PC, Recensione

Tanglewood – Recensione: Il 16 bit quello di una volta



Big Evil Corporation

Sviluppatore


Big Evil Corporation

Publisher

Platform Adventure

Genere

Tanglewood ci riporta direttamente negli anni 90, tenendo in vita la memoria del SEGA Mega Drive; ma basterà questo a renderlo effettivamente all’altezza?

C’ERA UNA VOLTA IN UNA FORESTA 16 BIT:

TanglewoodTanglewood è una foresta, un luogo pieno di meraviglie della natura, dove svariati animali prosperano sotto i raggi del sole che filtrano tra le foglie degli alberi. Tuttavia anche un luogo così pacifico riserva insidie, soprattutto di notte. E proprio nei panni di Nymn – un cucciolo dalle sembianze di una volpe – dovremo affrontare queste pericolose avversità.
Districandosi tra meccaniche platform e adventure, gli inglesi Big Evil Corporation hanno voluto debuttare omaggiando il SEGA Mega Drive. Infatti Tanglewood è da considerarsi a tutti gli effetti un nuovo titolo sviluppato appositamente per la console 16 bit giapponese. Può essere giocato tranquillamente su PC tramite emulatore (quello integrato su Steam o il Gens),
oppure rispolverando il nostro Mega Drive d’annata. Basterà caricare la ROM su una flashcard (una generica cartuccia everdrive con slot SD è sufficiente) et voilà, tutta la magia dei pixelloni e la palette a 64 colori schiaffata nei nostri vecchi tubi catodici, pronti a farci assaporare un po’ di sana old school a tre bottoni.

COSì VECCHIO, COSì NUOVO:

TanglewoodAd una prima occhiata il titolo di Big Evil Corporation richiama fortemente The Lion King del 1994. Bensì i due titoli si assomiglino per una certa impostazione e gusto artistico, sono ben differenti tra di loro. Come The Lion King anche Tanglewood vanta animazioni fluide e sprites dettagliati, incastonati in background curati e dai colori armonici. Tuttavia in Tanglewood
tutto appare meno sbavato e più moderno, il delay delle animazioni tiene conto di un’impostazione più armoniosa e meno rigida. Così come gli sprite delineati da tratti cartoon conferiscono un look più naturale e gradevole. A livello grafico non siamo tra le migliori produzioni Mega Drive, ma poco ci manca. Soprattutto grazie ai pregi citati poc’anzi Tanglewood riesce a essere un titolo incredibilmente d’impatto, conservando tutto lo splendore dei 16 Bit, arricchito da soluzioni estetiche più attuali e meno granitiche; se siete amanti della pixel art non potrete fare a meno di guardare estasiati ogni animazione del simpatico Nymn.

Il comparto sonoro invece ci ha convinti solamente a metà, se è vero che il mix di effetti sonori ambientali e musiche minimali scandite con il contagocce per aumentare il pathos delle situazioni clou è efficace, meno lo è la loro produzione. Gli effetti sonori appaiono un po’ troppo semplici o addirittura mancanti (vedi l’assenza di un qualsivoglia rumore durante un salto); mentre le musiche seppur di atmosfera e piacevoli non riescono a incidere come dovrebbero. A peggiorare la cosa c’è uno strano e sporadico loop che a volte tende a far continuare un tema anche fuori dalla schermata in cui si dovrebbe sentire o altre occasioni dove invece succede l’opposto e si possono udire brusche interruzioni delle musiche, restituendo davvero un pessimo feeling.

COLORI, MASSI E SCALE:

TanglewoodNymn si comanda come il protagonista di un qualsiasi platform, risultando veloce e reattivo. Tuttavia Tanglewood non è un platform puro, ma è più riconducibile a un’avventura 2D moderna tipo Ori and the Blind Forest; dove atmosfera e rompicapo sono gli ingredienti principali. Infatti più che abilità con i riflessi è richiesto l’utilizzo della logica. E’ un titolo dal ritmo compassato, che va assaporato a piccole sessione. Tuttavia questo non significa che sia un’avventura semplice: Nymn può rimetterci la pelle in svariati modi; tra trappole, enigmi, inseguimenti e animali famelici non c’è mai di che annoiarsi.
Pur non potendo attaccare il nostro animaletto potrà contare su tre differenti power up chiamati semplicemente “colors”: il colore giallo permetterà di planare in aree altrimenti
irrangiungibili, il colore verde di rallentare il tempo, mentre infine il colore blu placherà l’animo delle bestie selvatiche.

Il gioco offre 8 capitoli suddivisi in 28 livelli, però dobbiamo segnalare che non proprio tutti sono riusciti per inventiva, perché gli enigmi si ripetono in maniera davvero forzata.
Molto è lo spazio lasciato a questi piccoli puzzle basati sulla logica attraverso lo spostamento di svariati oggetti per ottenere un via libera per il prossimo schema. Tuttavia non sempre riescono a garantire un buon ritmo di gioco, appaiono purtroppo decisamente troppo monotoni e “lenti”.
Sinceramente ci aspettavamo qualcosa in più su questo versante, tutto sembra indirizzato al voler allungare il brodo per portare il contatore del tempo tra le 5/6 ore di gioco netti (che possono raddoppiare se deciderete di fare una nuova run per collezionare tutte le 168 lucciole sparse per gli stage). Dispiace perché con soluzioni di design più diversificate il tutto poteva addirittura raggiungere l’eccellenza.

Valutazione

Grafica 84%
Sonoro 76%
Giocabilità 78%
Carisma 83%
Longevità 79%
Final Thoughts

Big Evil Corporation sono riusciti a onorare una console fantastica come il Mega Drive grazie a un lavoro che non si limita a seguire blandamente l'effetto nostalgico, ma che invece propone qualcosa di completamente nuovo per la console 16 Bit della SEGA. Tanglewood nonostante qualche limite dovuto alla ripetitività degli enigmi riesce nell'intento di essere un titolo valido e unico nel catalogo Mega Drive. Per chi è cresciuto negli anni 90 con le pubblicità di Jerry Calà è una tappa obbligatoria.

Overall Score 80%
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