Strange Brigade Genere, PC, Recensione

Strange Brigade, l’allegra brigata dei pestamummie – Recensione


Rebellion

Sviluppatore

Rebellion

Publisher

Action, Sparatutto

Genere

Andare sempre a mangiare al ristorante è bello, ma con il tempo oneroso, ed anche un po’ noioso: ogni tanto quindi è buono e sano andare in qualche trattoria imboscata nei boschi, a sfondarsi di grigliatone e polentate.
Ma perché tutto ciò se siamo in Egitto, direte voi miei attenti lettori?
Perché questa è l’anima di Strange Brigade, titolo che fa proprio della sua l’essere un gioco incredibilmente old school: senza pretese, trama abbozzata ed un sacco di ignoranza sparacchiona tutta intorno.

LE INCREDIBILI VICESSITUDINI DEGLI NOSTRI INTREPIDI EROI!

Strappa un sorriso il fatto che tutto il gioco sia ispirato ai film di avventura degli anni ’40, e per tutto intendo non solo per le trame asciutte (i nostri 4 eroi sono la Strana Brigata, si muovono in dirigibile da uno scavo archeologico ad un altro abbattendo non morti a fucilate, e questa volta devono vedersela con lo spirito di una temibile regina egizia non propriamente gentile), ma per le intere atmosfere che permeano il titolo… e parlo pure di audio!
Le musiche risuonano dell’epoca, ed ok, ma l’accompagnamento più divertente è la voce in stile “istituto Luce” che segue tutte le nostre vicessitudini prima e durante la partita stessa, commentando in modo sempre fiero e ardimentoso le nostre azioni. Vi faccio esempio repentino: riusciamo magari ad evitare il colpo in faccia di uno scheletro zozzone con una capriola all’indietro? Ecco che poco dopo sentiremo il narratore esordire con un “Ah, per uno Strange Brigader non c’è niente di più facile che usare la sua grande agilità!”. Potrebbe diventare snervante con il tempo, vero anche questo, però non so come riesce sempre nello strapparmi un sorriso. Così come peraltro mi ha portato alla risata convulsa la prima volta che ho capito certi aspetti del gameplay, ma ci si arriva tra poco. Plauso finale alla fantasia degli sviluppatori, che dopo avere esaurito il Manuale dei Clichè Egizi TM (mummie, scheletri, non morti agghindati, sacerdoti, soldati, gatti e divinità con fogge di animali che portano al sorriso gli amici del Veneto), si sono messi a fare un mescolone che ha tirato dentro persino i pirati caraibici, classici predoni del Nilo e del Mediterraneo (eh sì, lo so che erano anche lì, ma parlo proprio di quelli con la gamba di legno, il cappello con il teschio ed i vari ohohohedunapintadirum).

DOVREBBE STARE IN UN MUSE… BLAM! OK, NO.

I nostri quattro amici sono piuttosto ben separati da diverse abilità, e la loro scelta influenzerà il modo in cui si voglia giocare, seppur questo sia dotato di, come si diceva, una abbondante dose di ignoranza. Si corre, si spara, si rotola e ci si cura, con una dotazione di un paio di armi più forti come fucili e balestre, una pistola (a scelta tra alcuni tipi) ed una granata/esplosivi, slash necessario dato che si passa come niente dai patatoni verdi con spoletta più tradizionali a mine antiuomo (che equivalgono a tirare una ciabatta di pane che detona appena tocca il pelo di una benda di un nemico), pallozzi appiccicosi che manco Worms, ed i sempreverdi candelotti di dinamite, che o innescheremo con un colpo o esploderanno di conto loro per magia magica dopo qualche tempo.
Prima di tornare sugli scontri a fuoco, ci sono però altre due cose da tenere in ballo: l’una è sicuramente l’inserimento di qualche minimiiiiiissimo sorta di enigma, spesso legato allo sparare in posti precisi a tempo, l’oramai rompiballevole “sposta la luce con gli specchi e direzionala”, che ci è rimasto attaccato persino in perle della guisa di Day One Garry’s Incident, ma pure qualche pannello nascosto secondario, con prove alla Layton dei poveri di logica e memoria da risolvere a pistolettate; trovo interessante però che non tutti siano necessari, ma possano sbloccare tesori nascosti e bonus da applicare alle nostre armi a potenziamento.
Ci sono anche i classici oggetti nascosti, tesori da scoprire per potere completare un livello al 100%, in certe occasioni anche parlanti (es. le statue dei gatti che fanno MIAO intorno). Nostro scopo il trovarli e salvarli dalle nebbie del tempo per poterli no non è vero ci si spara contro.
Esatto.
Archeologi che abbattono le statue a fucilate per collezionarle.
Non so se sono io ma qualcosa non mi torna proprio del tutto.
Ma nuovamente il gioco stesso non si prende sul serio, arricchendo con il narratore commenti propri a tali azioni insensate (ad esempio “ahh pure io avevo un gatto una volta. UNA VOLTA”).
E giacchè si discorre di sparatorie, qui l’appetito di chi ne cerca sarà sopito: preparatevi a botte di orde di nemici che non vedevo dai tempi di Sam il Serio, e peraltro ognuno con un suo particolare punto di forza: guerrieri che si coprono con uno scudo, lanceri in grado di colpirvi da lontano, adoratori del dio Sole pronti a sputarvi fiammate in faccia, mummie lanciabende, uomini truccati da lemuri che compaiono e scompaiono nel fumo come dei ninja… per tutto il gioco in sostanza si ha l’impressione di essere in uno dei film della Mummia, solo più divertente perchè a sparare ci siamo noi.
Chiudo con la ciliegina sulla torta piramidale: in giro per livelli e scenari possiamo spesso trovare trappole da innescare a suon di proiettili, che se ben padroneggiate riusciranno a mettere in scacco (leggi: spappolare con viuleeenza per il pubblico meno edotto) interi gruppi di cadaveri rianimati, in un vortice di lame rotanti, spuntoni e fiammate.

DI CORSA, DI FORZA ED IN COMPAGNIA

Valore aggiunto, seppur non scevro di uguali parti di ignoranza, tutto ciò che sta oltre alla campagna, ovvero le modalità ORDA e TIME ATTACK. La prima ci mette contro le classiche ondate di nemici da risolvere una alla volta sempre più tenacemente, ma con qualche piccolo twist interessante, come decidere accuratamente come spendere i soldi trovati o guadagnati con le nostre uccisioni in trappoloni, armi, bombe e perfino allargamenti dello scenario. Tutto che scorre bene, finchè non ci si rende conto che dura quasi in eterno. Finiti tutti i livelli della parte 1, si passa alla 2 ed avanti così. Non ho avuto la pazienza dovuta ma… dopo 3 ore della stessa modalità nella stessa mappa, e quasi gli stessi nemici e punti di spawn per le armi… diciamo che i testicoli tentano di entare da sè nel vaso canopo.
Non male l’ultima modalità, che strizza l’occh… vabbè, che copia spudoratamente i Mercenari di Residenteviliana memoria, con mini missioni da risolvere nel minor tempo possibile, e cercando di eliminare tutti gli zozzoni lungo il percorso: più lineare, questo sicuramente, ma non poi così malvagia.
Ogni aspetto poi del gioco è valutabile anche in multiplayer (si trovasse qualcuno di più), per divertirsi con i nostri amici o farci insultare da sconosciuti polacchi in chat per la nostra scarsa capacità di headshot.

Valutazione

Grafica 83%
Sonoro 78%
Giocabilità 81%
Carisma 80%
Longevità 78%
Final Thoughts

Strange Brigade è un divertente passatempo sparacchione nel suo senso più profondo: un certo numero di nemici da abbattere a fucilate, capriole in ogni dove e trappole da sfruttare al meglio. Ciò non toglie che con il tempo si senta una certa ripetitività di fondo, ma il gioco stesso lo sa: da tenere lì, in quell'angolo del desktop adibito a quelle du sane sparate per scaricare il nervoso, tra mummie e sacerdoti sputanafta.

Overall Score 80%
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