Starcraft II: Legacy of the Void News

StarCraft II: Legacy of the Void – Recensione


Blizzard Entertainment

Sviluppatore

Blizzard Entertainment

Publisher

RTS

Genere

Tutte le cose devono giungere ad una fine, anche quelle più belle e oggi parliamo della fine di una delle saghe più amate di tutti i tempi: Starcraft.
StarCraft II: Legacy of the Void è l’espansione finale di StarCraft II e va concludere l’epica storia iniziata 17 anni fa, con quello che sembrava un RTS cone gli altri ma si rivelò invece un gioco in grado di cambiare per sempre il volto degli RTS e del gaming. Le innovative meccaniche di gioco che introducevano tre razze giocabili dotate di edifici e unità completamente differenti, e la trama, che potrebbe rivaleggiare tranquillamente con quella di romanzo o di un film, ne decretarono il successo facendolo divenire un best seller prima, e un simbolo e uno dei massimi esponenti nel campo degli e-sports dopo. Il binomio Starcraft-Korea non ha bisogno di essere spiegato a chi conosce un minimo l’universo del gaming. Tutti gli altri si facciano un giro su google scrivendo quelle due parole cosí come le ho scritte io: vi si aprirà un mondo ve lo garantisco.

StarCraft II: Legacy of the Void

Qualunque giocatore di vecchia data avrà avvertito una fitta di nostalgia di fronte a questa schermata.

StarCraft ha sempre avuto un nutrito numero di fan (non tanto quanto alcune produzioni odierne, ma i videogame non erano ancora il media che sono oggi) e tutti esultarono di gioia quando nel 2007 fu annunciato StarCraft 2, salvo poi strapparsi i capelli nel 2008 quando Blizzard annunció che sarebbe stato un gioco in tre parti. Una campagna per ogni razza dissero, per un totale di un gioco base e due espansioni. Players e stampa specializzata scatenarono una vera e propria bufera di critiche e accuse sulla casa statunitense: la accusavano di voler sfruttare un loro brand famoso per farci più soldi possibile. Ma SCII: Wings of Liberty mise a tacere tutti. StarCraft era di nuovo fra noi, più bello che mai, con una trama appassionante e un multiplayer esaltante come il suo predecessore. Vendette tre milioni di copie nel primo mese dopo il lancio. Tre anni dopo il successo fu doppiato con Heart of the Swarm, altro successo clamoroso di cui potete leggere la nostra recensione a questa pagina: StarCraft II: Heart of the Swarm – Recensione.


Sono già passati due anni da allora e senza che nemmeno ce ne accorgessimo è arrivata Legacy of the Void. Con un misto di esaltazione e sensazione di perdita imminente, oltre un milione di giocatori hanno comprato questa espansione al lancio e si sono buttati in quest’ultima corsa verso la fine di un’epoca. Il mondo ne ha parlato poco, preso com’è da Fallout 4 (che di copie al lancio ne ha vendute 12), ma non importa, va bene così. StarCraft non è mai stato un gioco per le masse e mai lo sarà. Appartiene ad un genere particolare che non andrà mai incontro al gusto del grande pubblico, soprattutto ora che quel pubblico è composto da persone che non hanno mai giocato con mouse e tastiera. La sua colpa non è di essere un gioco elitario, per pochi eletti, perchè StarCraft puó essere goduto da tutti, pro-gamer e no. C’è chi ci gioca per scalare le classifiche del comparto multiplayer, chi ci gioca per la sua magnifica trama, e chi per entrambe le cose, ed è proprio questo il bello. StarCraft in qualsiasi modo lo si giochi è un capolavoro, e sto parlando anche di quest’espansione. Ma elogiare senza fornire delle motivazioni è inutile giusto? Per cui ecco perchè StarCraft II: Legacy of the Void ( da ora in poi LotV) è un capolavoro. Iniziamo dalla trama e dalla sua…

Epicità

StarCraft II: Legacy of the Void

Artanis e Selendis osservano mentre osservano Aiur, poco prima della sua riconquista. E’ solo l’inizio, ma è già dannatamente epico.

La parola che fa da titolo a questo paragrafo riassume perfettamente la storia di LotV in sette lettere. Fin dalle prime missioni è tutto permeato da un’aura da poema epico che rende ogni cutscene, ogni dialogo, ogni scontro, qualcosa di speciale. Sarà forse che i protagonisti sono Artanis e i suoi Protoss, un popolo fiero e per cui l’onore è una componente imprescindibile della cultura e del singolo individuo, ma davvero: raramente ho incontrato in un videogioco una trama così densa di avvenimenti capaci di esaltare il giocatore per la loro drammaticità e spettacolarità. Se Heart of the Swarm aveva puntato sull’approccio emotivo, ponendo Kerrigan e i suoi conflitti interiori al centro della narrazione, qui troviamo una storia costruita attorno a scontri e battaglie ammantate di disperazione e speranza, miscelate a momenti introspettivi in cui i nostri eroi si interrogano sulle scelte fatte, ma senza scendere troppo sul “personale”. I nostri non hanno tempo di interrogarsi troppo sulle loro decisioni perchè farlo significherebbe esitare, e esitare contro il nemico che stanno affrontando non è permesso. Il ritmo è quindi incalzante, serrato, quasi da serial d’azione, ma nonostante questo gli sceneggiatori sono comunque riusciti a infilarci dei dialoghi che rendono Artanis e compagni più veri e “umani”, complice anche un character design azzeccatissimo e l’ottimo doppiaggio (sia italiano che inglese). Senza spoilerare niente vi dico solo di prepararvi anche a dei colpi di scena non da poco. Dal punto di vista narrativo si tratta di una degna e spettacolare conclusione: non potevamo volere niente di più.

La fine di tutto

StarCraft II: Legacy of the Void Lancia di Adun

Il nuovo centro di comando: La Lancia di Adun. Questa imponente nave Protoss ha un ruolo centrale anche durante le missioni.

Parlando del gameplay della Campagna il gioco propone una ventina di missioni. Quanto tempo ci metterete a completarle dipende dalla vostra abilità, ma anche dalla difficoltà a cui sceglierete di giocare. La differenza fra Normale e Difficile si sente, per non parlare della difficoltà Brutale, per i veri esperti. Tenendo conto di cinematic e filmati in-game il gioco può arrivare a durare dalle 7-8 fino alle 15 ore, salvo poi aggiungere un paio in più se non siete riusciti a portare a termine le sfide necessarie per ottenere alcuni “achievement”. Si tratta di cose come “Elimina tot nemici con una data unità”, “Impedisci che la salute di Zeratul scenda sotto un certo numero” da svolgere in determinate missioni. Come tutti i “trofei” non servono a nulla se non ad accrescere il vostro prestigio come gamer e fare i fighi con gli amici (che è sempre cosa buona e giusta). Gli obiettivi veri e propri invece funzionano con la stessa formula a cui ci hanno già abituato Wings of Liberty e Heart of the Swarm. Ci sono quelli quelli principali, necessari al completamento della missione, e quelli secondari, necessari a garantirsi un maggior numero di punti spendibili per i potenziamenti delle unità. In LotV le unità sono migliorabili nella sala del Concilio di Guerra della Lancia di Adun, una gigantesca nave progettata per essere una vera e propria “arca” da usarsi in tempi di necessità per il popolo Protoss e che svolge il ruolo della Hyperion di WoL e del Leviatano di HotS. La nave è dotata di tecnologie avanzatissime che le permettono di poter fornire spazio e sostentamento per un’intera armata.

StarCraft II: Legacy of the Void

Per tutte le unità esistono tre possibili versioni, ognuna con caratteristiche peculiari che si ripercuotono sul gameplay. Quali usare in battaglia spetterà a voi.

Questa volta i potenziamenti delle unità sono abbondanti e reversibili: procedendo con la trama si arriva a poter scegliere fra tre diverse versioni di ogni singola unità, ognuna dotata di caratteristiche peculiari. Farà la gioia dei fan di lungo corso il fatto che alcune delle versioni modificate non sono altro che vecchie unità comparse nello StarCraft originale e in Brood:War. Le Fenici ad esempio possono essere cambiate in Corsaro, i Colossi in Saccheggiatori, gli Stalker in Dragoni. Rivedere queste vecchie unità realizzate con i bellissimi modelli 3D odierni è una vera emozione, ve lo garantisco.
Altro luogo visitabile della Lancia è il Nucleo Solare, centro energetico della Lancia di Adun che porta questa base mobile nel cuore dell’azione: da lì è difatti possibile selezionare delle “abilità” della nave da utilizzare in combattimento come supporto sul campo. Si passa dalla possibilità di poter evocare dei Piloni in qualunque punto della mappa, fino a veri e propri attacchi orbitali in grado di obliterare all’istante gruppi di nemici. Inoltre è possibile assegnare energia anche a quelli che vengono chiamati Sistemi Ausiliari, che forniscono dei bonus permanenti a rifornimenti, tempo di costruzione e velocità di ricarica degli scudi. Si tratta di preziosi aiuti che molte volte vi serviranno per sopravvivere alle missioni più toste.

StarCraft II: Legacy of the Void

Il Ponte di Comando della Lancia di Adun offre una panoramica delle varie location dove si svolgono le missioni.

Infine c’è il Ponte di Comando da dove si scelgono e si avviano le missioni da una mappa stellare olografica. Affiancando Artanis nella sua battaglia si tornano a visitare luoghi storici della Lore Starcraftiana, e anche molte location inedite. Le porzioni di questi posti che ci vengono mostrate sotto forma di mappe in game sono tutte estremamente varie e curate. Si attraversano foreste, complesse strutture dall’aspetto tecnologico, antichi templi, tutti perfettamente credibili e ricchi di particolari che li rendono vivi e verosimili. Grandi soddisfazioni anche dal punto di vista del level design: ogni mappa è diversa dalle altre per struttura e i ragazzi della Blizzard sono stati in grado di inserire al loro interno gli obiettivi di missione in maniera tale da porre delle sfide strategiche sempre diverse. Anche La varietà di compiti da completare è ottima, decisamente superiore a quella di HotS, anche se non si discosta più di tanto dai canoni del genere RTS, come scortare un obiettivo, mantenere il controllo simultaneo di varie zone, resistere ad assalti nemici per un periodo di tempo. Particolari, come sempre, le missioni in cui ci viene chiesto di controllare loro, i protagonisti, gli Eroi del gioco, sfruttando le loro abilità peculiari per sterminare gruppi interi di avversari. Sono missioni che contribuiscono a creare ancora di più un senso di legame con i già perfettamente caratterizzati personaggi principali.

Tutti insieme a costruire e a massacrarsi

StarCraft II: Legacy of the Void Zagara

Le Missioni Cooperative permettono per la prima volta di affrontare delle missioni con obiettivi contro l’I.A. in maniera simile a quanto accade nella campagna.

La campagna è dunque una componente imperdibile di questo gioco, ma cosa dire del multiplayer? La cosa che più interessa ai progamer e che ha reso così celebre questo franchise. Iniziamo dalle novità più grosse: la modalità Arconte e le Missioni Cooperative.
Nelle Missioni Cooperative i giocatori devono collaborare per completare gli obiettivi di 9 mappe, in maniera analoga a quanto succede nella campagna. Ogni giocatore sceglie un Comandante, scegliendo fra due disponibili per razza: Raynor e Swann per i Terran, Kerrigan e Zagara per gli Zerg e Artanis e Vorazun per i Protoss. Ogni Comandante è dotato di una barra dell’esperienza che si riempie completando le missioni e ad ogni level up si guadagnano nuove abilità o unità da poter utilizzare negli scontri.
La modalità Arconte è forse la più geniale delle aggiunte di tutto il gioco. Due giocatori sfidano altri due giocatori, ma il bello è questo: ogni coppia controlla una sola base. Esatto, in due bisogna gestire la produzione e lo schieramento delle truppe di una sola base. UNA SOLA. Questo spalanca le porte ad un mondo nuovo di strategie e tattiche come mai niente altro aveva fatto in uno strategico. Pensateci: nelle prime fasi uno dei giocatori cura l’economia, mentre l’altro si occupa di scoutare e poi insieme, nelle fasi avanzate del gioco, possono dare vita a degli attacchi combinati da zone multiple in modi che un solo giocatore non potrebbe mai fare. Già questa modalità è stata usata da dei professionisti in eventi come i Red Bull Battlegrounds dando vita a partite spettacolari come non mai. E’ logico aspettarsi che gli verrà dato ampio spazio in tutti i prossimi tornei del gioco.

StarCraft II: Legacy of the Void 12 Lavoratori

Una semplice immagine che rende bene l’idea della differenza fra lo start dei match multiplayer di HotS e LotV.

E visto che parliamo di tornei spendiamo due parole sul multiplayer classico. Anche qui ci sono stati parecchi cambiamenti che andranno a modificare pesantemente il modo di giocare a Starcraft. Ogni razza può vantare due nuove unità fra le sue fila, ognuna delle quali può essere utilizzata come base per la creazione di nuove strategie. Sul bilanciamento di tali nuovi aggiunte non mi sento di sbilanciarmi (bel gioco di parole eh?), visto che sicuramente saranno soggette a cambiamenti e aggiustamenti in futuro, come accadrà per molte altre componenti del gioco, e anche perché non mi sento abbastanza esperto da fare previsioni sul loro utilizzo.
Il cambiamento che più balza all’occhio invece è la scelta di dotare i giocatori di 12 Lavoratori alla partenza del match.

StarCraft II: Legacy of the Void

Il reparto Multigiocatore competitivo propone i classici 1vs1, 2vs2, 3vs3, 4vs4 e la nuovissima modalità Arconte.

Questa scelta ha favorito un’accelerazione di tutta la fase di costruzione iniziale, facendo sì che si sia pronti alla battaglia diversi minuti prima di quanto non accadesse precedentemente. Questa “velocizzazione” non semplifica il gioco, lo rende solo più “frenetico” e costringe il giocatore a muoversi molto prima dalla sua base di partenza e cercare subito di espandersi per non esaurire le risorse troppo in fretta.Si tratta di un cambiamento non da poco, che mira a ridurre i momenti di “stallo” iniziali costringendo i giocatori a compiere delle scelte immediate e essere pronti al combattimento fin dai primissimi minuti. Insomma il gioco è cambiato, ma non ha perso la sua profondità, e siamo sicuri che coloro che saranno coraggiosi e pazzi abbastanza da lanciarsi nel mondo competitivo di StarCraft non ne rimarranno delusi. I veterani hanno già metabolizzato il cambiamento e sono lì in attesa di sangue fresco.
Quel che è certo è che si profila una nuova e spettacolare stagione per i progamer e gli appassionati di questo gioco.

Un edificio solido

StarCraft II: Legacy of the Void

Il gioco è in grado di supportare un grande numero di unità su schermo, senza che il framerate venga minimamente intaccato. Gli effetti legati ai vari tipi di attacco delle unità sono come sempre spettacolari.

Dal lato tecnico, non si registrano grossi cambiamenti rispetto a HotS. Gli sprite delle unità sono rimasti pressochè invariati, cosí come le animazioni in generale. La fisica sempre aver subito alcuni miglioramenti e ora le unità cadono e ragdollano in maniera più realistica. È bellissimo guardarle sparpagliarsi in pezzi a causa di un attacco orbitale della lancia di Adun. Va comunque precisato che si tratta di un RTS e che nonostante il motore grafico sia ormai leggermente datato, visivamente non c’è un altro gioco appartenente allo stesso genere che possa vantare una grafica così dettagliata e un framerate che definire granitico è dir poco. Il gioco mostra i muscoli  durante le cutscene fatte col motore in game che mettono in bella mostra i modelli dei personaggi. Questi sono tutti dettagliatissimi e con realizzati con abbondanza di poligoni, anche se a volte le texture risultano leggermente slavate, come se fossero in bassa definizione, ma si tratta veramente di dettagli trascurabilissimi. Impeccabili come sempre invece, le Cinematic che dimostrano ancora una volta il talento di Blizzard nel crearle. La qualità tecnica di questi filmati è impeccabile e sono come sempre uno spettacolo da guardare. D’altronde non mi viene in mente una sola Cinematic scadente realizzata da Blizzard in tutti i suoi anni di pubblicazioni. Dal canto audio ritroviamo tutti i suoni delle “canonici” della serie e una colonna sonora epica quanto i momenti che va ad accompagnare. Come accennato prima, il doppiaggio italiano è decisamente buono; da segnalare la performance di Lorenzo Scattorin che ci regala un Artanis davvero convincente.

 

Grafica 90%
Sonoro 100%
Giocabilità 100%
Carisma 100%
Longevità 100%
Final Thoughts

StarCraft II: Legacy of the Void non delude le aspettative: si tratta di un capolavoro sotto ogni punto di vista. La campagna è ricca di momenti spettacolari e emozionanti (confesso di aver rischiato le lacrime in una certa missione) ed è la degna conclusione di un'epopea durata 17 anni, capace di appassionare fan di generazioni diverse come poche altre serie possono dire di aver fatto. Il multiplayer è stato arricchito di nuove meccaniche e modalità che siamo sicuri ridaranno nuova linfa alla attivissima community del gioco e riusciranno ad attirare anche nuove reclute fra le fila dei progamer. Blizzard ce l'ha fatta ancora una volta e non ci resta che ringraziarla per averci regalato questa splendida serie di giochi. L'unica nota dolente è che ora StarCraft è concluso definitivamente. O forse no?

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