PC, Recensione

The Silent Age, Recensione – Una fuga fuori dal tempo


House On Fire

Sviluppatore

Meridian4

Publisher

Avventura grafica

Genere

Finalmente un titolo pensato per mobile che non sfigura anche su PC, forse anche per la sua grande immediatezza: questo The Silent Age, avventura dei danesi House On Fire, e che ci porterà tra un epoca di complotti, scienza corrotta e cinismo, ed un altra più silenziosa.
Perchè sono tutti morti.

Lotta contro il tempo, in senso stretto

La prima cosa che mi ha colpito della storia che ci racconta cotal gioco è il come l’artificio del viaggio temporale arrivi quasi a sorpresa, quasi slegato da quella che sembra una atmosfera molto più realistica e di quasi denuncia sociale. Con poche immagini dallo spiccato senso grafico (poi ci ritorniamo alla fine nel dettaglio), e neppur troppo animate, veniamo calati nei panni di Joe, ex militare che dopo la guerra ha trovato l’umile mansione di uomo delle pulizie per una grande ditta.
Peccato che proprio nel giorno della sua “promozione” (molto fantozziana, per questo le virgolette), si troverà di botto catapultato a salvare nientemeno che l’intero pianeta, o meglio il suo futuro, minacciato da una tragica epidemia che ha devastato il genere umano. Per riuscire in questa impresa si troverà tra le mani uno speciale interruttore, in grado se premuto di farlo scivolare di una imprecisata quantità di tempo nel futuro, creando così un continuo doppio punto di vista sui vari ambienti da esplorare. Delle seconde versioni poi spesso corrotte non solo dal tempo ma anche dall’uomo e dalla malattia, non lesinando qualche crudezza come corpi abbandonati, incidenti mortali e tizi arzilli ed al lavoro poco prima che si sono tolti la vita.
Semplice e diretto, il cammino di Joe incastra ottimamente cose da fare e trama, portandoci a riflettere sull’impossibilità di cambiare quanto già avvenuto, ma così come sull’umanità stessa e su di una scienza, clichè veritiero, spesso utilizzata per proprio rendiconto personale e dunque corrotta sino ai più tragici epiloghi.

Tra il di qua e il di là

La struttura da punta e clicca tradizionale ci presenta enigmi piuttosto semplici da risolvere, ma non per questo scontati o manchevoli di un certo ragionarci sopra; insieme di ragionamenti poi approfondito da una gestione di piano temporale che se in parte ci può ricordare il classic Day of the Tentacle (ovvero compio un’azione nel passato per farla fruttare nel futuro), in questo caso si articola anche in altri passaggi, sfruttando momenti e luoghi giusti per risolvere i problemi tramite l’avanti e indietro a premute di interruttore.

Classico esempio di luogo in doppia versione, presente e futuro desolato

Solo così quasi ogni porta chiusa non sarà un problema, lasciandoci sempre in mente quel “doppio modo” di vedere le cose.
Anche dall’interfaccia, dove non è possibile per dire combinare gli oggetti, si capisce di come tale progetto

sia nato per il mondo portatile, e semplicemente trasportato nei nostri computer, dove ad una sostituzione di dito con la freccia del mouse però non si hanno particolari problemi o svarionate.

Essenza, ecciò basta

Il minimalismo è anche nelle componenti audiovisive del titolo: infatti The Silent Age colpisce già per la sua grafica asciutta e diretta, quasi come i disegni alla Saul Bass per chi possa cogliere ciò a cui mi riferisco, con pochi ma precisi dettagli per oggetti, luoghi e persone, e con un tappeto sonoro leggero che rende il tutto anche più inquietante in certi casi. Ed è forse l’avere azzeccato il giusto stile a non farci nuovamente pesare il cambio di piattaforma più di tanto.

Valutazione

Grafica 85%
Sonoro 80%
Giocabilità 78%
Carisma 85%
Longevità 75%
Final Thoughts

Sarà anche di rapida risoluzione, ma questo The Silent Age è un piccolo gioiellino in trama e puzzle, che seppur senza un finalone esagerato o sorprendente, o enigmi particolarmente ostici, riesce a tenerci legati allo schermo (schermone in questo caso), portandoci a riflettere non solo sulla via giusta, ma anche sulla situazione del nostro sfortunato Joe. Da provare sicuramente, da recuperare anche a questo punto per i nostri macrotelefoni, per una esperienza che porta a casa il compito senza strafare, ma con un giusto equilibrio tra tutto l'insieme.

Overall Score 80%
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