the wardrobe PC, Recensione

The Wardrobe – Recensione


C.I.N.I.C. Games

Sviluppatore

Adventure Productions

Publisher

Avventura grafica

Genere

C.I.N.I.C. Games, sotto l’ala protettiva di Adventure Productions, riporta in auge i punta e clicca in stile anni ’90, rivitalizzando il genere con il gusto e l’estro creativo tipicamente made in Italy.

PRUGNE FATALI

Durante uno spensierato picnic, la vita dei due amici Ronald e Skinny è destinata a cambiare drammaticamente. Dopo aver banchettato con il più infimo dei pranzi a base di junk food e bibite zuccherate, Roland tira fuori un cestino contenente due deliziose prugne. Skinny senza pensarci troppo su ingerisce la sua, morendo sul colpo a causa di uno shock anafilattico; Roland per canto suo pensa bene di svignarsela lasciando il corpo lì (bell’amico verrebbe da dire, ma come dargli torto con quello che costano i servizi di pompe funebri oggigiorno?).
Tuttavia la storia non finisce qui, Skinny ritorna in vita con sembianze scheletriche e prende dimora all’interno dell’armadio della camera di Ronald. Da ben 5 anni veglia sull’amico a sua insaputa, finché un giorno un trasloco imprevisto altera quella situazione, portando Skinny allo scoperto. L’ossuto protagonista dovrà così cercare in tutti i modi di far rivelare a Ronald il suo crimine per scongiurargli la dannazione eterna.
Un plot semplice e abbastanza scanzonato apre un’avventura dettata dal surrealismo, capace di rendere – in pratica – l’impacchettamento e la spedizione di un armadio una vera e propria avventura condita da decine di stravaganti personaggi, doppi sensi e nonsense in grado di intrattenere fino ai fatidici titoli di coda.

TENGO CUORE ITALIANO

Se c’è un genere a cui gli italiani sono particolarmente legati – sia come sviluppatori che come giocatori di vecchia data – questo è sicuramente quello delle avventure grafiche. In particolar modo dei punta e clicca degli anni
90, di quella serie di pietre miliari firmate dalla mai troppo compianta LucasArts. Videogiochi come Grim Fandango, Day of the Tentacle e le saghe di Monkey Island hanno letteralmente scritto la storia dei videogiochi e buona parte dell’infanzia di molti videogiocatori.
Tra questi appassionati spicca anche il team italiano di C.I.N.I.C. Games, il quale proprio con il loro The Wardrobe hanno voluto omaggiare quell’era ormai lontana, sviluppando un titolo dall’alto tasso nostalgico e meccaniche retrò.
Mouse alla mano, il gioco convince fin da subito grazie ad un mondo surreale e una serie continua di riferimenti a videogiochi, film, telefilm, anime e fumetti (spesso superando il semplice limite del citazionismo e varcando quello della denuncia) che non potranno che non far breccia nei cuori dei più nostalgici. O almeno, di quelli che apprezzano il citazionismo più sfrenato, perché su questo è basata l’intera fatica del team nostrano. Un connubio tra modernità ed elogio del passato, il tutto però risulta ben integrato anche nella sua eccesività, tanto da rendere l’universo di The Wardrobe unico e stimolante.
Tuttavia in The Wardrobe vive anche un’anima più moderna e slegata dall’alto tasso nostalgico citato pocanzi; questa parte forse più sottile e intima degli sviluppatori viene filtrata in modo laterale da battute all’apparenza molto soft, ma che spesso nascondono critiche sociali e dissacrazioni più o meno riuscite, sicuramente in linea con i tempi attuali. Insomma, The Wardrobe è il classico prodotto tricolore ricolmo di passione e ironia, dal linguaggio semplice e spregiudicato, che da una parte strizza l’occhio all’internalizzazione, dall’altra conserva un linguaggio tanto provinciale quanto genuinamente diretto, capace di veicolare il proprio messaggio spontaneamente e senza troppe pippe riguardanti le buone regolette del marketing.

SCHELETRI NELL’ARMADIO

The Wardrobe a livello puramente tecnico riesce a fare la sua figura grazie ad una grafica 2D in alta definizione – realizzata con Unity – dallo stile vivace e “fumettoso”. Non sarà un prodigio della tecnica, ma lo stile adottato dagli sviluppatori ben si addice all’universo da loro presentato, apparendo coerente e piacevole da vedere. Più che buono anche il comparto sonoro, grazie a the wardrobemusiche mai fuori posto e ad un buon doppiaggio in lingua italiana. Seppur con qualche sbavatura, riesce ad avere un tono professionale, cosa non da poco visto che si tratta praticamente di un cast di voci esordienti.
A livello di meccaniche di gameplay avremo tutti i cliché del genere, che sono traducibili nelle interazioni “guarda-parla-cerca-attiva” e da un inventario capiente con la possibilità di combinare gli oggetti tra loro per completare i vari enigmi. Quest’ultimi forse sono il vero tallone di Achille del gioco, l’eccessivo surrealismo della narrazione mal si sposa con la logica, tanto da far risultare spesso e volentieri gli enigmi slegati tra di loro, senza una vera e propria continuità. Sicuramente i più avvezzi del genere riusciranno a cavarsela (merito anche ai tantissimi riferimenti con altre avventure grafiche), mentre il neofita potrebbe trovarsi bloccato già nei primissimi scenari di gioco.
Anche la longevità non è decisamente il lato forte della produzione di C.I.N.I.C. Games, visto che in media ci vogliono otto ore per terminare il gioco; a queste però vanno aggiunte un altro paio di ore nel caso si decidesse di scoprire tutti i segreti e sbloccare gli achievement associati. In ogni caso era preferibile una maggior cura in certi aspetti della storia principale, in alcuni casi liquidati in maniera fin troppo frettolosa, piuttosto che dedicare tanto tempo in contenuti extra, si piacevoli, ma che spesso non aggiungono nulla di veramente significativo ai fini della narrazione.

Valutazione

Grafica 80%
Sonoro 85%
Giocabilità 72%
Carisma 80%
Longevità 70%
Final Thoughts

Da un lustro, se non di più, ogni inizio anno torna in auge la frase "questo sarà l'anno dei videogiochi italiani". Puntualmente queste previsioni vengono ridimensionate, e non tanto per la scarsità delle produzione, ma più che altro per l'incapacità di realizzare "i prodotti giusti al momento giusto". Noi non sappiamo se questo 2017 sarà effettivamente diverso per i nostri sviluppatori, quello che però possiamo dire con certezza è che The Wardrobe a pochi mesi dall'inizio dell'anno ci regala una bella sorpresa. Nato come un progetto indie, raccattando fondi su Eppela, ha trovato addirittura un publisher serio e capace come Adventure Productions. Rimanendo con i piedi per terra C.I.N.I.C. Games ha continuato a lavorare costantemente sulla sua opera, senza la smania di volersi imporre come caposaldo del genere. Prendendo invece lezione dai mostri sacri del genere hanno partorito un'avventura grafica degna di nota, dissacrante e divertente al punto giusto, capace di farci sorridere anche sulle tante controversie dei nostri tempi, esorcizzandole con una quantità industriale di contenuti nostalgici.

Overall Score 77%
Readers Rating
3 votes
89

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.