symphony of eternity 3DS, Recensione

Symphony of Eternity – Recensione


Kemco-World Wide Software

Sviluppatore

Kemco

Publisher

Gioco di ruolo

Genere

Continua costante il flusso di jrpg da parte di casa Kemco che con fierezza porta giochi dal mondo mobile a quello console – 3DS in particolare, nonché in questa specifica occasione. A questo giro recensiamo Symphony of Eternity, e ne siamo davvero rimasti stupiti. In negativo.

Il fascino discreto della sinfonia

Symphony of Eternity è un jrpg di stampo classico, uscito originariamente per il mercato dei cellulari nel 2011/12 e rilasciato per 3DS lo scorso ottobre.

Dopo un breve prologo, durante il quale assisteremo alla fuga (causa rivoluzione incipiente) della principessa Laishutia, verremo “spostati” sui protagonisti. Vestiremo dunque i panni di Kreist, guerriero non solitario ma accompagnato dal golem chiacchierone e cornutazzo chiamato Dauturu. I due avventurieri sono alla ricerca dell’impronunciabile Regratlute, oggetto capace di concedere “ogni desiderio” al ritrovatore/trice…e che ovviamente necessita di un immane bordello per essere reperito e messo in funzione. Tra una scampagnata e l’altra, Kreist e Dautura incontreranno una misteriosa ragazza che POTREBBE essere la principessa di cui sopra: inglobatala nel party, continueranno in formato terzetto la loro lunga quest per l’agognato artefatto.

Come si può facilmente notare, Symphony of Eternity – seguendo il fil rouge delle altre recenti conversioni Kemco – si muove su di un terreno abbastanza sicuro, uno di quelli in cui è facile riuscire a mettere a segno una buona avventura senza troppi problemi. No? No.

Classicità

Il gameplay di Symphony of Eternity è di quanto più classico ci si possa aspettare: si viaggia per l’overworld da una città all’altra, si parla con la gente per fare acquisti&ottenere info su dove andare, si esplorano dungeon picchiando mostri dal grado di bruttezza variabile. I mostri di cui sopra sono visibili sulla mappa: l’atto di schiantarsi contro di loro a pietto ‘e palummo darà inizio al combattimento – a turni, come l’old school ci fa sempre apprezzare.

symphony of eternityDurante gli scontri avremo i tipici comandi da scegliere – attacco, skill, item, etc. – e i nostri personaggi attaccheranno/saranno attaccati secondo la velocità loro e dei nemici. Ogni tot di attacchi vedremo riempirsi la “break gauge”, che permetterà un attacco più fico in determinati momenti dello scontro.

A mazzate finite si prendono i soliti punti esperienza, con il livellaggio reso più personalizzabile dall’uso dei “tablet”, oggetti equipaggiabili che garantiranno un set di abilità specifico. Il cambio di tablet garantirà nuove skill pena la perdita delle precedenti, a meno che un tablet non sia stato “masterizzato” a furia di grindare a destra e a manca. Inoltre, ogni personaggio potrà potenziare le sue caratteristiche grazie all’uso di “merit points” ottenibili con l’esperienza. Per quanto riguarda l’equipaggiamento, ogni PG avrà i tipici 4 slot (arma, armatura e 2 accessori) – niente di particolarmente complesso, ma comunque basilarmente funzionale. In toto, sia il sistema di combattimento che quello di gestione dei personaggi sono alquanto sobri, non complessi ma comunque discretamente funzionali e capaci di evitare l’abbiocco critico dopo pochi momenti di gioco.

La trama scorre in maniera discreta, alquanto canonica ma non spiacevole. Anche sotto il profilo della longevità non siamo messi male, complice qualche piccola necessità di grinding per evitare un consumo eccessivo di pozioni&affini nei combattimenti più concitati.

Ordunque e orquindi, cosa potrebbe essere andato storto? Il paragrafo successivo fugherà ogni vostro dubbio al riguardo.

Ciofecosità

symphony of eternityA differenza degli altri titoli Kemco dove, seppur con i limiti del tool di origine, ci si trovava davanti a un comparto tecnico accettabile (oscillante dal “ben accettabile” all’ “accettabile al pelo”, per essere precisi), in Symphony of Eternity si finisce purtroppo con il proverbiale sedere per terra – e non è una terra morbida. Le beghe iniziano dal comparto visivo: le animazioni sono poco fluide e scattose, i ritratti dei personaggi sono sotto la media e le scelte cromatiche finiscono per bollire le pupille molto prima del previsto – l’effetto finale è quello di vedere dei colori sparati attraverso un fondo di bottiglia con occhi affetti da cataratta. Minzione (sì, con la “i”) d’onore al terrificante effetto “tremolio” che accompgna tutti gli spostamenti del protagonista, degno di Bugs Bunny Birthday Blowout al suo peggio. Aggiungendo peggio al peggio, bisogna purtroppo sottolineare la poca chiarezza della grafica in molti punti, dove elementi di scenario – tipo ostacoli o scale – finiscono per confondersi con il resto, complicando la navigazione e potenziando la bestemmiazione. Bestemmiamento. Vabbè, avete capito. In compenso, sulla overworld map sarà tutto enorme, manco fossimo in Art of Fighting. Boh.

La reattività dei controlli e il sistema di rilevamento delle collisioni sono due elementi che ci fanno pensare che gli sviluppatori avessero di meglio da fare durante questa conversione: i comandi sono poco reattivi, spesso facendoci sospettare delle condizioni di salute dei bottoni della nostra console; le collisioni farlocche ci vedranno inseguire gente per cercare di rivolgere loro la parola. Peggio ancora, finiremo per sbattere contro mostri non proprio vicini oppure girare intorno a tizi che vogliamo menare. Torna inoltre un classico delle conversioni Kemco: giochi creati per dispositivi touch che NON SUPPORTANO IL TOUCH SCREEN DEL 3DS. Andatevi a rivedere le altre recensioni di giochi Kemco sul nostro sito e capirete il perché di questa esternazione atipica in caps lock.

symphony of eternityAggiungiamo che il gioco è stato localizzato in italiano, ma a metà della traduzione il team preposto doveva forse andare in gita o affaccendarsi in altre faccende: molte frasi o comandi sono stati lasciati in inglese, il tutto per ingenerare una comica confusione degna dei primi imbarazzanti pdf di Age of Sigmar. Anche la traduzione “in sé” lascia qualche perplessità, facendo trasudare un che di arraffazzonato.

Chiudiamo con la nota positiva del comparto sonoro, dove tra musiche ed effetti sonori retrò si ottiene un risultato per fortuna gradevole.

Alla fine della fiera dunqe, capirete che Symphony of Eternity ha le carte per essere un discreto jrpg “liscio”, ma finisce per schiantarsi clamorosamente su di un comparto tecnico che definire “della domenica” è fargli un complimento. Da provare forse solo per curiosità, ma purtroppo sia gli appassionati che i curiosi si troveranno davanti a un tentativo di gioco davvero poco soddisfacente che non sfrutta le potenzialità della piattaforma sulla quale è stato convertito.

 

Grafica 32%
Sonoro 70%
Giocabilità 40%
Carisma 50%
Longevità 75%
Final Thoughts

Symphony of Eternity si rivela, in questa sua incarnazione 3DS, un mezzo passo falso. Nonostante una trama di base accettabile - e un gameplay altrettanto accettabile, nella sua classicità - finisce per mancare la sufficienza a causa di un formicaio di beghe tecniche. Peccato.

Overall Score 53%
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