the 25th ward: the silver case PS4, Recensione

The 25th Ward: The Silver Case – Recensione


Grasshopper Manufacture

Sviluppatore

NIS

Publisher

Visual Novel

Genere

A tredici anni di distanza dal suo debutto viene rispolverato The 25th Ward: The Silver Case, remastered del sequel dell’eccentrica visual novel firmata Suda51.

CINQUE ANNI DOPO

La storia di The 25th Ward: The Silver Case incomincia cinque anni dopo le vicende del precedente capitolo. Nel complesso the 25th ward: the silver caseresidenziale di Bayside Tower Land dove si è consumato un’inspiegabile omicidio. Fin da subitò la storia si snoderà su tre differenti punti di vista (tra cui anche quello del protagonista del primo The Silver Case, Tokio Morishima) e le indagini prendono di conseguenza una piega investigativa non lineare, che spesso – nonostante infiniti muri di testo – porterà ad un nulla di fatto. In questo risiede forse la peculiarità narrativa più interessante della produzione di Grasshopper Manufacture, infatti a differenza di altre visual novel, il tutto appare meno lineare e non saremo semplicemente chiamati a “parlare con tutti”, dovremo noi stessi seguire un filo logico delle vicende senza il rischio di incappare in prolissi dialoghi del tutto inutili al fine del gioco. Che poi è sostanzialmente la parte noiosa di un’indagine che nessun regista o game designer vuole mai affrontare. Ma si sa, il nostro buon Goichi Suda è uno che pensa e crea fuori dai schemi, soprattutto quando qualcosa risulta totalmente bizzarro.

UGUALE A PRIMA

The 25th Ward: The Silver Case a livello tecnico poco cambia dal suo predecessore. La grafica del comparto narrativo rimane sempre suggestiva grazie al suo stile noire/distopico. Ritratti e schermate appaiono convincenti seppur eccessivamente minimali. La stessa cosa non si può dire delle sporadiche sezioni 3D, dove il tutto appare troppo spartano e approssimativo, rovinando di fatto il feeling dell’ottima ambientazione del gioco.
Durante le indagini saremo accompagnati da un sonoro altalenante. Infatti le ottime musiche vengono in parte messe in secondo piano da effetti sonori banali e dal ritorno dell’odiatissimo e tediosissimo battito della macchina da scrivere che segue in maniera ossessiva ogni dialogo.

UN’AVVENTURA INTERESSANTE MA POCO LUDICA

the 25th ward: the silver casePurtroppo anche per quello che riguarda la giocabilità il titolo non si discosta molto dal suo predecessore. Rimangono pressoché invariati i poco stimolanti enigmi e l’esiguo numero di cose da fare. Il tutto risultando quasi come un fastidioso impedimento per quello che riguarda il ritmo della storia. Storia che rimane come da tradizione l’unico elemento davvero degno di attenzione della fatica di Grasshopper Manufacture.
Questa remastered risulta davvero un’occasione sprecata, un arricchimento del gameplay avrebbe reso The 25th Ward: The Silver Case un titolo decisamente più in linea con i nostri tempi e maggiormente stimolante anche a livello ludico.
Allo stato attuale si ha la sensazione sì di seguire una trama appassionante e dalle mille sfaccettature della psiche umana, ma allo stesso tempo ci si chiede quale sia il valore effettivo delle parti giocabili.

Valutazione

Grafica 68%
Sonoro 70%
Giocabilità 60%
Carisma 76%
Longevità 78%
Final Thoughts

The 25th Ward: The Silver Case non si discosta quasi nulla dal suo prequel. Le sezioni prettamente ludiche continuano a non convincere, contrariamente invece all'assetto narrativo, ancora una volta sofisticato e intrigante, seppur in certi casi possa risultare un po' confusionario. Sicuramente chi ha amato il primo episodio non verrà deluso. Per tutti gli altri è consigliata una buona dose di pazienza, dedizione e voglia di sperimentare qualcosa di diverso dai titoli che affollano gli scaffali.

Overall Score 70%
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