trails of cold steel II PS Vita, PS3

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II – Recensione


Nihon Falcom

Sviluppatore

NIS

Publisher

Gioco di ruolo

Genere

Con il consueto lag delle conversioni dei giochi di ruolo jappi sviluppati da studi meno spendaccioni, più la certosina calma recensoria di noi Truegamers, finalmente vi proponiamo la reviù di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II. Video e poi a inciuciare:

Tracce di acciaio freddo

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II è, come intuibile, il seguito del primo Trails of Cold Steel da noi recensito in passato (e che trovate QUI se volete rinfrescarvi la memoria). Trails of Cold Steel II prende il proprio ruolo di sequel MOLTO sul serio, ricollegandosi più che direttamente al finale del predecessore rendendo di fatto difficilerrimo il parlarne senza fare spoiler – nonché il mero atto di farsi capire da chi non abbia giocato il primo episodio. Cerchiamo comunque di essere efficaci trails of cold steel II ed efficienti (ma forse nessuno dei due): nel gioco vestiremo il panni del mediamente allegro Rean Schwarzer, cadetto dell’Accademia militare di Thors, intento a continuare le belliche avventure del primo episodio – stavolta con un ritmo maggiormente più esplorativo en plein air, meno legato ai tempi e alle mura dell’accademia e featuring ricerca di amici sparsi per il mondo, guerra globale da far finire, aeronavi e un tizio che si chiama come una Ferrari. Tutto chiaro, no?

Squadra che vince non si cambia

Il gameplay di Trails of Cold Steel II cambia pochissimo rispetto a quello del primo. Il sistema di combattimento rimane a turni con spostamento ad area, con il posizionamento che ancora gioca un ruolo importante nella lotta. E’ stata aggiunta una nuova tipologia di attacchi da caricare con barra apposita per effetti più o meno spettacolari (danno+potenziamento agli alleati), ma in toto poco cambia rispetto a quanto ci si ricordava. Segnaliamo la presenza di combattimenti a bordo di mech, durante i quali – oltre al tirate botte in senso non prettamente metaforico – potremo avere supporto da uno degli altri personaggi del party sotto forma di buff e potenziamenti di genere. Restando in tema di macchine da guerra e dintorni, in questo episodio viene introdotta a mo’ di base operativa la presenza di un’aeronave, che svolge sia funzioni di hub che di mezzo trails of cold steel II di trasporto.

Come accennato prima, Trails of Cold Steel II offre maggiori possibilità di esplorazione e un ritmo di gioco meno scandito dagli “orari scolastico-militari” dell’accademia. Nonostante si visitino alcune location già viste nel primo episodio (seppur con vari cambiamenti), la varietà tanto di ambienti quanto di situazioni si rivela molto buona.

Rimane pressoché invariato anche il sistema di “crescita” dei personaggi, con l’uso degli “orb” per personalizzare modalità e tipologia di skilla padroneggiate e padroneggiabili. A proposito di crescita in senso lato, viene gestito bene anche lo sviluppo dei personaggi rispetto alla trama, dove su uno sfondo bellico si muovono personaggi coerenti, senza però scadere nel tedio strizzaballe. Come ulteriore nota positiva, segnaliamo che anche in questo caso la longevità si rivela buona: avremo un bel po’ di cose da fare lungo l’intero gioco e, come nel predecessore, quantità e qualità vanno di pari passo. Ritorna anche qui una partenza leggermente diesel a inizio gioco per quanto riguarda la trama, anche se in misura minore rispetto al primo episodio.

A conti fatti, anche Trails of Cold Steel II è un “buon vecchio jrpg” nel senso migliore del termine: longevo, profondo, trama complessa a sfondo bellico, ROBOTTONI…insomma c’è potenzialmente tutto quello che fomenta i fan del genere e non solo. L’unico neo è che, per goderlo a 360°, bisogna effettivamente aver giocato il primo episodio.

I soliti momenti tecnici

trails of cold steel II Per quanto riguarda il comparto tecnico, Trails of Cold Steel II rimane molto molto simile al suo predecessore. La grafica “in azione” è pulita e chiara ma datata, con un feeling vagamente ingessato ma non irritante. Molto belli invece i disegni e ritratti vari dei personaggi, e in generale tutto quel che c’è di bidimensionale realizzato metaforicamente a matita. Buono anche il design degli ambienti, che anche in questo caso però fanno trapelare una tecnologia di fondo un peletto arretrata.

Il sistema di controllo risulta funzionale ed efficiente: anche in questo caso tutto rimane pressoché identico al primo episodio, senza amnesie di sorta o cambiamenti eccessivi last minute utili solo a causare scompensi anali.

Buono anche il sonoro, con un doppiaggio sobrio – anche se non sempre presente, complice una mole di testo impossibile da doppiare tutta in tempi men che biblici – e una colonna sonora capace di dare tanto la giusta epicità quanto la necessaria calma nei momenti di bisogno.

Valutazione

Grafica 65%
Sonoro 84%
Giocabilità 90%
Carisma 92%
Longevità 96%
Final Thoughts

Non impressionatevi se il rating finale di Trails of Cold Steel II vi sembri preso paro paro dell'episodio precedente: siamo in tutto e per tutto davanti al secondo capitolo di una trilogia che pare pensate per esssere un unicum...e che proprio per questo gira bene tanto per trama quanto per gameplay. Come detto, tenete conto che per apprezzarlo in pieno la soluzione migliore è finire per benino il primo episodio della serie.

Overall Score 85%
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