the crow's eye PC, Recensione

The Crow’s Eye – Recensione


3D2 Entertainment

Sviluppatore

Nkidu Games

Publisher

Horror

Genere

Purtroppo per noi, torniamo nel mediamente patinato mondo degli horror in soggettiva con The Crow’s Eye, avventura esplorativa paurosissima (?) dalle ambientazioni universitarie. Video:

Trentellode

In The Crow’s Eye vestiremo – in stile Maccio Capatonda – i panni di un anonimo e omonimo protagonista rimasto intrappolato nella misteriosa università medica di Crosswood. Guidato a sprazzi da un’inquietante voce che rimembra quella di Joker dopo una mezza dozzina di pasticche dagli effetti dubbi, il nostro alter ego dovrà trovare la via di fuga (ma purtroppo non di figa) dal diroccato ambiente accademico. Lunga la tutt’altro che retta via, vi saranno numerosi indizi o pseudo tali utili a confonderci su quanto sia the crow's eyeaccaduto/stia accadendo nel luogo in cui ci troviamo.

Come intuibile dalle righe sopra, The Crow’s Eye segue in pieno il filone degli horror esplorativi in prima persona. Andremo avanti e indré attraverso location sgarrupate e tendenzialmente simili le une alle altre, con lo scopo principale di trovare l’accesso al piano/area seguente. Cosa più nuova – ma sarebbe forse il caso di dire “anomala” – per un horror esplorativo di questo tipo è l’inserimento di sezioni simil-platform ove saremo chiamati a compiere salti più o meno improbabili grazie a iniezioni di adrenalina autoricaricabili. Inutile a dirsi che, complice un sistema di controllo non proprio perfetto, queste fasi di gioco si renderanno memorabilmente anali quasi da subito. La risoluzione di alcuni enigmi passerà (anche) per la creazione di oggetti da altri item raccoglibili in giro per i detriti dell’università: chiarimenti su come inguacchiare l’oggetistica ci saranno dati, in alcune occasioni, da fogli di indizi messi convenientemente vicino a quello che ci serve. Ci verrebbe da dire “tutto molto bello”, ma siccome non lo è poi tanto, diremo “tutto molto medio”.

Lost in medioland

Nonostante non sia “scarso” di per sé, The Crow’s Eye ha un che di “stock” sotto numerosissimi aspetti, dando l’impressione di essere stato realizzato seguendo una sorta di frasario ideale per l’horror. Scarsa illuminazione? Presente. Vermi mangiafaccia? Pthe crow's eyeresenti. Note audio inquietanti? Presenti. Missive inquietanti? Presenti. Quadri inquietanti ovunque? Presenti. Il problema però non sta nel fatto che si usino i cliché – per la cronaca, chi vi scrive è un fan sfegatato dei cliché – ma il come questi vengano usati. In The Crow’s Eye si sfocia presto nel prevedibile e nel meh, nonostante qualche buon proposito di fondo. A questo si aggiungono anche feature semi-inutili, come la possibilità di ruotare e tirare a cazzo suppellettili di genere, come nei litigi coniugali anni ’60, e la fetecchia è fatta. Il sistema di crafting e il mini-gioco del sabotare serrature (non anale come in Gothic, per carità) aggiungono solo altra futilità al pacchetto, in un tripudio di “vorrei ma non posso”, “potrei ma non voglio” e “sticazzi”. Altri elementi tipici degli horror più o meno recenti – come il teletrasportarsi senza motivi apparenti in posti a caso, per ritornare altrettanto a caso dove eravamo prima – pure fanno la loro apparizione, e sempre in maniera fin troppo randomica e cazzeggiona. In toto dunque, le varie partite a The Crow’s Eye saranno fin troppo caratterizzate da un feeling di strana incompletezza e ammaccamento dei testicoli, che non combacia esattamente con alcun sinonimo di intrattenimento – in più, peccato per i punti positivi comunque presenti, come la discreta realizzazione delle note di background e alcuni enigmi ambientali con blocchettoni alla Goof Troop.

Note tecniche

Il comparto tecnico di The Crow’s Eye è in linea con il gameplay – per usare un tecnicismo, una mezza purpetta.

Sotto il profilo grafico, abbiamo già parlato della generica monotonia e qui aggiungiamo anche l’altalenante interattività con i the crow's eyevari oggetti sparsi in giro. D’altra parte, alcuni ambienti sono riprodotti bene e lo stacco tra location più vintage e altre più inspiegabilmente (poi capirete…) moderne funziona. Gli effetti di luce invece non ci hanno colpito particolarmente e, tenendo a mente che si tratta di un gioco in cui il 90% del tempo staremo con un accendino in mano a illuminare roba, non è proprio una cosa soddisfacente. Un po’ meglio va in ambito audio, con alcuni doppiatori in gamba e qualche buon effetto sonoro, senza però nulla di particolarmente superlativo. La reattività dei controlli nemmeno colpisce in positivo, con una gestione del puntatore che oscilla dall’ingessato allo scivoloso; inoltre, se sotto il profilo della stabilità non siamo messi malaccio, si incontrano numerosi bug di genere in fase di spostamento e piazzamento oggetti (ci è capitato di dover uscire e ricaricare il gioco a casa di una scala incastrata nel torace del protagonista). Nota positiva, comunque, il fatto che gli sviluppatori stiano patchando il gioco a ripetizione dalla data di release.

 

Valutazione

Grafica 67%
Sonoro 70%
Giocabilità 60%
Carisma 60%
Longevità 75%
Final Thoughts

The Crow's Eye è un horror fin troppo sobrio, che si incanala senza eccessivi fronzoli nel filone dei giochi sedicenti spaventosi in soggettiva. Non c'è molta carne al fuoco, ma per i fan del genere può comunque rivelarsi un piacevole passatempo posto che si amino molto i canoni del genere.

Overall Score 66%
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