons of the Past è l’ultima (in teoria) uscita della longeva serie di strategici con elementi rpg uscita ai tempi che furono sotto etichetta JoWood, casa germanica nota per produrre giochi di qualità ottimizzati da un criceto alcoolizzato e per avere problemi finanziari indicibili.

La storia di Demons of the Past è un diretto seguito di quanto visto durante la caterva di espansioni e mission pack di genere di Spellforce 2, con un simpatico twist: niente riassunto delle puntate precedenti e pernacchia a tutti quelli che poco o nulla sanno dei titoli precedenti, con conseguenti problemi di coinvolgimento nella trama e, in generale, in tutto ciò che fa da contorno al gameplay “liscio”. Iniziamo bene. In ogni caso, a quanto pare bisognerà prendersi a botte con i demoni di Zazhut (che pare una roba stile “il guardia di porta”) mentre gli dei si disinteressano alle nostre sorti nonostante l’avvicinarsi della battaglia finale. All’incirca.

Puntando e cliccando

spellforce 2  demons of the past 1Non avendo capito niente della trama (abbiamo giocato i precedenti e ci sono pure piaciuti, ma siamo rincoglioniti di brutto) passiamo dunque al gameplay. La ricetta di gioco è quella classica, anzi di più. Le missioni, intervallate da cutscenes “statiche” disegnate con voce narrante in sottofondo (giusto all’inizio) o dinamiche con grafica ingame vetusta, ci vedranno al comando di un eroe/eroina (sceglieremo sesso e facciazza all’inizio del gioco) e delle sue truppe, da “produrre” e comandare con il canonico sistema mouse più tante belle hotkeys amate dai pro e mai usate dalle persone normali o medio-normali. A seconda dei casi, saremo chiamati a superare missioni in cui avremo la possibilità di costruire edifici e potenziare mano a mano il nostro esercito e altre in cui dovremo arrivare alla fine con uomini e mezzi limitati…anche qui materiale classico ma di base sempre interessante, con qualche piccola variazione per mantenersi allegri. Gli elementi ruolistici ci permetteranno di gestire la crescita del nostro alter ego con la canonica progressione in abilità e competenze di genere, onde reagire al meglio alle differenti sfide davanti alle quali ci troveremo.

Di base, sarebbe potuto andare tutto liscio, complice anche una longevità più che buona e discretamente proporzionata al prezzo di listino. Purtroppo, quello che colpisce già dopo alcune battute di gioco (un attimo, un attimo, ai problemi tecnici ci arriviamo nel paragrafo di dopo) è il fatto che il gameplay abbia una certa aria di…scalibrato, grazie a missioni dalla difficoltà quantomeno casuale e nemici piazzati con poco criterio. Nonostante queste generali asimmetrie Demons of the Past non è spiacevole da giocare, ma dà un generico feeling di “mezza cottura”, di gioco di base interessante – nonostante ci sia bisogno di tecnologia aggiornata – ma scagliato sul mercato senza criteri di genere, sacrificando l’ottimizzazione in favore di…di…boh, avere un altro gioco sugli scaffali in attesa dell’uscita di Spellforce 3 (ma non era meglio fare uscire un’espansione programmata bene e aprire come si deve la strada al nuovo episodio? Resteremo col dubbio).

Demoni del comparto tecnico

SpellForce 2 demons of the pastL’impronta JoWood si vede tutta quando andiamo ad affrontare il comparto tecnico. E sì, qui c’è la spruzzata di materia intestinale di scarto cui abbiamo fatto riferimento nelle righe introduttive. Nonostante sia fondamentalmente un gioco del 2006, e quindi tecnicamente facile da gestire per macchine odierne (almeno sulla carta) Spellforce 2: Demons of the Past funziona alquanto male, e il bello è che pare “interpreti” diversamente varie configurazioni di PC dando adito a bug alternativi e crash di genere di difficile interpretazione. Qui in redazione, con la nostra canonica buona sorte, ci è toccato tentare di installare il gioco 5-6 volte prima di poterlo provare…problema proprio alla radice, visto che a bloccarsi era direttamente il download da Steam! Per il resto, nonostante i requisiti di sistema bassini, il gioco pare poco ottimizzato e prono a rallentamenti senza eccessiva cognizione di causa. La stabilità generale sembra essere bassa, e vi basterà fare un giro sui tanti forum attivi su internet per notare come gli utenti siano incappati in vari bug durante le prime ore di gioco – noi ci siamo limitati a riscontrare di prima mano una generica tendenza all’inceppo, come accennato poc’anzi.

La grafica mostra tutti i suoi otto anni, e forse una spanna sotto anche al recente Faith in Destiny (e qui non si capisce cosa sia andato storto, visto che in teoria dovrebbe essere tutto uguale). Il gioco inoltre si rivela pesantuccio nonostante non è che ci siano tutte queste maraviglie da far girare.

Il comparto sonoro si rivela invece buono: la musica in particolare dà quel bel feeling epico adatto ad accompagnarci nelle canoniche battaglie contro le buzzurre forze del male. Sobrio invece è il doppiaggio.

Valutazione

Grafica 50%
Sonoro 76%
Giocabilità 56%
Carisma 50%
Longevità 72%
Final Thoughts

Spellforce 2: Demons of the Past è un titolo che, nonostante l'età, avrebbe avuto molte carte in regola...le quali però finiscono parzialmente nel lungo tubo della fecale a causa di problemi tecnici inquietanti e un generale feeling di "prodotto che non era in condizioni di essere pubblicato". Se siete fan della serie, in attesa di un "vero" nuovo Spellforce, valutate bene l'acquisto, magari assicurandovi che siano uscite tante belle patch correttive.

Overall Score 60%
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