the alliance alive 3DS, Recensione

The Alliance Alive – Recensione – Tra classico e innovazione


FuRyu, Cattle Call

Sviluppatore

Atlus, Sega

Publisher

Gioco di ruolo

Genere

Torna a colpire come un cobra il duo Atlus/Sega con un nuovo rpg giapponese – The Alliance Alive. Come sarà andata a finire? E quante migliaia di ore ci saranno volute? Scopritelo nella reviù, e come sempre dopo il canonico RVM:

Piove governo ladro

Sorry, non potevamo resistere. Ma entriamo in argomento.

The Alliance Alive è un gioco di ruolo sviluppato dallo studio giapponese FuRyu, già noti per il discreto The Legend of Legacy uscito anch’esso su 3DS qualche tempo fa. Cercando di limitare al massimo gli spoiler (vero, non lo facciamo spesso), spendiamo subito due parole sulla trama. Controlleremo inizialmente il giovane biondone Galil e la sua amica Azura: i due vivono in una bizzarra terra dove piove sempre, manco fossimo a Bergen in Norvegia, e tra i loro passatempi figurano attività the alliance alivecome scoprire il perché di questo meteo cazzeggione e, in particolare, far parte di un’organizzazione sovversiva intenta a ribaltare il dispotismo dei demoni e uomini bestia che bullizzano a destra e a manca.

Il lungo – ma intenso! – prologo farà da “anticamera” a un’intensa avventura per le sorti del mondo, che scopriremo finito nelle mani dei demoni dopo che questi ultimi hanno sconfitto gli umani in una guerra su scala fastidiosamente grande. Non paghi della vittoria, i demoni hanno letteralmente “diviso” il mondo in zone isolate (caratterizzate da specifici elementi di clima o geografici) e messo i buzzurri uomini bestia a fare da “security”, con risultati ovviamente finiti presto fuori controllo. Inutile a dirsi che non saranno i soli Galil e Azura a poter essere giocati, portandoci a vestire i panni di altri co-protagonisti con le loro motivazioni e capaci di dare notevole spessore a una trama lunga e articolata.

Su questo ricco background si poggia un’avventura che per vari aspetti si rifà ai consolidati e apprezzati (tranne che dai pirla) canoni del genere. E poi c’è una sedicente professoressa minorenne che va in giro su di un mech autocostruito a forma di papera gialla che spara cannonate dalle mani a cannone e che si chiama “Canto del Cigno”. Basta questo per l’acquisto a occhi chiusi.

POV

Sothe alliance alivervolando comunque sugli elementi di colore di cui sopra, è importante notare come The Alliance Alive riesca (e ce lo fa capire già dopo poche battute) a fare come suo primo punto di forza il connubio fra trama e ambientazione. Pur partendo da canoni molto consolidati del genere – si vedano i ragazzi avventurosi, i riBBBelli etc. – il gioco riesce presto a farci entrare in un mondo sfaccettato, ricco tanto di persone che vogliono migliorarlo quanto di bastardi che vogliono ulteriormente peggiorarlo per i propri fini, e a farci sentire vicini i suoi eroi, ognuno con le sue motivazioni e forse tutti meno distanti tra loro di quanto si possa pensare. Ulteriore punto di forza del gioco è il mix di leggerezza e note più serie, che riescono a portarci attraverso una storio di fondo drammatica senza brasarci i cosiddetti né cadendo in eccessi parodistici.

Di certo ha aiutato a monte l’aver ingaggiato la “penna” di Yoshitaka Murayama, l’uomo dietro gli storici Suikoden (se non li conoscete, scegliete immediatamente un angolino al quale vergognarvi).

Learning by doing

E stiamo parlando in effetti da 6 ore senza aver detto un pene sul gameplay. Le basi sono quelle tipiche: party da equipaggiare (non troppi slot di ammenicoli vari), si gira in città a parlare e trovare cose da fare, si va per dungeon e per l’overworld dribblando o schiantandosi contro i mostri – qui si è scelta la via dei mostri visibili su mappa, capaci anche di inseguirci per brevi tratti. Evvabbenecosì.

the alliance aliveAndiamo ora alla parte più innovativa (o forse è il caso di dire “meno classica”?) di The Alliance Alive: non vi è un sistema di livelli “vero e proprio”. Paura? Tendinite? Restate calmi e leggete. Ogni tot combattimenti, i nostri eroi avranno dei bonus più o meno randomici in tema di HP e SP (usati per le abilità/spells), assieme un tot di talent points (sui quali torneremo a breve). L’uso ripetuto di un’arma specifica, nonché di una specifica tecnica legata a un’arma, porterà al “risveglio” di un nuova tecnica/abilità legata all’arma medesima. La spesa dei talent points di cui sopra servirà principalmente a sbloccare abilità passive e di supporto, capaci di migliorare l’uso degli SP o le chance di risvegliare nuove abilità. Nei combattimenti, inoltre, servirà pensare bene anche alla formazione del party, per meglio ottimizzare le abilità di ciascuno e alzare le possibilità di vittoria.

A fronte di una progressione/grinding generalmente lenta e grosso modo superflua, per molti combattimenti più intensi (e non parliamo solo di boss fight) la chiave della vittoria sarà in due parole tanto care ai fan delle produzioni FROM Software: GIT GUD. Non ci solo elementi soulslike, ma ci riferiamo proprio al fatto che per giocarsi come si deve i combattimenti migliori bisognerà proprio evitare di muoversi a cazzo, vista l’assenza di fenomeni come “vabbèhodiecilivelliinpiù”. Anche a lungo andare, si avrà sempre l’impressione di stare dinanzi a qualcosa di bilanciato.

Mazzate a parte, il gioco si muove bene anche in termini di varietà e longevità: lineare solo nelle battute iniziali, The Alliance Alive ci metterà a disposizione un mondo ampio da esplorare e pieno di guai da sistemare, nonché dalle tanti decisioni morali a bivio che avranno conseguenze tangili sia a breve che a lungo termine. Interessante anche l’aggiunta del guild system, che ci permetterà di affiliarci e sviluppare specifiche gilde ribelli per ottenere speciali bonus, beni e servizi in base al numero di persone che riusciamo a tirarci dentro.

Rimarrebbe ora il solito paragrafo in cui diciamo “tirando le somme, il gioco èbbello perché […]”, ma forse qui basta solo aggiungere una cosa: abbiamo scritto già mille parole e vorremmo estendere la recensione ancor di più perché c’è davvero tanto da dire, e non sono bestemmie. Anzi, l’esatto opposto. Ebbravi FuRyu/Cattle Call.

Chibi come se piovesse

Oltre alla pioggia standard di cui sopra, sia chiaro. Ma entriamo in argomento.

the alliance aliveIl comparto tecnico di The Alliance Alive si difende piuttosto bene. La grafica è molto evocativa, da toni di colore morbidi ma carismatici. Il tratto, specie nei fondali e nei paesaggi, dà un feeling molto fiabesco ed efficace nel rendere ancor più viva la storia. Meno belli alcuni interni, ma comunque nulla da far abbassare la media in modo particolare.
Il comparto sonoro si muove anch’esso bene, forte in particolare di una colonna sonora capace di mescolare sonorità epiche a quelle più leggere e trullallà. Segnaliamo, almeno per la versione EU testata da noi, la totale assenza di doppiaggio – problema comunque che di sicurò non sconcerterà la vecchia guardia.

Buono il sistema di controllo, efficace e – almeno nella nostra esperienza recensoria – privo di avarie di genere; stesso discorso valido per il sistema di salvataggio.

Valutazione

Grafica 87%
Sonoro 92%
Giocabilità 88%
Carisma 96%
Longevità 92%
Final Thoughts

The Alliance Alive è un solidissimo titolo che riesce a fare centro in primis grazie a trama e ambientazione: una storia tanto di crescita quanto di guerra e dittatura, che non riesci a farci staccare dai due schermi della console. Il gameplay si rivela anch'esso soddisfacente, allontanandosi quanto basta da una delle basi più consolidate del genere senza però fare cacchiate clamorose - scusate il francesismo. Non ci resta dunque che consigliare questo titolo, lieti del fatto che il 3DS abbia ancora ottime cartucce da sparare.

Overall Score 91%
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