Anteprime

Torchlight 2 – Anteprima beta hands-on


Diciamolo sobriamente e senza trollare, flammare o usare verbi onomatopeici ridicoli e pietosi: ci sono buone chance che Diablo 3, di qui a breve, possa trovarsi col culo scheggiato se non rotto. E lo dicono anche su Forbes. Anteprima di Torchlight 2, nuovo action rpg di Runic Games, divertitevi.

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La Runic ritorna

Torchlight 2 è oramai in dirittura d’arrivo: con la beta oramai in conclusione (giovedì 24 maggio) e la data d’uscita ancora settata a “estate 2012” ma si vocifera vicina, pare proprio che Diablo 3 – a metà tra un fiume di applausi ed uno di critiche e scorregge – stia per avere il suo grande rivale. Costando “appena” 41 euro in meno e dotato di molte delle features che nel competitor targato Blizzard sono state eliminate per motivi che saranno discussi fino alla nausea, Torchlight 2 può davvero rubare del pubblico al franchise che ha reso celebre il genere degli action rpg? Le carte per farlo ci sono francamente tutte, per quanto abbiamo potuto vedere della beta provata con mano (e qualche piede). Ma scendiamo nei dettagli, e come sempre cerchiamo di andare per ordine (sparso).

Torchlight 2 è un action rpg sequel del primo Torchlight, ideato con pochi soldi e tanta buona volontà da un team capeggiato da Max Schaefer, ex-Blizzard ed ex-Flagship. Nel primo Torchlight eravamo chiamati ad esplorare una miniera sotto la città che dava il titolo al gioco, allo scopo di sfondare le terga a un mago malvagio. Tante innovazioni su di un gameplay classico portarono il gioco a conquistare una fetta di mercato enorme, superando lo scorso anno il milione di copie vendute. E ora, siamo al sequel.

Torchlight 2, come fece a suo tempo Diablo 2 rispetto al suo prequel, ci porta ad esplorare un mondo aperto, tra lande erbose, innevate e templi sotterranei, assieme a città di varia foggia e architettura. Potremo scegliere tra 4 differenti classi di personaggi – con un minimo di personalizzazione estetica e scelta tra maschio/femmina – e la tipologia del compagno animale che ci accompagnerà: stavolta la gamma di bestiuole sarà ampliata a vari tipi di felino e canide (anche quello dell’Infostrada), più un falco e un coso indefinibile.

Per la gioia di chi si è tanto incazzato per la sorte online (leggasi: DRM atomico) di Diablo 3, Torchlight 2 presenta una gran sorpresa: c’è il single player offline, per il sollievo di chi non vuole fondere il proprio modem o semplicemente non vuole che avarie dovute ad altri possano impedirgli di giocare quando, come e dove gli pare. Oltre al tipico gioco in internet, c’è anche la possibilità di partite in LAN che non fa mai male. E c’è pure un’altra cosuccia non da poco: il gioco Runic sarà anche pienamente moddabile, grazie all’applicazione TorchED, la quale sarà disponibile qualche tempo dopo il lancio del gioco.

Ma torniamo ai personaggi giocabili: avremo a disposizione un mago puro (embermage), due personaggi da mischia (berserker e ingegnere) e uno da tiro/destrezza (outlander). Quello che abbiamo testato meglio è stato l’outlander, una buona variante rispetto al tipico rogue/arciere visto nei giochi di questo genere. Esso trae vantaggio da attacchi legati a una sorta di shuriken gigante (o lama di Xena) e dalla sua abilità con pistole e cannoni. L’ingegnere è il classico tank con l’aggiunta di abilità di supporto, come la creazione di bot in grado di attaccare, attirare su di sé il fuoco (o i cazzotti) nemici o ancora di curare noi e i nostri compagni d’avventura. Il berserker, se possibile, pesta ancora di più e si basa sul dual-wielding di un’ampia gamma di tirapugni, artigli e lame. Il mago è il mago, è ciò ci dà gioia a pacchi.

Avventurandocisivi…

Per quanto riguarda le meccaniche, ci vengono riproposti i classici del genere action rpg: si prendono quest dai “passanti” per accompagnare la trama principale, si cercano oggetti tentando di trovare le combinazioni migliori e, per non decedere prematuramente, bisognerà tenere d’occhio i canonici indicatori di vita e mana (quest’ultimo auto-rigenerante, ma non velocemente tanto da rendere il gioco semplicistico). La crescita del pg avviene per livelli di esperienza, che una volta raggiunti ci premiano con 5 punti caratteristica da distribuire e un punto per una skill speciale (ve ne sono sia di attivate che passive). Le skills sono divise in gruppi, ogni PG ha i suoi tre “skill trees”. Ai livelli bassi potremo apprendere solo le prime abilità, man mano che si sale di livello potremo investire punti e acquisire skills differenti. Il sistema pare funzionare bene, essendo non troppo rigido ma nemmeno tropo “generoso” nel regalare abilità.

Si aggiunge inoltre la barra dei “punti fama”, ottenuti uccidendo i capi dei mob e vari boss: ad ogni livello di fama, oltre a un “titolo” da sbandierare (o sboronare) ai quattro venti e sette mari, un altro skill point. A proposito, abilità attivate e oggetti consumabili da assegnare a nostra scelta ai tasti 1-0 e al click destro del mouse. Nell’inventario si potranno anche “attivare” degli spells (trovabili come drop dai nemici) con effetti attivati o passivi, fino a un massimo di 5 per volta. Ogni personaggio sarà inoltre dotato di una “charge bar”, da riempire a suon di uccisioni di nemici in breve tempo, la quale, quando riempita, ci conferirà potenziamenti diversi a seconda del personaggio che staremo giocando.

Gli scenari sono sempre generati casualmente, le condizioni meteo sono dinamiche e i nemici non sono dei deficienti, cosa che torna sempre piacevole per il livello di sfida. La difficoltà pare ben bilanciata, selezionabili dall’inizio tra 4 livelli differenti. E’ presente inoltre, per la gioia dei più fomentati, l’hardcore mode. Tornano le meccaniche legate al pet, come l’invio in città: aggiunte le features di “lista della spesa” da far fare all’animale e la possbilità di equipaggiare quest’ultimo con collari e simili per avere poteri extra. Il nostro animaletto potrà di nuovo essere trasformato in un qualcosa di più assassino grazie ai pesci che potremo pescare nelle varie pozze – pescare anche con la dinamite!

Tutto queste “logiche classiche” sono accompagnate da un ottimo design dei livelli, che saprà sempre darci la giusta spinta a tenere gli occhi aperti e ad esplorare per non perdere l’occasione di trovare lo scrigno di turno contenente l’equip che potrebbe salvare il nostro prezioso deretano. Ottima anche la varietà dei nemici, che vanno dal tipico set di non morti agli animali più svariati, fino a goblin, uomini ratto/orso/toro/altro per non parlare di demoni di sorta stile H. R. Giger. Si gioca con vero piacere, la cognizione del tempo si perde in niente e la spinta ad andare avanti è sempre fortissima: in breve, tutto quello che si può chiedere a un gioco del genere, che siate esperti o niubboni pazzeschi. Dopo lunghi test sia in solo che in multi, l’esperienza di gioco si conferma ottima: il livello di sfida è sempre buono, i diversi personaggi vanno giocati in maniera differente e la varietà è alta. E poi godersi un’ambientazione cyberpunk in cui possiamo sfasciare gli zombi con uno shotgun stile spingarda del nonno (o di Zio Paperone) è impagabile.

Ma dal punto di vista tecnico ed estetico, la situazione com’è?

Note tecniche

Il look del gioco è molto “cartoonoso”, fedele al primo episodio della saga: non per questo comunque saranno assenti elementi splatter – l’outlander ha una skill, ad esempio, per far esplodere i nemici dall’interno! – o più dark, come la presenza di posseduti stile Ganados di Resident Evil 4 che rilasciano larve assassine e sangue nero una volta fracassati. Degna di nota la presenza dell’artista della serie Shank in fase di realizzazione delle sequenze animate d’intermezzo. Buono anche il sonoro, di giusto accompagnamento per creare bene l’atmosfera necessaria senza rompere le scatole. Discreto il doppiaggio, anche se fino ad ora si è visto poco. Molto intrigante il filmato iniziale, ben realizzato anche dal punto di vista tecnico.

La tecnologia del gioco pare pure molto buona: durante il nostro test non si sono verificati crash ingame, con una sola disconnessione in multiplayer durante l’affollato stress test del weekend del 18 maggio. Il gioco è molto stabile e riesce a girare egregiamente anche su PC non proprio da gara: gli effetti grafici sono buoni, acqua, pioggia e ombre sono credibili. Il sistema di controllo funziona molto bene, preciso ed efficace, senza sbavature.

In conclusione…

Torchlight 2, per quanto abbiamo potuto vedere dalla beta, è un gioco dalle potenzialità enormi: longevo, impegnativo e al tempo stesso facile da imparare, ha un numero di frecce al suo arco a dir poco elevatissimo, con un gameplay classico che però si mantiene fresco e accattivante grazie a numerose finezze e features aggiuntive. Aspettiamo con ansia la release finale: con ottime probabilità, questo potrebbe essere  “il vero” action rpg che tanti appassionati aspettavano ormai da una decina d’anni.


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